Giovanni Battista Tiepolo

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Giambattista Tiepolo

La scheda: Giambattista Tiepolo

Giambattista Tiepolo (o Giovanni Battista o Zuan Batista, Venezia, 5 marzo 1696 – Madrid, 27 marzo 1770) è stato un pittore e incisore italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. È uno dei maggiori pittori del Settecento veneziano.
Tra i suoi figli vi furono i pittori Giandomenico e Lorenzo Tiepolo.


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EVENTI: Giambattista Tiepolo

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1757 acquista una villa a Zianigo e realizza la decorazione di Villa Valmarana presso Vicenza, decorando nel corpo principale la sala centrale detta di Ifigenia e i quattro ambienti attigui detti Sala dell'Iliade, della Gerusalemme liberata, dell'Eneide e dell'Orlando Furioso.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1734 lavora alla Villa Loschi Zileri, nei dintorni di Vicenza, affrescando nello scalone e nel salone figure allegoriche derivate dal trattato Iconologia di Cesare Ripa.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Nel 1715 inizia a dipingere i cinque soprarchi della chiesa veneziana di Santa Maria dei Derelitti (Ospedaletto), con figure accoppiate di apostoli, dal violento chiaroscuro e dai toni cupi.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Il 30 settembre 1759 consegna la pala per la chiesa di San Silvestro a Folzano, mentre il 24 dicembre quella per il Duomo di Este con Santa Tecla che libera Este dalla peste.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1736 nasce il figlio Lorenzo.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Nel 1739 dipinge per la chiesa conventuale di Diessen il Martirio di san Sebastiano.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Tra il 1719 e il 1720 esegue la decorazione ad affresco del salone del primo piano della villa Baglioni a Massanzago.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1731 a Palazzo Dugnani (già Casati) dipinge le storie di Scipione l'africano:sulla volta l’Allegoria della magnanimità (o Apoteosi di Scipione) mentre per le pareti i temi sono: La generosità di Scipione, Scipione che rende la libertà a Siface e, infine, Sofonisba che riceve il veleno da Massinissa.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1733 scrive di lui Antonio Maria Zanetti il Giovane:.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Nel 1724, a seguito di alcune modifiche apportate nella chiesa dell'Ospedaletto da Domenico Rossi, dipinge il soprarco con il Sacrificio di Isacco, ultimo esempio dei suoi iniziali modi tenebrosi, da questo momento in poi il suo stile si assesta definitivamente verso colori brillanti dai toni chiari immersi in una luminosità solare.

Tra il 1724 e il 1725 lavora alla decorazione di Palazzo Sandi, con sul soffitto del salone il Trionfo dell'eloquenza, tema iconografico probabilmente dovuto alla professione del committente l'avvocato Tommaso Sandi, al centro contro il cielo azzurro percorso da nubi sono le figure di Minerva e Mercurio mentre sul cornicione quattro episodi mitologici: Orfeo che conduce Euridice fuori dall'Ade, Bellerofonte su Pegaso uccide la Chimera, Anfione col potere della musica costruisce le mura di Tebe e Ercole incatena Cercope con la sua lingua.

Tra il 1746 e il 1747 esegue il complesso decorativo di Palazzo Labia a Venezia.

Tra il 1746 e il 1747 esegue il complesso decorativo di Palazzo Labia a Venezia.

Tra il 1746 e il 1747 esegue il complesso decorativo di Palazzo Labia a Venezia.

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Tra il 1746 e il 1747 esegue il complesso decorativo di Palazzo Labia a Venezia.

Tra il 1746 e il 1747 esegue il complesso decorativo di Palazzo Labia a Venezia.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Tra il 1767 e il 1769 dipinge sette pale per la chiesa reale di Aranjuez, oggi divise tra il Museo del Prado e il Palazzo Reale di Madrid, con solitarie figure di santi collocati in paesaggi vuoti e realistici.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1726 è a Udine dove esegue gli affreschi per la volta della cappella del Santissimo Sacramento nel Duomo cittadino, lavora al Castello e al Palazzo Patriarcale su commissione di Dioniso Dolfin, patriarca di Aquileia: la decorazione comprende Scene e personaggi dell'Antico Testamento nella volta dello scalone la Caduta degli angeli ribelli con attorno otto scene a monocromo con episodi tratti dalla Genesi, nella galleria lunga decorò le pareti con tre episodi: l'Apparizione dei tre angeli ad Abramo, Rachele nasconde gli idoli e l'Apparizione dell'angelo a Sara posti tra figure di profetesse a monocromo, mentre nel soffitto affresca il Sacrificio di Isacco, nella Sala Rossa realizza il suggestivo Giudizio di Salomone tra figure di profeti, infine nella sala del Trono esegue ritratti di antichi patriarchi, ora in cattive condizioni.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Nel 1748 dipinge due soffitti per palazzo Dolfin Manin a Venezia, in occasione delle nozze di Ludovico Manin e Elisabetta Grimani.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Tra il 1725 e il 1726 realizza Alessandro e Campaspe nello studio di Apelle, ora al Museum of Fine Arts di Montréal, dove Apelle ha le sembianze del pittore e Campaspe quelle di sua moglie Cecilia.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1747 Tiepolo si trasferisce nella parrocchia di Santa Fosca, vicino al Ponte di Noal.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1769 inizia la decorazione della volta della collegiata di Sant'Idelfonso a La Granja, di cui realizza solo il bozzetto preparatorio con l'Immacolata concezione, ora alla National Gallery di Dublino.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1727 nasce il figlio Giandomenico, suo futuro collaboratore, mentre nel 1730 viene chiamato a Milano, forse con la mediazione di Scipione Maffei, dove realizza gli affreschi di cinque soffitti a Palazzo Archinto, col Trionfo delle arti, distrutti dai bombardamenti nel 1943.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1749 invia a Ricardo Wal, ambasciatore spagnolo a Londra la pala con San Giacomo maggiore, ora conservato al Szépmüvészeti Múzeum di Budapest.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1760 esegue il Trionfo di Ercole per il Palazzo Canossa a Verona, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale, dello stesso anno è la commissione per l'affresco del salone di Villa Pisani a Stra con l'Apoteosi della famiglia Pisani, l'ultimo grande lavoro eseguito in Italia, in questo affresco eccezionalmente a essere esaltati non sono i fondatori o i personaggi illustri del casato, ma gli stessi membri viventi.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1740 torna a Milano e in Palazzo Clerici affresca la volta della galleria con la scenografica Corsa del carro del sole, con al centro il carro di Apollo trainato da quattro cavalli, mentre sul cornicione si assiepano una moltitudine di gruppi e figure di divinità, l'affresco viene realizzato probabilmente in occasione del matrimonio tra il committente Anton Giorgio Clerici e Fulvia Visconti, previsto per il 1741.

Nel 1740 invia a Camerino la pala con l'Apparizione della Vergine a San Filippo Neri.

Nel 1761 Carlo III di Spagna chiama Tiepolo a Madrid per decorare con affreschi le sale del nuovo Palazzo Reale.

Nel 1761 Carlo III di Spagna chiama Tiepolo a Madrid per decorare con affreschi le sale del nuovo Palazzo Reale.

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Nel 1761 Carlo III di Spagna chiama Tiepolo a Madrid per decorare con affreschi le sale del nuovo Palazzo Reale.

Nel 1761 Carlo III di Spagna chiama Tiepolo a Madrid per decorare con affreschi le sale del nuovo Palazzo Reale.

Nel 1761 Carlo III di Spagna chiama Tiepolo a Madrid per decorare con affreschi le sale del nuovo Palazzo Reale.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Nel 1722 partecipa al concorso per la decorazione della cappella di San Domenico della chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, vinto poi dal Piazzetta.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Tra il 1744 e il 1745 per il Palazzo Barbarigo a Venezia, in collaborazione col Mengozzi Colonna, realizza affreschi e tele, tra questi il soffitto con La Virtù e la Nobiltà vincono l'Ignoranza.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

Nel 1743 giunge nella città lagunare Francesco Algarotti per comprare dipinti, per conto del re di Sassonia Augusto III, e portarli a Dresda, il Tiepolo, divenuto suo amico, lo consiglierà, con altri pittori veneziani, nell'acquisto delle opere dei maestri antichi e su commissione di questo esegue tele per nordica, tra queste il Banchetto di Antonio e Cleopatra, ora a Melbourne descritto dall'Algarotti come «un bel campo di architettura, l'arioso del sito, la bizzarria né vestiti, i bei contrasti nella collocazione dei colori locali, una franchezza e leggiadria indicibile di pennello lo rendono cosa veramente paolesca», il Trionfo di Flora e Mecenate presenta ad Augusto le Arti, queste ultime due inviate al conte Brül nel 1744.

Tra il 1743 e il 1744 lavora alla decorazione della villa Cordellina a Montecchio Maggiore.

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La Passione di Gesù Cristo nell'arte - Giambattista Tiepolo

  Raffigurazioni Artistiche sulla  Passione, Morte e Resurrezione  di Gesù Cristo     Giambattista Tiepolo (Venezia 1696 - Madrid 1770)  pittore italiano. Giambattista Tiepolo nacque a Venezia nel 1696 da una famiglia benestante, ma l'anno successivo perse il padre, proprietario di una nave. Entrò molto giovane nella scuola del pittore Gregorio Lazzarini è stato l'ultimo grande maestro della scuola veneziana, ricordato soprattutto per i cicli di affreschi [...]

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GIAMBATTISTA TIEPOLO

GIAMBATTISTA TIEPOLO

  Giambattista Tiepolo Luce, forma, colore, emozione   Giambattista Tiepolo (1696-1770) e villa Manin a Passariano. Ĕ un binomio che evoca un evento lontano e straordinario: la mostra del 1971 realizzata in occasione dei duecento anni dalla morte del pittore e destinata a segnare il punto di svolta nella sua fortuna critica. A distanza di oltre quarant’anni l’Azienda speciale di Villa Manin presenta un esposizione monografica dedicata al grande artista (fino [...]

L’Immacolata, dogma anticipato dal Tiepolo

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di Timothy Verdon La solennità liturgica dell’Immacolata Concezione di Maria, celebrata l’8 dicembre, non fa parte dell’anno liturgico conclusosi alla fine di novembre ma costituisce la prima festa del nuovo ciclo avviato con l’inizio dell’Avvento. Guarda infatti al Natale, anche se da molto lontano, meditando il misterioso piano di Dio per cui sin dal suo concepimento Maria fu preservata dal peccato per essere una degna dimora per il Figlio  di Dio. La [...]

Andrea Camilleri: ”Quando vedo la volgarità di Salvini, sento di aver fallito come cittadino italiano”.

Andrea Camilleri: ”Quando vedo la volgarità di Salvini, sento di aver fallito come cittadino italiano”.

    . . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti . . Andrea Camilleri: ”Quando vedo la volgarità di Salvini, sento di aver fallito come cittadino italiano”. "Non credo in Dio, ma vedere Salvini impugnare il rosario mi dà un senso di vomito. Tutto questo è strumentale, il Papa non ha bisogno di fare questi gesti. Sa che offenderebbe i Santi. Questo gesto di Salvini fa parte della sua volgarità. Una delle mie più grosse pene è proprio [...]

Homo Migrans, il mondo in Italia e gli italiani nel mondo il tema della XV edizione di FestambienteSud

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Gli italiani amano gli eroi

Come ho sempre asserito e continuo a perpetrare in quest'assioma gli italiani non sono un popolo omogeneo, bensì un'accozzaglia di genti unite con forza da due stereotipi assurdi della storia. Garibaldi e il Re Vittorio Emanuele II.La stragrande maggioranza degli italiani si può definire come nell'arringa finale di un famosissimo film: "Chi gioca ai cavalli è un misto, un cocktail, un frullato de robba, un minorato, un incosciente, un regazzino, un dritto e un [...]

Luciano De Crescenzo morto, Barbara D'Urso presa di mira dagli hater per il suo post affettuoso su Instagram

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Ha colto tutti di sorpresa la morte di Luciano De Crescenzo, l’ingegnere diventato filosofo che ha fatto conoscere i grandi pensatori greci in modo leggero e divertente. A lui, ha voluto dedicare un omaggio anche Barbara D’Urso, ma la foto pubblicata su Instagram che li ritrae insieme ha scatenato i soliti haters. “Avevo 17 anni e già eravamo amici, amici, amici. Intelligente, coltissimo, autoironico, divertente. Ciao Luciano” ha scritto la conduttrice. [...]

FOTO: Giambattista Tiepolo

Giambattista Tiepolo

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Addio Camilleri, papà di Montalbano: ma le sue opere restano immortali

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È morto Andrea Camilleri, l'Omero gentile che ha raccontato la sua Sicilia in una lingua straordinaria. Lo scrittore 93enne si è spento ieri mattina a Roma all'ospedale Santo Spirito, dov'era ricoverato dallo scorso giugno a causa di una crisi respiratoria. «Le condizioni sempre critiche di questi giorni - si legge nel bollettino - si sono aggravate nelle ultime ore compromettendo le funzioni vitali». L'ultimo saluto a Camilleri sarà oggi a Roma, dalle 15, [...]

19 Luglio 1992 – L’ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino, dodici ore prima di essere ammazzato

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    .     seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping   . 19 Luglio 1992 – L’ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino, dodici ore prima di essere ammazzato Questa è l’ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino del 19 Luglio 1992, dodici ore prima che l’esplosione di un’auto carica di tritolo, alle 17 dello stesso giorno, davanti al n.19 di Via D’Amelio, facesse a pezzi lui e i ragazzi della sua [...]

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Cecilia Rodriguez, arriva la frecciatina di Alessandro Cecchi Paone: «Ecco perché non è famosa come Belen». Il giornalista, incalzato dai lettori del settimanale Nuovo - dove tiene una rubrica televisiva - ha parlato del "clan Rodriguez". Commentanto le differenze tra Belen e la sorellina Cecilia. Ecco le sue parole: «Anche io trovo Cecilia bella e simpatica abbastanza da far dimenticare che è comparsa in televisione solo perché è la sorella di Belen. [...]

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Massimo Giletti deluso dalla Rai: “Hanno distrutto il gruppo di lavoro de L’Arena” Si è raccontato con una lunga intervista pubblicata sulle pagine del numero del settimanale Nuovouscito in edicola oggi Massimo Giletti, che nella prossima stagione televisiva, come si sa ormai da tempo, rimarrà a La7 per il terzo anno consecutivo, ancora saldamente al timone di Non è L’Arena. E nell’intervista in questione il conduttore non ha potuto non parlare, [...]

Addio ad Andrea Camilleri, scrittore popolare, intellettuale civile, comunista italiano da pci

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Da Redazione PCI - 17 Luglio 2019 di Alex Höbel, segreteria nazionale Pci Con Andrea Camilleri scompare uno degli ultimi scrittori autenticamente popolari, un autore che è stato al tempo stesso uno scrittore civile, un intellettuale generosamente e tenacemente impegnato nello sconfortante scenario politico dell’Italia attuale.Camilleri è stato comunista fin da ragazzo, allorché la vicinanza istintiva alle classi subalterne, la lettura di testi come La [...]

19 Luglio 1992 - l'ultima lettera di Paolo Borsellino, scritta alle 5 del mattino, dodici ore prima di essere ammazzato

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Europei U 20: impetuoso record italiano eguagliato da Vittoria Fontana nei 100 metri

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Una scatenata Vittoria Fontana eguaglia il  record italiano under 20  nei 100 metri oggi nel corso  della prima giornata degli Europei di categoria a Boras in Svezia. La varesina, in semifinale, corre in 11.42 (+0.9) e si migliora di due centesimi, pareggiando il primato nazionale che proprio domani compirà trent’anni esatti, l’11.42 stabilito da Sonia Vigati il 19 luglio del 1989 a Pescara. La velocista Fontana accede alla corsa per le medaglie in [...]

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Belen e Stefano De Martino, mini luna di miele a Ibiza. Dopo la tv arrivano le nozze?

Belen e Stefano De Martino, mini luna di miele a Ibiza. Dopo la tv arrivano le nozze?

Continuano le vacanze a Ibiza per Belen Rodriguez e Stefano de Martino. Dopo una lunga separazione, in cui Belen ha fatto coppia col pilota Gp Andrea Iannone, i due sembrano davvero aver ritrovato l’amore di un tempo. Presto assieme anche in tv, la coppia si gode una mini luna di miele sull’isola delle Baleari. Stefano e Belen hanno scelto la stessa meta dello scorso anno, in cui però erano ancora separati. Oggi alloggiano a Santa Gertrudis, piccolo [...]

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Belen al mare: su Instagram piovono commenti

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Belen Rodriguez infiamma il web con la sua ultima foto hot: la showgirl si fa immortalare sulla spiaggia mentre con un costume minimal lecca maliziosamente un gelato a forma di fetta di anguria, provocando un’accesa reazione di tutti i suoi fan. L’estate si riscalda su Instagram. A farlo è la showgirl argentina più amata d’Italia, Belen Rodriguez, che decide di pubblicare una foto provocante nella quale tira fuori la lingua e lecca un gelato. Uno scatto [...]

Alessandro Cecchi Paone ecco perchè Cecilia Rodriguez è meno famosa di Belen

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Alessandro Cecchi Paone sul settimanale "Nuovo" ha una rubrica televisiva ha parlato della “Famiglia Rodriguez". Commentando le differenze tra Belen e la sorella Cecilia: «Anche io trovo Cecilia bella e simpatica abbastanza da far dimenticare che è comparsa in televisione solo perché è la sorella di Belen. Detto questo, per restare sulla cresta dell’onda bisogna diventare e rimanere un personaggio. Nel bene e nel male Belen che tra le due resta la più [...]

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