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La scheda: Rock demenziale

Gruppi musicali rock demenziale · Musicisti rock demenziale · Album rock demenziale · EP rock demenziale · Singoli rock demenziale · Album video rock demenziale
Rock demenziale è un'espressione, coniata nel 1978 dall'artista italiano Freak Antoni che si riferisce all'opera di gruppi e artisti rock o anche heavy metal i cui testi sono caratterizzati da un certo tipo di comicità estrema e surreale spesso identificato, in diversi contesti, con l'aggettivo demenziale, trova un suo corrispettivo, anche se non completamente sovrapponibile, al termine inglese Comedy rock.
Il fenomeno era legato, almeno gli inizi del fenomeno (il biennio 1977-1978), all'esplosione creativa del punk e del movimento del '77.



Rock demenziale (Musica demenziale):
Origini stilistiche: origini stilistiche
Origini culturali: anni '70 del XX secolo
Strumenti tipici:
Popolarità:
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La tradizione musicale italiana vanta numerosissimi esempi di "demenziale pre-rock", essendo sempre stato presente un filone umoristico e satirico, a partire da alcune canzoni di musica leggera del '900 (Maramao perché sei morto?, la Casetta in Canadà e molte altre) fino ad alcune canzoni swing di Fred Buscaglione.
Fra i precursori del rock demenziale sono stati (come ha sostenuto Freak Antoni) personaggi come Pippo Starnazza (con il suo gruppo, il Quintetto del Delirio), Rodolfo De Angelis o Ettore Petrolini (basti pensare alla sua I salamini), che hanno coniugato le sonorità del jazz delle origini che in quegli anni si diffondeva anche in Italia con testi divertenti e, a volte, anche parodistici, negli anni successivi possiamo ricordare alcune canzoni scritte dal maestro Lelio Luttazzi (come Il giovanotto matto o Una zebra a pois, quest'ultima cantata da Mina) o alcune di Giacomo Osella (Sul mar Pacifico), di Natalino Otto (Ho un sassolino nella scarpa o Mamma, voglio anch'io la fidanzata) e di Alberto Sordi (Nonnetta, Il carcerato, Il gatto e Il milionario, tutte scritte tra il 1948 e il 1950).

I primi esempi di brani che corrispondono alla definizione odierna di rock demenziale si trovano in Italia tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta, in particolare nell'opera di Clem Sacco (Oh mama voglio l'uovo alla cocque, Baciami la vena varicosa, Banana rock e altre), Ruggero Oppi (specializzato in testi con doppi sensi come Ai romani piaceva la biga o Miss Arrizza), Loris Banana (L'uovo fresco) e Riz Samaritano (Cadavere spaziale, incisa anni dopo anche da Elio e le Storie Tese, Che calze vuoi da me e altre, soprattutto i brani con arrangiamenti più beat, come Non rompetemi i bottoni), Gianni Pucci (Twist del barbiere), Fred Bullo (Tritolo twist), veri precursori sono poi I Brutos, con canzoni come Destinazione luna o Una bionda un po' scema per 4 scemi che vanno a remi:
Furono in qualche misura "protodemenziali" anche Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (con i dischi incisi insieme con lo pseudonimo "I Due Corsari" - si pensi a Una fetta di limone), o I Gufi, ma sporadici esempi di questo filone si possono trovare anche nel repertorio di artisti insospettabili, come Rita Pavone (La bretella o Orazi e Curiazi) o come Gianni Meccia (con Odio tutte le vecchie signore del 1959). Tra i gruppi beat sono senza dubbio da citare I Balordi con la loro Vengono a portarci via, ah ah! e Ugolino, con la sua Ma che bella giornata: ma dal punto di vista delle sonorità Balbettando, canzone del 1967 dei Cinque Monelli è senza alcun dubbio la canzone più vicina al rock demenziale degli Skiantos, con un ritmo incalzante di batteria ed un tirato assolo di chitarra.

Negli anni settanta ebbero grande fortuna gli Squallor (anche se molte delle loro canzoni non appartengono al genere Rock) e successivamente gli Skiantos. Fu proprio Freak Antoni degli Skiantos il primo a usare l'espressione "Rock demenziale", pubblicando nel 1978 il manifesto del rock demenziale (allegato alla prima edizione del secondo album del gruppo, MONO tono, che tra le sue tesi ha quella che caratterizzerà tutto lo sviluppo del movimento: È ora di finirla con la musica fatta solo da chi sa suonare, è ora di suonare senza sapere suonare, continuando a suonare senza per carità imparare a suonare).
In quel periodo Bologna, diventa la capitale di questo genere grazie all'Harpo's Bazar che prenderà in seguito il nome di Italian Records, con moltissimi gruppi che nascono e che poi svilupperanno la loro creatività in direzioni a volte anche molto diverse: ricordiamo i Windopen di Roberto Terzani, i Teobaldi Rock di Luca Carboni, i Luti Chroma di Tullio Ferro e Mauro Patelli, i Supercircus di Andrea Mingardi. Il movimento demenziale si diffonde in tutta Italia: a Roma era già da tempo in attività un musicista che rimanda (anche nell'aspetto fisico, oltre che per la musica) a Frank Zappa, si tratta di Sandro Oliva che fa anche una piccola apparizione in Ecce bombo di Nanni Moretti, prima di essere reclutato da alcuni ex collaboratori del suo Maestro, The Grandmothers, a Torino invece vengono scoperti da Giulio Tedeschi i Righeira, che incidono, per l'Italian Records Bianca surf, mentre a Milano si forma un gruppo tutto femminile, le Kandeggina Gang. Nel 1980 uscirà Macchina maccheronica degli Stormy Six, tentativo di recuperare la tradizione folk in chiave ironica alla Zappa.

Grazie agli Skiantos, che continuano con fasi alterne, per tutto il decennio Ottanta il fenomeno si allarga oltre che a Bologna dove si formano anche i Lino e i Mistoterital, a Milano dove nascono Elio e le Storie Tese e anche nel resto d'Italia. Negli anni novanta emergono i Prophilax, gruppo romano caratterizzato da temi pornografici e goliardici, oltre che demenziali, per questo vengono definiti i pionieri del "Porno Rock". A Torino, dopo i già citati Righeira, nascono molti gruppi e solisti demenziali, come Marco Carena (attivo dall'inizio del decennio con il gruppo Le vecchie pellacce), i Camaleunti, i Powerillusi, le Trombe di Falloppio, Persiana Jones e le Tapparelle Maledette, tutti formatisi tra il 1986 e il 1989, questo fenomeno porterà, nel 1990, alla nascita del Festival di Sanscemo. Tra gli anni ottanta e i novanta emerge Leone Di Lernia considerato il maestro della parodia (esegue di solito successi internazionali di Musica dance con testi demenziali in italiano e tranese).
Il gruppo che però catalizzerà il genere, portandolo anche al vero successo commerciale, da metà anni Ottanta e soprattutto nel successivo decennio furono senz'altro i milanesi Elio e le Storie Tese, che, in parte ispirati da Frank Zappa, rappresentano ancora oggi il gruppo musicale demenziale di maggior successo commerciale in Italia. Sulla scia dell'affermazione di questo gruppo e grazie alla vetrina del Festival di Sanscemo iniziano a nascere molti gruppi di rock demenziale, anche se pochi riescono ad ottenere notorietà a livello nazionale e tantomeno duratura.
Tra i gruppi recenti di maggior successo si possono citare i bolognesi Gem Boy, che grazie al passaparola, al web e alla diffusione libera dei loro brani tramite musicassette ed mp3, diventano famosi in tutto il territorio italiano, su cui sono costantemente in tour. Ci sono inoltre dei gruppi demenziali, che stanno fra l'altro ottenendo successo nazionale e internazionale, che fanno il verso alle maggiori band dell'heavy metal e agli stereotipi di tale genere. I più importanti fra questi sono Gli Atroci e i Nanowar of Steel, provenienti rispettivamente da Bologna e Roma.

Un lavoro per gli Skiantos

Dopo un po' di tempo riecco una proposta di Radio Capital. Ascoltata stamattina è un pezzo degli Skiantos di Roberto "Freak" Antoni del 2009 dall'album "Dio ci deve delle spiegazioni" che solo per il titolo ha il suo perchè. Anche la canzone ha un titolo interessante "Una vita spesa a skivar la fresa". Secondo me una perla. Buon ascolto e a domani!Una vita spesa a skivar la fresa (Skiantos)Lavoro è parola che deriva dal latino labor, laboris: fatica, [...]

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