viva la rivoluzione!

Luisa Sanfelice , la 'madrina della rivoluzione' chissà com'era nella realtà, le hanno prestato il bel viso di Letitia Casta, una scelta scontata, considerato che la Casta (accento sulla seconda a) aveva concorso a incarnare l'effige della popolana di tanta iconografia rivoluzionaria nella ricorrenza del secondo centenario della Rivoluzione.
Rivoluzione senza aggettivi, la prima, la vera, la sola che rischiari come un faro gli eventi della storia moderna, qualcuno riesce a immaginare una storia del mondo diversa da quella che hanno iniziato a scrivere i sanculotti e poi le truppe napoleoniche che esportavano in tutta Europa la libertà e piantavano gli alberi relativi nelle Repubbliche che venivano mano a mano conquistando? Qualcuno dirà che queste esportazioni hanno i loro coni d'ombra e fanno venire in mente quelle postmoderne di un tale George W.
Bush affamato di petrolio e di dominio geostrategico, così come Napoleone Bonaparte era affamato di opere d'arte che andava saccheggiando a man bassa quà e là (a un tal proposito: nessuno parla più del saccheggio del museo di Bagdad, chissà dove sono finite le centinaia di reperti archeologici patrimonio dell'umanità, quando si dice l'antiamericanismo!).Vi é chi, a destra dello schieramento politico italiano, critica la rappresentazione degli illuministi, dei rivoluzionari partenopei quale hanno voluto i registi, i Taviani, nello sceneggiato trasmesso dalla Rai e, di contro, la brutta figura dei lazzaroni, dei sanfedisti senza onore traditori dei patti sottoscritti cogli insorti, ma qualcuno riesce a dare dignità di figura storica a gente succube di pregiudizi religiosi, di autoritarismi monarchici responsabili della povertà generale e imposizione di privilegi feudali? Come sarebbe possibile una rappresentazione bonaria o elegiaca di coloro alla luce di quanto si sa delle responsabilità delle monarchie nello sfruttamento bestiale di artigiani e contadini, le corti reali a banchetto permanente alla faccia di chi pativa la fame, la regina Antonietta che raccomandava di dare le sue 'brioches' al popolo sceso in piazza a chiedere pane e vita?Fossero stati anche dei briganti quei rivoluzionari, quegli illuministi, ciò che esportavano era il sale della terra, il prodigio di un risveglio alla libertà dai soprusi, all'idea aberrante che un qualunque imbecille possa fregiarsi per titolo dinastico convenuto di 're', 'sovrano' con mandato divino e potere di vita e di morte sul popolo sottoposto, che cazzo! la sorpresa é semmai che ci abbiano messo tanto i popoli della terra [...]

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