Adriano Sofri

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La scheda: Adriano Sofri

Adriano Sofri (Trieste, 1º agosto 1942) è uno scrittore, giornalista e attivista italiano, ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – quale mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972. Come esecutori materiali furono condannati invece i militanti di LC Leonardo Marino e Ovidio Bompressi.
Arrestato brevemente nel 1988, e condannato, per il reato di concorso morale in omicidio, la prima volta nel 1990, fu incarcerato in via definitiva nel 1997, con l'eccezione di circa 6 mesi tra il 1999 e il 2000 a causa della revisione del processo. Sofri è stato scarcerato (dal 2005 scontava la pena in regime di detenzione domiciliare a causa di problemi di salute) nel gennaio 2012 per decorrenza della pena, ridotta a 15 anni per effetto dei benefici di legge. Pur assumendosi la corresponsabilità morale dell'omicidio, a causa della campagna di stampa diretta contro il commissario portata avanti assieme agli altri membri di Lotta Continua, Sofri si è sempre proclamato innocente per quanto riguarda l'accusa penale, così come affermato anche dai coimputati, a eccezione del reo confesso Marino. Un ampio movimento innocentista ha sostenuto negli anni l'estraneità di Sofri al delitto, ricordando le contraddizioni del pentito, in particolare il fatto che Sofri avrebbe ordinato il crimine solo concedendo una sorta di silenzioso assenso ritenuto non verificabile.


Le parole del carcere - Adriano Sofri racconta, intervista di Thomas Radigk (1997). La nascita, la storia e lo scioglimento di Lotta Continua.
Parlata con Adriano Sofri (Italia, 2004), video-intervista di Alessandro Brucini e Jacopo Tabanelli, girata all'interno del carcere "Don Bosco", produzione dell'Università di Pisa.

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A proposito di Adriano Sofri

C'è stato in questi giorni uno scambio velenoso di battute fra esponenti politici di opposti partiti che ha chiamato in scena il "pregiudiucato" Adriano Sofri. Premetto che Adrianio Sodri non m'è mai piaciuto, neanche a vent'anni. Lui era di LC , io ero di AO, quindi ci avevamo sulle corna. Noi di AO eravamo dei leninisti convinti e non potevamo capire lo spontaneismo di LC. Per arrivare al "pregiudicato" Sofri Adriano, occorre partire da piazza Fontana, la sera [...]

EVENTI: Adriano Sofri

Il 24 gennaio 2000 la Corte d'appello di Venezia rigettò l'istanza di revisione dopo sei giorni di camera di consiglio, con una pronuncia assai breve e senza confutare le prove a discolpa addotte dalla difesa (non fu accettato l'alibi di Bompressi, poiché «la sua fisionomia è compatibile con le rievocazioni dei testi oculari» di Milano), condannando nuovamente, tramite conferma del dispositivo del 1997, Sofri, Bompressi e Pietrostefani a 22 anni, e Marino a 11 (pena prescritta), e senza diminuire le pene ma confermandole tutte in pieno.

Nel 2000, dopo la conferma della condanna, un po' per sfinimento e un po' per il trascorrere del tempo, Montanelli firmò un appello per la grazia a Sofri, chiedendo al Capo dello Stato di chiudere in qualche modo la questione, per «evitare di continuare ad andare avanti con la testa all'indietro».

Nel 1999 gli imputati furono scarcerati temporaneamente.

Nel 2001 scrisse una lettera-articolo a Oriana Fallaci, in risposta a La rabbia e l'orgoglio, ma sarà pubblicata su ll Foglio solo nel 2016.

Tra il 2001 e il 2006 i ripetuti inviti a dare corso alla richiesta di grazia, avanzati in maniera trasversale da esponenti della politica e della cultura (ma mai da Sofri in persona), sono sempre stati respinti dal Ministro della Giustizia Roberto Castelli, malgrado il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi avesse nello stesso periodo più volte manifestato la volontà di concederla, tanto da giungere a un conflitto con il guardasigilli risolto poi dalla Corte Costituzionale che, con sentenza 200 del 18 maggio 2006, ha stabilito che non spetta al Ministro della Giustizia di impedire la prosecuzione del procedimento di grazia, ma esso è un libero provvedimento motu proprio del Capo dello Stato, in poche parole Ciampi avrebbe potuto concedere la grazia anche senza la controfirma del guardasigilli.

Nel 1970 fu brevemente arrestato dopo una manifestazione a Torino.

Nel 2003 la Corte europea dei diritti dell'uomo respinse un ulteriore ricorso dei tre condannati, chiesto a causa dell'irregolarità testimoniale della teste Bistolfi, in violazione dell'articolo 6 (giusto processo: diritto a «interrogare o far interrogare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e l'interrogazione dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico») della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

Nel gennaio del 2006 venne dimesso, tornando in libertà per il periodo di convalescenza rimanente.

Dal 1972 Sofri ha avuto per compagna la norvegese Randi Krokaa (1944-2007).

Nel 2005, facendo riferimento alle dichiarazioni del 1998 di Raimondo Etro e di altri brigatisti, i quali sostenevano che l'assassino di Calabresi fosse Valerio Morucci, venne presentata una nuova richiesta di revisione alla Corte d'appello di Milano per «ragionevole dubbio di non colpevolezza» (nonostante il procedimento su Morucci fosse stato archiviato), ma venne respinta (il «ragionevole dubbio», pur già espresso in giurisprudenza, è stato introdotto nel codice solo nel 2006).

Nel giugno del 2005 ottenne la semilibertà per collaborare con la Scuola Normale Superiore di Pisa alla sistemazione degli archivi di Eugenio Garin e Sebastiano Timpanaro, rientrando in carcere ogni sera.

Nel 1997, con la conclusione del lungo iter processuale e la condanna, iniziò il periodo di detenzione di Adriano Sofri, che ha scontato parte della pena nel carcere don Bosco di Pisa.

Nel 1997 il Presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, pur sollecitato da numerosi parlamentari, circa 200, e da molti cittadini comuni (160.

Nel 1996, in Cecenia, fece da mediatore per il rilascio di due cooperanti italiani sequestrati da un gruppo di indipendentisti.

Nel 1988, sedici anni dopo i fatti, Leonardo Marino, nel 1972 militante di Lotta Continua, confessò davanti ai giudici di essere stato uno dei due membri del commando che aveva ucciso il commissario.

Nel 1980 seguì con altri giornalisti tra cui Oriana Fallaci il viaggio diplomatico in Cina di Sandro Pertini.

Il 16 gennaio 2012 viene scarcerato per decorrenza della pena.

Nel 1960 entrò alla Scuola normale superiore come studente di storia della filosofia.

Nel 2015 ha cessato la sua collaborazione con la Repubblica dopo che Ezio Mauro ha annunciato l'imminente termine della sua direzione del giornale, al posto di Mauro è divenuto direttore Mario Calabresi, il figlio del commissario Calabresi.

Nel 2015 venne nominato tra i consulenti esterni, a titolo gratuito, di una "tavola rotonda" dei cosiddetti "stati generali" per la riforma delle carceri, su indicazione del ministro Andrea Orlando, ma rinunciò in seguito alle polemiche suscitate.

Nel 2016 e in seguito si è occupato particolarmente della situazione di Siria e Iraq, visitando anche i campi profughi degli Yazidi nel Kurdistan iracheno e realizzando numerosi reportage dall'Iraq per Il Foglio.

Sofri,Strada, Walzer, Libia e guerra umanitaria. Le tesi e il contesto

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Libia e guerra umanitaria. Le tesi e il contesto Data di pubblicazione: 24.03.2011   Le opinioni di Adriano Sofri, Gino Strada e Michael Walzer, un articolo di Thomas L. Friedman e una testimonianza di Farid Adly , da la Repubblica e il manifesto, 24 marzo 2011 Adriano Sofri, Che cosa giustifica l'intervento Thomas L. Friedman , L'eterna guerra tra clan rivali Farid Adly, La mia sconfitta, la nostra salvezza Loris Campetti intervista Gino Strada, Fermiamo le bombe [...]

Adriano Sofri, Se questo è un uomo nei ghetti d'Italia

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DA poesieracconti.it Adriano Sofri Se questo è un uomo nei ghetti d'Italia Di nuovo, considerate di nuovo Se questo è un uomo, Come un rospo a gennaio, Che si avvia quando è buio e nebbia E torna quando è nebbia e buio, Che stramazza a un ciglio di strada, Odora di kiwi e arance di Natale, Conosce tre lingue e non ne parla nessuna, Che contende ai topi la sua cena, Che ha due ciabatte di scorta, Una domanda d'asilo, Una laurea in ingegneria, una fotografia, E [...]

Francesco Pullia,NOTIZIOLE DALLA ROSSA UMBRIA…

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DA notizie radicali NOTIZIOLE DALLA ROSSA UMBRIA… di Francesco Pullia   Nel 1449 Benozzo Gozzoli realizzò per la chiesa domenicana di Santa Maria Maggiore, a Narni, un’Annunciazione che quasi sicuramente è la sua prima opera firmata: OPU(S) BENOT(I) DA FLORENT(IA). Si tratta di un’opera talmente pregevole da essere stata definita da un critico francese ravissante, incantevole. Un articolo, molto dettagliato, apparso alla fine di marzo nelle pagine di [...]

Adriano Sofri, Piccola posta

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PICCOLA POSTA iL DIRITTO DI MANIFESTARE 6 maggio 2010 Ho ricevuto questa presa di posizione firmata da Angela Azzaro, Andrea Colombo, Piero Sansonetti, Ritanna Armeni e altri, a proposito del divieto a un corteo indetto dall’associazione studentesca legata a Casa Pound: “Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o [...]

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Adriano Sofri, Ora l'Italia è più cattiva

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adriano sofri, QUELLA PROMESSA NELLE VIE DI TEHERAN • da La Repubblica del 22 giugno 2009, pag. 1 di Adriano Sofri Nelle strade di Teheran si misurano adesso quello che c´è di più minaccioso e quello che c´è di più promettente per il destino del nostro mondo. La minaccia ha la divisa nera dei picchiatori e degli sfregiatori arruolati a milioni dal delirio khomeinista. La promessa ha un viso scoperto di ragazza. A vederla così, è facile dire chi è più [...]

Il disegno politico del pm anti premier che militava nelle fila di Lotta Continua

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Milano Come tanti magistrati, giornalisti e manager della sua generazione viene da Lotta Continua. Pino Scelsi entrò giovanissimo nel movimento guidato da Adriano Sofri e lì cominciò a elaborare la sua cultura politica, a forgiare le sue idee, a duellare con gli avversari. Nell’inverno del 1971, a soli 17 anni, prendeva già parte, come un politico navigato, ad assemblee infiammate e discuteva fra urla, strepiti e insulti, colonna sonora di quell’album. Il [...]

FOTO: Adriano Sofri

Giuseppe Pinelli, ferroviere e anarchico

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Sofri nella redazione di Lotta Continua.

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Adriano Sofri tiene un discorso in ricordo di Alceste Campanile (1975)

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Il commissario Luigi Calabresi.

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L'arresto di Adriano Sofri nel 1988.

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Ovidio Bompressi.

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Adriano Sofri nel 1993

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Adriano Sofri  LA PROFEZIA DEL 24 LUGLIO

Adriano Sofri LA PROFEZIA DEL 24 LUGLIO

Adriano Sofri LA PROFEZIA DEL 24 LUGLIO • da La Repubblica del 19 giugno 2009, pag. 1 di Adriano Sofri Tutt´a un tratto, il modo di camminare di B. sembra agli spettatori dei telegiornali buffo, e benché avanzi con un passo studiatamente spedito, come chi faccia intendere di avere molto da fare, e cose della massima urgenza universale, più che avanzare sembra squagliarsela. E più che camminare cadere da una gamba all´altra. Giuliano Ferrara ha indirizzato [...]

Terrorismo: Cossiga a Napolitano, Conceda La Grazia a Sofri

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"Le chiedo di voler concedere la grazia ad Adriano". Lo scrive, riferendosi ad Adriano Sofri, Francesco Cossiga in una lettera inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "Signor Presidente -scrive il presidente emerito- come tutti gli italiani ho molto apprezzato, quale contributo a una memoria condivisa e a una Nazione infine moralmente pacificata, quanto da Lei detto in occasione del 25 aprile, Festa della Liberazione della Patria dal nazifascismo [...]

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SOFRI POLEMOLOGO Le frasi che seguono sono tratte da un articolo (Repubblica, 4 gennaio 2009) dal titolo  " Le vittime che servono per dire basta ", a firma di Adriano Sofri. L’articolo comincia così: “C´è una domanda cui bisogna rispondere. Sembra una domanda facile, e il guaio è là. Che il numero dei morti palestinesi per l´offensiva israeliana a Gaza sia così alto, e cresca ancora, è un segno di vittoria di Israele, o di sconfitta, o di che cosa?” [...]

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