titolo: solo parole

Ieri notte ero nel mio letto avvolta fra le mie coperte e in quel momento ero così arrabbiata con me stessa che pensavo a cosa avrei scritto oggi, o meglio a quello che avrei voluto scrivere avendone la possibilità, poi la notte è passata, ho stretto il cuscino, mi sono avvolta un po' di più nella mia coperta è mi sono addormentata, la rabbia è tornata nel cassetto la voglia di vomitare un passato troppo doloroso, pure.
Avrei tanto voluto poterlo fare liberarmi un po' ma non è mai tutto così semplice, le sbarre della mia prigione se si rompessero farebbero male a troppe persone, e a me non va di ferire.
Ho già fatto e soprattutto mi sono fatta abbastanza male per non capire che non è vomitando tutto che si risolvono le cose.
    Un vaso rotto resta un vaso rotto e anche quando ti metti d'impegno e provi a sistemarlo, non è mai quello di prima, e io ho finito l'attack e mi mancano troppi pezzi del puzzle per poter ricostruire il mio cuore.
Ieri ancora una volta ho impedito a me stessa di andare avanti di darmi una possibilità, cancellando tutto lo sporco che il tempo e i cattivi hanno fatto colare dentro.
Il giudizio pesa com macigni, soprattutto quando è dato da chi non ha mai nemmeno sentito da lontano il rumore di un vaso che cade, e io che ogni volta non faccio altro che sistemare i pezzi, mi ritrovo a essere giudicata se provo a farmi volere bene, perchè non cerco il ragazzo ma uno basta che sia, così dice il giudice.....
Sono così stanca in questo periodo che ho affidato il mio desiderio a una stupida catena, una di quelle che ti arrivano puntualmente via mail, ci ho provato.
Dovevano passare 32 minuti e il mio desiderio si sarebbe avverato è passato un giorno del mio desiderio nemmeno l'ombra, ma è un po' come credere a babbo natale, finisci sempre per accorgerti che è papà a mettere i regali ai piedi del letto.
   

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