Andrea di Pietro dalla Gondola

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Andrea Palladio

La scheda: Andrea Palladio

Andrea Palladio, pseudonimo di Andrea di Pietro della Gondola (Padova, 30 novembre 1508 – Maser, 19 agosto 1580), è stato un architetto, teorico dell'architettura e scenografo italiano del Rinascimento, cittadino della Repubblica di Venezia. Influenzato dall'architettura greco-romana, anzitutto da Vitruvio, è considerato una delle personalità più influenti nella storia dell'architettura occidentale.
Fu l'architetto più importante della Repubblica Veneta, nel cui territorio progettò numerose ville che lo resero famoso, oltre a chiese e palazzi, questi ultimi prevalentemente a Vicenza, dove si formò e visse. Pubblicò il trattato I quattro libri dell'architettura (1570) attraverso il quale i suoi modelli hanno avuto una profonda influenza sull'architettura occidentale, l'imitazione del suo stile diede origine ad un movimento destinato a durare per tre secoli, il palladianesimo, che si richiama ai principi classico-romani. La città di Vicenza e le ville palladiane del Veneto sono uno dei patrimoni dell'umanità UNESCO.
Di lui, durante la sua permanenza a Vicenza, Goethe disse:
«V'è davvero alcunché di divino nei suoi progetti, né meno della forza del grande poeta, che dalla verità e dalla finzione trae una terza realtà, affascinante nella sua fittizia esistenza.»


Palladio

 Arriva Lunedì 20 Maggio nelle Sale il nuovo Docu-Film Palladio (Italia 2019, 97'. Nella Foto). Regia di Giacomo Gatti. Progetto dedicato all’architetto Andrea Palladio, nato nel 1508. Con contributi di Kenneth Frampton, Peter Eisenman, Antonio Foscari, Lionello Puppi, Gregorio Carboni Maestri. «Con la sua opera divenne il punto di riferimento per la costruzione dei più importanti edifici del potere nel mondo. È un viaggio tra New York, la Virginia, [...]

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EVENTI: Andrea Palladio

Nel 1570, 10 anni prima della morte, subentrò a Jacopo Sansovino come Proto della Serenissima (architetto capo della Repubblica Veneta).

Nel 1570, 10 anni prima della morte, subentrò a Jacopo Sansovino come Proto della Serenissima (architetto capo della Repubblica Veneta).

Nel 1570, 10 anni prima della morte, subentrò a Jacopo Sansovino come Proto della Serenissima (architetto capo della Repubblica Veneta).

Nel 1844 fu realizzata una nuova tomba in una cappella a lui dedicata nel Cimitero Maggiore di Vicenza su progetto dell'architetto Bartolomeo Malacarne, grazie a un lascito del conte Girolamo Egidio di Velo, il monumento funebre fu scolpito da Giuseppe De Fabris.

Nel 1844 fu realizzata una nuova tomba in una cappella a lui dedicata nel Cimitero Maggiore di Vicenza su progetto dell'architetto Bartolomeo Malacarne, grazie a un lascito del conte Girolamo Egidio di Velo, il monumento funebre fu scolpito da Giuseppe De Fabris.

Nel 1844 fu realizzata una nuova tomba in una cappella a lui dedicata nel Cimitero Maggiore di Vicenza su progetto dell'architetto Bartolomeo Malacarne, grazie a un lascito del conte Girolamo Egidio di Velo, il monumento funebre fu scolpito da Giuseppe De Fabris.

Nel 1574 diede alle stampe i Commentari di Cesare.

Nel 1574 diede alle stampe i Commentari di Cesare.

Nel 1574 diede alle stampe i Commentari di Cesare.

Tra il 1535 e il 1538 avviene l'incontro fondamentale con il conte vicentino Giangiorgio Trissino dal Vello d'Oro, che avrà grande importanza per l'attività di Palladio.

Tra il 1535 e il 1538 avviene l'incontro fondamentale con il conte vicentino Giangiorgio Trissino dal Vello d'Oro, che avrà grande importanza per l'attività di Palladio.

Tra il 1535 e il 1538 avviene l'incontro fondamentale con il conte vicentino Giangiorgio Trissino dal Vello d'Oro, che avrà grande importanza per l'attività di Palladio.

Nel 1534 Andrea sposò Allegradonna, di cui non si sa quasi nulla, salvo che era orfana del falegname Marcantonio e lavorava presso la nobildonna Angela Poiana.

Nel 1534 Andrea sposò Allegradonna, di cui non si sa quasi nulla, salvo che era orfana del falegname Marcantonio e lavorava presso la nobildonna Angela Poiana.

Nel 1534 Andrea sposò Allegradonna, di cui non si sa quasi nulla, salvo che era orfana del falegname Marcantonio e lavorava presso la nobildonna Angela Poiana.

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FOTO: Andrea Palladio

Andrea Palladio nel 1576, in uno dei pochissimi ritratti ritenuti attendibili.[1][2] Olio su tavola, attribuito a G. B. Maganza. Vicenza, Villa Valmarana ai Nani.

Andrea Palladio nel 1576, in uno dei pochissimi ritratti ritenuti attendibili.[1][2] Olio su tavola, attribuito a G. B. Maganza. Vicenza, Villa Valmarana ai Nani.

Andrea Palladio nel 1576, in uno dei pochissimi ritratti ritenuti attendibili.[1][2] Olio su tavola, attribuito a G. B. Maganza. Vicenza, Villa Valmarana ai Nani.

Andrea Palladio nel 1576, in uno dei pochissimi ritratti ritenuti attendibili.[1][2] Olio su tavola, attribuito a G. B. Maganza. Vicenza, Villa Valmarana ai Nani.

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