Pet therapy

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Francesca Cipriani
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Francesca Cipriani

La scheda: Pet therapy

Con il termine pet therapy, neologismo anglosassone, si indica letteralmente la terapia dell'animale da affezione (o Zooterapia), dall'unione dei due termini: pet che significa animale d'affezione e therapy che significa terapia o cura.
Per pet therapy, o anche zooterapia, si intende una co-terapia che si affianca a tradizionali cure, trattamenti e interventi socio-sanitari già in corso.
Essa non rappresenta una terapia a sé, ma si identifica come un intervento sussidiario che aiuta, rinforza, arricchisce e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età e affetti da diverse patologie con l'obiettivo di miglioramento della qualità di vita dell'individuo e del proprio stato di salute rivalutando, nel contempo, il rapporto uomo-animale.
Ulteriore scopo di queste co-terapie è quello di integrarsi con le normali attività terapeutiche facilitando l'approccio delle varie figure medico-sanitarie e riabilitative soprattutto nel caso in cui il paziente non dimostri collaborazione spontanea.
La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare il rapporto emotivo con il paziente favorendo il canale di comunicazione paziente-animale-medico e stimolando una partecipazione attiva del soggetto stesso.
La pet therapy viene intesa come un intervento dolce che stabilisce armonia tra uomo e natura apportando grandi benefici all'uomo. Spesso viene definita come un complessivo progetto di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA).


In Italia nel 2009 il Ministero della salute, per promuovere la ricerca, la standardizzare dei protocolli operativi e potenziare le collaborazioni fra medicina umana e veterinaria, ha istituito il centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali, al fine di stilare le linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA).
Nel 2015 attraverso l'accordo, ai sensi degli articoli 2, comma 1, lettera b) e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.281 tra il governo, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, venne emanato un documento sulle "linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)".
Le figure professionali coinvolte devono avere una preparazione specifica per quanto riguarda le caratteristiche generali degli animali coinvolti nella pet therapy, come la possibilità di zoonosi e l'etologia degli animali a disposizione. L'intervento degli enti pubblici, quali università e gli enti sanitari regionali, costituiscono oggigiorno l'unico modo per permettere una formazione il più possibile uniforme e accessibile dal punto di vista economico. Uno dei motivi principali per il quale l'uomo ha incominciato a utilizzare il quadrupede per lavorare nel sociale è proprio per il fatto che suscita sentimenti positivi, la tenerezza, l'amore e rassicura l'individuo soprattutto se bambino.
Nel 2006 è stata fondata la Società internazionale per le terapie assistite con animali (ISAAT) per controllare lo sviluppo della pet therapy. Questa si prefigge i seguenti scopi:
controllo qualitativo delle istituzioni pubbliche e private che offrono una formazione nel campo della pet therapy e nelle attività assistite con gli animali,
riconoscimento ufficiale di: terapia assistita con animali, pedagogia assistita con animali, attività professionali assistite con animali,
promuovere il riconoscimento ufficiale degli operatori che portino a termine programmi di formazione in istituzioni accreditate,
Inoltre, il compito dell'ISAAT è quello di verificare che le istituzioni e i programmi di formazione in TAA/EAA/AAA possiedano gli standard riguardo a: requisiti di ammissione, qualifica dei docenti, adeguatezza del corso in tutti i suoi aspetti (contenuti interdisciplinari, teoria e attività pratica, numero di ore richieste), requisiti della relazione finale, norme per la verifica, esami da espletare per poter conseguire il diploma finale.
Il 25 marzo 2015 la Conferenza Stato Regioni ha approvato l'Accordo e le Linee Guida in materia di interventi assistiti con gli animali che stabiliscono regole omogenee sul territorio nazionale e definiscono gli standard di qualità per la corretta applicazione di queste co-terapie.
Le Linee Guida hanno lo scopo di armonizzare l'attività degli operatori che svolgono questo tipo di interventi e di garantire la tutela sia delle persone sia degli animali impiegati.
Gli IAA hanno valenza terapeutica, riabilitativa, educativa e ludico-ricreativa e comprendono:
le Terapie Assistite con gli Animali (TAA), finalizzate alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale. Le TAA si prefiggono di raggiungere obiettivi specifici nelle sfere sopraindicate delle persone (fisica, sociali, emotive e cognitive) con la presenza di un professionista con esperienza specifica nel campo, nell'ambito della propria professione. Queste tipo di attività sono quelle più mirate delle tre, perché richiedono un intervento progettuale personalizzato per ogni singolo paziente, possono essere svolte individualmente o in gruppo e vanno costantemente valutati e documentati. I suoi ambiti di applicazione principali sono: case di riposo o centri diurni per anziani, centri diurni e/o residenziali per persone disabili o affette da patologie psichiatriche, ospedali pediatrici, istituti riabilitativi e educativi, integrazione ai programmi di supporto psicologico o psicoterapeutico.
l'Educazione Assistita con Animali (EAA), finalizzata a promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita, relazione e inserimento sociale delle persone in difficoltà. Principalmente sono attività di tipo educativo e/o ludico-ricreativo effettuati, per l'appunto, con l'aiuto degli animali. A differenza delle AAA (punto successivo), le EAA hanno obiettivi specifici proposti da educatori e/o insegnanti in collaborazione con i conduttori e professionisti del benessere dell'animale. La differenza principale con le AAA sta nell'utenza: queste infatti sono principalmente rivolte a bambini e ragazzi in età scolare e prescolare. I suoi ambiti di applicazione principali sono: istituti scolastici, centri di aggregazione giovanile, ludoteche, centri socioeducativi, centri di aggregazione per bambini e adolescenti.
le Attività Assistite con gli Animali (AAA), finalizzate al miglioramento della qualità della vita e della corretta interazione uomo-animale. Le AAA non necessariamente devono essere legati a una terapia e non vengono dunque influenzati dalle condizioni mediche del paziente. È tuttavia preferibile che prima di essere messi in atto, vengano sottoposte a una fase progettuale e organizzativa che tenga conto delle esigenze dell'utente. Generalmente, quindi, le AAA vengono proposte a piccoli gruppi di utenza, in strutture di vario genere e senza l'attivazione di richieste specifiche. Dato l'intervento molto generalizzabile e adattabile a varie tipologie di utenza, i suoi campi di applicazione possono essere: case di riposo, centri diurni per anziani, ospedali pediatrici, centri socioeducativi e riabilitativi diurni e/o residenziali, carceri e comunità per minori.
Il 26 maggio 2016 il Ministero della salute ha emanato una nota esplicativa per il riconoscimento della formazione pregressa degli operatori.
In Italia siamo a uno passo superiore: a luglio del 2015, infatti, sono state approvate le Linee Guida in materia di interventi assistiti con gli animali (IAA). L'Italia si contraddistingue come primo Paese al mondo ad avere stabilito una norma di riferimento nel contesto della mediazione uomo-animale. I documenti approvati stabiliscono regole omogenee sul territorio nazionale, definiscono gli standard di qualità per la corretta applicazione degli IAA e obbligano le organizzazioni alla pubblicazione annuale di dati riguardanti metodiche e risultati.
Hanno inoltre lo scopo di armonizzare tali metodiche, garantire la tutela sia delle persone sia degli animali coinvolti e favorirne la corretta interrelazione.
Tra il conduttore e il cane serve complicità ma contemporaneamente serve complicità e armonia anche tra conduttore e operatore. L'AIUCA si occupa della formazione tra conduttore e animale dal 1998 assieme alla Delta Society che ha invece incominciato questo percorso nel 1990. Queste organizzazioni considerano i Progetti Assistiti degli Animali come un'arte che quindi va studiata e programmata assieme ad altri esperti del settore.
Boris Levinson, neuropsichiatra infantile, è stato il rivelatore e diffusore di questi Progetti Assistiti scoprendo per caso il beneficio portato da un cane a un bambino affetto da autismo con cui il medico stava lavorando.

Fondamentale è individuare l'animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali, alle capacità psico-fisiche, all'analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie e in base alla risposta emotiva nelle prime sedute. Ad esempio nel caso si dispongano di più cani si deve definire l'abbinamento cane-paziente tenendo conto della taglia del cane, dell'indole, del tipo di pelo e così via.
Viene evidenziata la necessità di utilizzare animali detti da affezione e non animali selvatici perché come stabilito dalla Dichiarazione universale dei diritti dell'animale quest'ultimi si sono evoluti in ambienti naturali e non antropici come quelli in cui interviene la Pet Therapy, quindi l'utilizzo di animali non di affezione rappresenterebbe una privazione della libertà.
Nella pet therapy è possibile utilizzare anche altri animali come:
gatti/cani/conigli
cavalli (ippoterapia)
asini (onoterapia)

Pet therapy - un cane per amico
L'uomo che sussurrava ai cavalli

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