Operazione Gladio

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Operazione Gladio

La scheda: Operazione Gladio

Operazione Gladio è il nome in codice di un'operazione promossa dalla Central Intelligence Agency, il servizio di spionaggio per l'estero degli Stati Uniti, e dalla NATO, per costituire varie strutture paramilitari segrete di tipo stay-behind («stare dietro», «stare al di là delle linee»), promossa durante la guerra fredda, per contrastare un eventuale attacco delle forze del Patto di Varsavia ai Paesi dell'Europa occidentale, nonché combattere il comunismo con forme di guerra psicologica e uso della tecnica di false flag.


Oltre ai tre Paesi fondatori, diversi altri membri della NATO entrarono successivamente nella struttura. L'Italia lo fece in via ufficiale nel 1964, ma già in precedenza erano attivi accordi bilaterali tra SIFAR (l'allora servizio segreto italiano) e CIA tesi ad arruolare e ad addestrare nuclei di operativi in grado di organizzare la resistenza armata sul territorio occupato da un'invasione o controllato da forze sovversive.
In Italia è stata ipotizzata da più parti (anche dalla Commissione Stragi) l'esistenza di strutture nate in chiave anticomunista nelle ultime fasi della guerra (come quelle che sarebbero derivate dalle Brigate Osoppo) e nel primo dopoguerra, che poi sarebbero confluite, in tutto o in parte, in Gladio.
Nel 1964, oltre all'Italia, i Paesi aderenti erano Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. In seguito aderirono anche Danimarca e Norvegia. Altri Paesi NATO, come Grecia, Turchia, Spagna e Portogallo, non entrarono mai, a quanto risulta, nel comitato di coordinamento. Peraltro, organizzazioni simili, pur non collegate con la struttura NATO, vennero probabilmente create in quasi tutti i Paesi occidentali che temevano un'invasione sovietica, compresi Stati neutrali come Austria, Finlandia, Jugoslavia, Svezia e Svizzera.

Dopo la divulgazione del segreto, coincidente approssimativamente con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e con la conseguente fine della guerra fredda, pur non esistendo nulla di accertato, sono state fatte molte ipotesi sulle relazioni intrattenute da questa organizzazione, o da parti deviate di essa, con l'eversione di destra o di sinistra o con attentati o con tentativi di colpo di Stato avvenuti in Italia. Già precedentemente si era comunque parlato di tale organizzazione (ne parla per esempio Aldo Moro nel suo memoriale, scritto nel 1978 durante i giorni della prigionia), e la sua esistenza era comunque ovviamente nota nell'ambito dei vertici politici, dei ministri competenti, dei vertici militari e dei servizi segreti.
Nel 2000 il rapporto del gruppo «Democratici di Sinistra-L'Ulivo», stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per «impedire al Pci, e in certo grado anche al Psi, di raggiungere il potere esecutivo nel paese», identificando anche i Nuclei per la Difesa dello Stato non come un gruppo autonomo, ma come una delle operazioni portate avanti da Gladio con questi scopi.

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EVENTI: Operazione Gladio

Nel 2000 il rapporto del gruppo «Democratici di Sinistra-L'Ulivo», stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sostenuta dagli Stati Uniti d'America per «impedire al Pci, e in certo grado anche al Psi, di raggiungere il potere esecutivo nel paese», identificando anche i Nuclei per la Difesa dello Stato non come un gruppo autonomo, ma come una delle operazioni portate avanti da Gladio con questi scopi.

Nel 1976 la segretaria del BND Heidrun Hofer venne arrestata dopo aver rivelato i segreti dell'esercito Stay-behind tedesco al marito, che era una spia del KGB.

Nel 1957 il direttore del servizio segreto norvegese (Etterretningstjenesten), Vilhelm Evang, protestò duramente contro la sovversione interna del suo Paese tramite gli Stati Uniti e la NATO e ritirò temporaneamente l'esercito Stay-behind norvegese dagli incontri del CPC.

Nel 1978 la polizia scoprì un nascondiglio di armi Stay-behind e arrestò Hans Otto Meyer che rivelò l'esistenza dell'esercito segreto norvegese.

Nel 1958 la NATO fondò il Comitato Clandestino Alleato (ACC) per coordinare la guerra segreta.

Nel 1991 i mass media svedesi rivelarono che un gruppo segreto Stay-behind era esistito nella neutrale Finlandia, con una base in esilio a Stoccolma.

Nel 1990 il primo troncone della rete internazionale fu reso pubblico in Italia: ciò avvenne con l'autorizzazione data dal Presidente del Consiglio Andreotti al magistrato Felice Casson di accedere agli archivi del SISMI per accertare il ruolo di depositi Nasco nella strage di Peteano, e con due successive comunicazioni del medesimo Andreotti, una scritta alla Commissione bicamerale di inchiesta sulle stragi e una orale alle Assemblee delle due Camere.

Il 24 ottobre 1990 Giulio Andreotti, capo del governo italiano, rivelò alla Camera dei Deputati l'esistenza di Gladio, che fu quindi la prima organizzazione aderente alla rete Stay-behind ad essere resa pubblica.

Nel 1990, il quartier generale della struttura Stay-behind del Comitato Clandestino Alleato (ACC), si incontrò il 23 e 24 ottobre dello stesso anno sotto la presidenza del generale belga Van Calster, direttore del servizio segreto militare belga (SGR).

Nel 1990 il Colonnello Herbert Alboth, ex comandante dell'esercito segreto Stay-behind svizzero (P26), dichiarò in una lettera confidenziale al dipartimento della Difesa di essere disposto a rivelare tutta la verità.

Nel 2004 il capo dello spionaggio Norbert Juretzko pubblicò un libro sul suo lavoro al BND.

Nel 1951 l'agente della CIA William Colby, in servizio alla stazione CIA di Stoccolma, aiutò all'addestramento di eserciti Stay-behind nelle neutrali Svezia e Finlandia e nei Paesi NATO di Norvegia e Danimarca.

Nel 1953 la polizia arrestò l'estremista di destra Otto Hallberg e scoprì l'esercito Stay-behind svedese.

Nel 1952 l'ex ufficiale delle SS Hans Otto rivelò alla polizia criminale di Francoforte sul Meno l'esistenza dell'esercito Stay-behind nazista tedesco BDJ-TD.

Il 15 luglio 1974 un colpo di Stato contro Makarios fu eseguito dalle unità della Guardia Nazionale, con l'attacco al palazzo presidenziale perpetrato da 32 unità Moira Katadromon LOK con l'aiuto di carri armati di unità da ricognizione.

Nel 1966 la CIA crea la Aginter Press, la quale, sotto la direzione del capitano Yves Guerin Serac, diresse un esercito segreto Stay-behind e addestrò i suoi membri alle tecniche di azione sotto copertura, comprese esercitazioni di attentati terroristici, assassinii silenziosi, tecniche di sovversione, comunicazioni clandestine, infiltrazione e guerra coloniale.

Nel 1965 le forze di polizia scoprirono un deposito di armi Stay-behind in una vecchia miniera vicino a Windisch-Bleiberg, circostanza che costrinse le autorità austriache a rilasciare una lista con la posizione di altri 33 analoghi nascondigli in Austria.

Nel 1945 il ministro degli interni finlandese Leino svela la chiusura di un esercito segreto Stay-behind.

Nel 1947 in Austria venne svelata una struttura segreta Stay-behind, che era stata costruita da due appartenenti all'estrema destra, Soucek e Rössner.

Nel 1947 il Ministro dell'Interno francese Edouard Depreux rivelò l'esistenza di un esercito segreto Stay-behind in Francia, dal nome in codice Plan Bleu.

Nel 1969 in Mozambico la Aginter Press assassinò Eduardo Mondlane, capo del movimento di liberazione FRELIMO (Frente de Libertação de Moçambique).

Nel 1949 il WUCC fu integrato nella NATO, il cui quartier generale fu stabilito in Francia, con il nome di Clandestine Planning Committee (CPC).

Nel 1961 l'OAS inscenò un fallito colpo di Stato ad Algeri, col supporto della CIA, contro Charles de Gaulle.

Nel 1964, oltre all'Italia, i Paesi aderenti erano Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania Ovest, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

Nel 1985 il massacro del Brabante venne collegato ad un complotto interno all'organizzazione Stay-behind belga SDRA8, alla gendarmeria belga SDRA6, al gruppo di estrema destra Westland New Post, e alla Defense Intelligence Agency (DIA), il servizio segreto del Pentagono.

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