un buon risultato (speriamo)...

Con 104 voti, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la proposta di una moratoria sulla pena di morte.
Certo, l'Onu non ha il potere di imporre leggi ma è una vittoria culturale e vengono anche posti «paletti» lì dove la sentenza capitale viene ancora eseguita.
Per esempio, essa potrà essere comminata solo per i reati più gravi e i condannati devono essere maggiorenni.
Non possono essere inoltre eseguite le sentenze nei casi di donne incinte, madri di un bambino piccolo o persone sofferenti di handicap mentale ROMA - L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato la proposta di una moratoria sulla pena di morte.
I voti favorevoli sono stati 104, 54 i contrari, mentre 29 Stati si sono astenuti.
IL TESTO APPROVATO Il testo votato oggi dall’Assemblea generale dell’Onu, già approvato il 15 novembre alla Terza Commissione al Palazzo di Vetro, esorta tutti gli stati che hanno ancora la pena di morte a «stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista dall’abolizione» della pena capitale.
E intanto invita a ridurne progressivamente l’uso e il numero dei reati per i quali può essere comminata, rispettando gli standard internazionale a garanzia dei diritti dei condannati.
Ecco i punti essenziali del testo della moratoria e l’elenco delle principali garanzie internazionali a protezione dei condannati: «Considerando che l’uso della pena di morte mina la dignità umana -si legge nel testo- e convinti del fatto che una moratoria sulla pena di morte contribuisca al miglioramento e al progressivo sviluppo dei diritti umani; che non esiste alcuna prova decisiva che dimostri il valore deterrente della pena di morte; che qualunque fallimento o errore giudiziario nell’applicazione della pena di morte è irreversibile e irreparabile; Accogliendo con favore le decisioni prese da un crescente numero di paesi di applicare una moratoria delle esecuzioni, in molti casi seguite dall’abolizione della pena di morte», l’Assemblea Generale: «Esprime la sua profonda preoccupazione circa la continua applicazione della pena di morte».
L’Assemblea generale, continua il testo, «invita tutti gli Stati che ancora hanno la pena di morte a: A) Rispettare gli standard internazionali che prevedono le garanzie che consentono la protezione dei diritti di chi è condannato a morte, in particolare gli standard minimi, stabiliti dall’annesso alla risoluzione del Consiglio Economico e Sociale, 1984/50; B)- Fornire al segretario generale le informazioni relative all’uso della pena capitale e al rispetto delle [...]

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