Compagnia del Ges

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Nordamericano

La scheda: Nordamericano

L'America del Nord (anche Nord America, Nord-America, Nordamerica o America settentrionale) è la parte del continente americano posta a nord dell'Istmo di Panama.
Nella letteratura geografica italiana, dell'Europa occidentale (escluse le Isole Britanniche) e dell'America latina, l'America del Nord è considerata un subcontinente, facente parte del continente America. Secondo la letteratura geografica di cultura inglese, cinese e russa, invece, l'America del Nord è un continente a sé stante.
È contenuta completamente nell'emisfero boreale ed è delimitata a nord dal mar Glaciale Artico, a est dall'oceano Atlantico, a sud-est dall'America meridionale e dal mar dei Caraibi, a sud e a ovest dall'oceano Pacifico. Copre una superficie di circa 24 709 000 km² che corrisponde al 4,8% circa della superficie terrestre e al 16,5% circa delle terre emerse. A luglio 2007 la sua popolazione era stimata in circa 524 320 000 persone. Per superficie è il terzo continente del mondo (dopo l'Asia e l'Africa) e il quarto per popolazione dopo le due citate e l'Europa.


Convento Frati Minori Baccanello

Convento Frati Minori Baccanello

Indirizzo P.zza S. Francesco, 45 24033 BACCANELLO DI CALUSCO D'ADDA (BG) Convento Tel.: 035 791063 Email: baccanello@fratiminori.it Associazione Convento Francescano di Baccanello - APS Tel: 370 3576487 www.associazionebaccanello.it Email: info@associazionebaccanello.it Orario S. Messe Feriale 18.30 Festivo 9.30 - 17.00

DA TIZIANO A RUBENS - Venezia - Palazzo Ducale - Appartamento del Doge

DA TIZIANO A RUBENS - Venezia - Palazzo Ducale - Appartamento del Doge

DA TIZIANO A RUBENS Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe Venezia - Palazzo Ducale - Appartamento del Doge 5 Settembre 2019 - 1 Marzo 2020 Entra nel mondo dell'arte fiamminga grazie ai capolavori esposti al Palazzo Ducale di Venezia, provenienti dai più importanti musei fiamminghi www.visitmuve.it Tiziano, Ritratto di dama con la figlia, particolare Collezione privata, in prestito dal Rubenshuis, Antwerp © [...]

EVENTI: Nordamericano

Nel 2000 il prodotto interno lordo era di837.

Nel 1519 Alonso Álvarez de Pineda scoprì che era un grosso golfo e vide per primo il fiume Mississippi.

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1793 la Santa Sede approvò segretamente i gesuiti della Russia Bianca e il 17 marzo 1801, con il breve Catholicae fidei di papa Pio VII, il riconoscimento divenne pubblico, nel 1803 fu approvata l'attività dei gesuiti in Inghilterra e il 30 luglio 1804, con il breve Per alias, papa Pio VII ristabilì la Compagnia a Napoli e in Sicilia (dove l'ordine era stato reintrodotto a opera di Giuseppe Pignatelli).

Nel 1550 Francesco si presentò, con le credenziali di ambasciatore del re di Portogallo, a Ōuchi Yoshitaka, potente daimyō di Yamaguchi, recandogli numerosi doni (orologi, occhiali, carillon, vino): il daimyō accolse benevolmente i gesuiti, concesse loro di predicare il cristianesimo e mise a loro disposizione un tempio buddhista abbandonato, che divenne loro quartier generale.

Nel 1550 Francesco si presentò, con le credenziali di ambasciatore del re di Portogallo, a Ōuchi Yoshitaka, potente daimyō di Yamaguchi, recandogli numerosi doni (orologi, occhiali, carillon, vino): il daimyō accolse benevolmente i gesuiti, concesse loro di predicare il cristianesimo e mise a loro disposizione un tempio buddhista abbandonato, che divenne loro quartier generale.

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Nel 1594 fu ammesso nella classe dei mandarini, il che gli permise di aumentare il suo prestigio sociale.

Nel 1594 fu ammesso nella classe dei mandarini, il che gli permise di aumentare il suo prestigio sociale.

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Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

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Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

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Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1693 il vicario apostolico di Fukien, Charles Maigrot, delle Missioni Estere di Parigi, condannò l'utilizzo dei termini cinesi Tian (cielo) e Shangdi (signore supremo), che i gesuiti tolleravano quali termini per designare il Dio dei cristiani da parte dei cinesi convertiti.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

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Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

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Nel 1553 Nóbrega si spinse all'interno insieme a José de Anchieta, un giovane gesuita proveniente dalle Canarie, e i due fondarono un seminario destinato a diventare il centro per l'organizzazione dell'apostolato presso gli indigeni tupi, che i missionari organizzarono in comunità stabili.

Nel 1610, anno della morte di Ricci, i cattolici cinesi erano circa500: tale numero raddoppiò nei cinque anni successivi.

Nel 1610, anno della morte di Ricci, i cattolici cinesi erano circa500: tale numero raddoppiò nei cinque anni successivi.

Nel 1610, anno della morte di Ricci, i cattolici cinesi erano circa500: tale numero raddoppiò nei cinque anni successivi.

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Nel 1610, anno della morte di Ricci, i cattolici cinesi erano circa500: tale numero raddoppiò nei cinque anni successivi.

Nel 1610, anno della morte di Ricci, i cattolici cinesi erano circa500: tale numero raddoppiò nei cinque anni successivi.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1797, con l'autorizzazione del cardinale Giulio Maria della Somaglia, Niccolò Paccanari istituì a Roma la Società della Fede di Gesù, le cui regole ricalcavano le costituzioni dei gesuiti: Pio VI approvò temporaneamente la congregazione e nel 1799 vi unì i padri del Sacro Cuore di Varin.

Nel 1579 i battezzati giapponesi erano circa 150.

Nel 1579 i battezzati giapponesi erano circa 150.

Nel 1579 i battezzati giapponesi erano circa 150.

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Nel 1579 i battezzati giapponesi erano circa 150.

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Nel 1513 intanto lo spagnolo Juan Ponce de León sbarcò in Florida, divenendo il primo europeo a toccare gli attuali Stati Uniti d'America (a meno che non l'avesse preceduto Caboto, che forse raggiunse il Maine prima di scomparire), di conseguenza si compirono in seguito parecchi viaggi, sia per colonizzare la Florida, sia per raggiungere il ricco Messico dal momento che gli Spagnoli avevano ricevuto informazioni sull'esistenza degli Aztechi, sia per appurare se il Golfo del Messico fosse una baia o uno stretto per l'Oriente.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

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Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1534 si unirono al gruppo di compagni di Ignazio il portoghese Simão Rodrigues e lo spagnolo Nicolás Bobadilla, che aveva studiato teologia e filosofia ad Alcalá e Valladolid.

Il 15 agosto 1534 (festa dell'Assunzione di Maria), nella cripta sorta sul luogo tradizionale del martirio di san Dionigi e dei suoi compagni a Montmartre, Favre celebrò l'eucaristia e, prima della comunione, accolse i voti di Ignazio, Saverio, Laínez, Salmerón, Rodrigues e Bobadilla, poi pronunciò i suoi voti e si comunicò.

Nel 1611 aveva convertito oltre 150 indiani.

Nel 1611 aveva convertito oltre 150 indiani.

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Nel 1611 aveva convertito oltre 150 indiani.

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Nel 1611 aveva convertito oltre 150 indiani.

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Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1560 tre gesuiti giunsero da Goa in Mozambico, dove erano stati chiamati da Gamba, capo della tribù dei MaKaranga stanziati presso Inhambane, che avevano conosciuto il cristianesimo grazie ai loro contatti con i portoghesi.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

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Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1548 i gesuiti tentarono di penetrare in Marocco, ma furono espulsi poco dopo.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

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Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

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Nel 1602 furono ordinati i primi due sacerdoti giapponesi.

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Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Il 15 agosto 1549 sbarcò in Giappone, dove riuscì a stabilire contatti con la classe colta e arrivò a convertire alcune migliaia di indigeni.

Il 29 marzo 1549 una comunità di sei religiosi guidata da Manuel da Nóbrega partì per l'America e sbarcò a Bahía de Todos los Santos.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

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Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Nel 1606 il gesuita Roberto de Nobili fu inviato come missionario a Madurai.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1628 e il 1635 i portoghesi del Brasile attaccarono le reducciones che, alla fine del conflitto, nel 1641 erano ridotte a una trentina, con circa 150.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Tra il 1540 e il 1544 furono creati dei collegi per la formazione dei futuri membri dell'ordine a Parigi, Lovanio, Colonia, Padova, Alcalá, Valencia e Coimbra: queste istituzioni erano semplici residenze, senza attività didattiche, destinate a dare alloggio agli scolastici che studiavano presso le locali università.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

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Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Nel 1584 Akbar invitò a corte altri gesuiti: la missione fu guidata da Gerolamo Saverio, pronipote di Francesco, che rimase presso il sovrano per oltre trent'anni accompagnandolo nei suoi lunghi viaggi attraverso il suo vasto impero.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

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Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

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Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

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Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 13 marzo 2013 è stato eletto papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), il primo pontefice proveniente dalla Compagnia di Gesù.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

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Il 6 agosto 1761 il parlamento ordinò di bruciare pubblicamente le opere di ventitré gesuiti (tra i quali Bellarmino) in quanto lesive della morale cristiana e ai gesuiti di chiudere i loro collegi, nei quali si sarebbe esercitata una cattiva influenza sui giovani: Luigi XV cercò di far sospendere l'esecuzione della sentenza, ma la sua debolezza politica lo costrinse però alla fine a piegarsi di fronte alle pressioni dei parlamenti e a rendere esecutivo il decreto.

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

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Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

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Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1981 un ictus costrinse Arrupe a dimettersi (morì nel 1991) e, in deroga alle costituzioni (che prevedevano che la guida dell'ordine passasse al vicario generale), papa Giovanni Paolo II nominò un delegato pontificio, Paolo Dezza, e solo nel 1983 fu convocata la XXXIII congregazione generale che elesse preposito l'olandese Peter Hans Kolvenbach (dimessosi nel 2008, al raggiungimento del suo ottantesimo anno di età).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

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Nel 1544 Francesco Borgia, che aveva già contribuito alla nascita del collegio di Valencia, ottenne da Paolo III il permesso di fondare un collegio a Gandía: fu il primo collegio in cui i gesuiti impartivano anche l'insegnamento e dove erano ammessi anche studenti non destinati a entrare nella Compagnia (nelle intenzioni di Borgia, era destinato all'educazione dei figli dei moriscos).

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

Nel 1543 Ignazio fondò a Roma la Casa di Santa Marta, per aiutare le prostitute desiderose di abbandonare il loro mestiere a reinserirsi nella società, e anche altrove i gesuiti si impegnarono in vari modi in tale ministero.

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Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1642 René Goupil fu ucciso dai mohawk e il suo compagno Isaac Jogues, liberato dopo mesi di prigionia e torture, nel 1646 Jogues tornò tra i mohawk assieme a Jean de La Lande per una missione di pace, ma furono entrambi uccisi.

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1546 fu anche creato il conservatorio delle Vergini Miserabili, presso la chiesa di Santa Caterina dei Funari, dove alle figlie delle prostitute veniva fornita un'educazione e una dote: istituzioni simili furono promosse dai gesuiti a Venezia (conservatorio delle Vergini Periclanti) e Firenze (istituto delle Fanciulle della Pietà).

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Nel 1601 si stabilì a Pechino, accolto con favore dall'imperatore.

Dal 1986, tuttavia, si sono compiuti vari tentativi per ridurre l'enorme deficit commerciale statunitense abbassando il valore del dollaro rispetto ad altre valute, tentativi che hanno avuto particolare successo nei confronti del marco e dello yen.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

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Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1523 raggiunse Venezia e si imbarcò per Gerusalemme, dove visitò i luoghi santi.

Nel 1545 papa Paolo III concesse ampi privilegi alla Compagnia in materia di assoluzione: papa Giulio III nel 1552 concesse ai gesuiti la facoltà di assolvere i penitenti addirittura dal peccato di eresia.

Nel 1545 papa Paolo III concesse ampi privilegi alla Compagnia in materia di assoluzione: papa Giulio III nel 1552 concesse ai gesuiti la facoltà di assolvere i penitenti addirittura dal peccato di eresia.

Nel 1545 papa Paolo III concesse ampi privilegi alla Compagnia in materia di assoluzione: papa Giulio III nel 1552 concesse ai gesuiti la facoltà di assolvere i penitenti addirittura dal peccato di eresia.

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Nel 1644 le truppe della Manciuria invasero la Cina e misero fine al secolare governo della dinastia Ming, che si erano sempre mostrati favorevoli ai gesuiti: sotto uno dei primi imperatori della dinastia Ch'ing, tra il 1664 e il 1669, i religiosi furono tenuti agli arresti domiciliari a Canton.

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Francesco Saverio

La morte improvvisa di Francesco Saverio Festa mi ha profondamente colpito.Non è che avessi con lui una frequentazione talmente assidua, né facevo parte della ristretta cerchia dei suoi amici più cari, ma lui rappresentava una di quelle figure che più di altre mostravano un legame intenso con Avellino.  Uno di quelli che ero abituato quotidianamente a vedere, e che, in un certo modo, restituivano gli umori della città. Uno di quelli che aveva deciso di [...]

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LE ANCELLE DI ATWOOD anche Cosplay LUCCA COMICS 2018

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SIT SHOT COSPLAY LUCCA 2018 Le “Ancelle” di Atwood, la scrittrice canadese, Nobel per la letteratura che nel 1985 aveva narrato una società distopica “Il Racconto delle ancelle”, sono anche cosplayer.

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IL GIOGO DEGLI DEI. INTERVISTA A SALVADOR FREIXEDO

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Di Mike Plato Intervista virtuale a Salvador Freixedo, figura polivalente del pensiero esoterico Salvador Freixeido è considerato uno studioso delle religioni, antropologo, sociologo e parapsicologo spagnolo, ex sacerdote cattolico ed ex membro dell’Ordine dei Gesuiti, cui è appartenuto per circa trent’anni. Nel 1957, mentre si trova a Cuba, scrive il suo primo libro: 40 Casos de injusticia Social (40 Casi di Ingiustizia Sociale). La pubblicazione allarma le [...]

FOTO: Nordamericano

L'emblema dell'ordine: un disco raggiante e fiammeggiante caricato dalle lettere IHS, il monogramma di Gesù. La lettera H è sormontata da una croce, in punta, i tre chiodi della Passione.

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1545 - Concilio di Trento

Concilio di Trento SESSIONE I (13 dicembre 1545) (Decreto di inizio del concilio). Reverendi Padri, credete opportuno, a lode e gloria della santa e indivisa Trinità, Padre, Figlio e Spirito santo, per l’incremento e l’esaltazione della fede e della religione cristiana, per l’estirpazione delle eresie, per la pace e l’unione della chiesa, per la riforma del clero e del popolo, per la repressione e l’estinzione dei nemici del nome cristiano, decretare e [...]

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