Pietro Paolo Rubens

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Pieter Paul Rubens

La scheda: Pieter Paul Rubens

Sir Pieter Paul Rubens (/ˈpi:tər pɑʊ̯l ˈry:bəns/, Siegen, 28 giugno 1577 – Anversa, 30 maggio 1640) è stato un pittore fiammingo.
La sua opera, secondo Giuliano Briganti, «può considerarsi l'archetipo del "barocco"», per Luigi Mallé, ha aperto la via al tumultuante barocco europeo, nordico e francese in particolar modo.


Un Rubens e un Raffaello all'asta da Sotheby's a New York

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New York, 30 gen. (askanews) - Un'opera di Raffaello scoperta da poco e un disegno raro di Rubens sono i pezzi più importanti di una vendita all'incanto che si svolge da Sotheby's a New York. Il Raffaello fa parte di un insieme di disegni acquisiti da re Guglielmo II dei Paesi Bassi, che aveva creato una delle più grandi collezioni di dipinti e disegni d'Europa del XIX secolo. Cristiana Romalli, direttrice di Sotheby's: "È ovviamente del suo periodo [...]

Mostre: "Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe" a Napoli

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Dipinti ricollocati negli ambienti dove originariamente trovavano posto

A Napoli "Rubens, Van Dick, Ribera. La collezione di un Principe"

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Napoli (askanews) - Dal 6 dicembre 2018 al 7 aprile 2019, la mostra "Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe", riporta a Palazzo Zevallos Stigliano, a Napoli, la collezione d'opere d'arte appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden e, dopo, ai principi Colonna di Stigliano che abitarono nella dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento. Così Michele Coppola, direttore centrale Arte, Cultura e dei beni storici di [...]

EVENTI: Pieter Paul Rubens

Nel 1603, fu in missione per il duca di Mantova presso il re di Spagna.

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Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

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Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

Tra il 1625 e il 1628, preparò i bozzetti di quindici grandi arazzi col Trionfo dell'eucaristia, su commissione dell'arciduchessa Isabella, destinati al convento madrileno delle Carmelitane scalze.

Tra il 1613 e il 1614 realizza l'Incredulità di san Tommaso, ora al Koninklijk Museum di Anversa, prendendo a modello per il Cristo un Giove antico.

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Tra il 1613 e il 1614 realizza l'Incredulità di san Tommaso, ora al Koninklijk Museum di Anversa, prendendo a modello per il Cristo un Giove antico.

Tra il 1613 e il 1614 realizza l'Incredulità di san Tommaso, ora al Koninklijk Museum di Anversa, prendendo a modello per il Cristo un Giove antico.

Tra il 1613 e il 1614 realizza l'Incredulità di san Tommaso, ora al Koninklijk Museum di Anversa, prendendo a modello per il Cristo un Giove antico.

Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

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Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

Nel 1635, comperò la tenuta dello Steen a Elewyt, nello stesso anno realizzò gli apparati per l'entrata trionfale ad Anversa del nuovo governatore generale dei Paesi Bassi, l'arciduca Ferdinando d'Austria.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1627 e il 1631, su incarico di Maria de' Medici, iniziò la decorazione della Galleria di Enrico IV: del progetto abbandonato rimangono due grandi composizioni, ampiamente abbozzate, alla Galleria degli Uffizi e alcuni schizzi al Museo di Bayonne e alla Wallace Collection di Londra.

Nel 1627 acquistò una casa di campagna ad Ekeren.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1637 e il 1638, venne chiamato a realizzare la decorazione della Torre de la Parada, o meglio venticinque stanze del padiglione di caccia del re spagnolo Filippo IV, realizzando una serie di 53 bozzetti tratti dalle Metamorfosi di Ovidio su un totale di 163 dipinti censiti in un inventario di inizio 1700.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

Tra il 1629 e il 1634 lavorò, su commissione di Carlo I d'Inghilterra, alla decorazione della Banqueting House di Whitehall a Londra realizzando nove dipinti con la Glorificazione di Giacomo.

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Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1617 e il 1618, lavora ai progetti per una serie di sette arazzi rappresentanti la Storia di Decio Mure su commissione di nobili genovesi, i cui bozzetti oggi sono conservati nella Galleria dei principi del Liechtenstein a Vaduz, una sorta di ciclo apologetico dello stoicismo romano.

Tra il 1630 e il 1632 realizzò la serie di otto arazzi con la Storia di Achille e i quattro arazzi (Natività, L'istituzione dell'Eucaristia, Resurrezione di Cristo, Assunzione di Maria) per la confraternita della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona.

Tra il 1630 e il 1632 realizzò la serie di otto arazzi con la Storia di Achille e i quattro arazzi (Natività, L'istituzione dell'Eucaristia, Resurrezione di Cristo, Assunzione di Maria) per la confraternita della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona.

Tra il 1630 e il 1632 realizzò la serie di otto arazzi con la Storia di Achille e i quattro arazzi (Natività, L'istituzione dell'Eucaristia, Resurrezione di Cristo, Assunzione di Maria) per la confraternita della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona.

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Tra il 1630 e il 1632 realizzò la serie di otto arazzi con la Storia di Achille e i quattro arazzi (Natività, L'istituzione dell'Eucaristia, Resurrezione di Cristo, Assunzione di Maria) per la confraternita della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona.

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Tra il 1630 e il 1632 realizzò la serie di otto arazzi con la Storia di Achille e i quattro arazzi (Natività, L'istituzione dell'Eucaristia, Resurrezione di Cristo, Assunzione di Maria) per la confraternita della chiesa del Santissimo Sacramento di Ancona.

Nel 1598 venne iscritto come maestro alla corporazione dei pittori della gilda cittadina.

Nel 1598 venne iscritto come maestro alla corporazione dei pittori della gilda cittadina.

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Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel 1601 venne inviato dal duca a Roma per copiare alcuni quadri, in questo soggiorno romano, ha modo di ampliare ulteriormente i suoi orizzonti figurativi, grazie alla copia di modelli di Michelangelo e Raffaello, allo studio dell'antico, ma guardando anche alla coeva produzione artistica del Carracci, di Caravaggio e di Federico Barocci.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

Nel maggio del 1600 partì per l'Italia dove rimase per i successivi otto anni, facendo tappa prima a Venezia dove studiò Tiziano, Veronese e Tintoretto, poi, entrato in contatto con Vincenzo I Gonzaga duca di Mantova il giovane pittore accettò l'incarico di pittore di corte, conservando tale carica fino alla fine del suo soggiorno italiano e arricchendo così ulteriormente la sua cultura figurativa con lo studio delle opere della ricca collezione ducale e la realizzazione di copie di diversi dipinti famosi.

A Napoli 'Rubens, Van Dyck, Ribera'

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(ANSA) – NAPOLI, 5 DIC – Capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali ritornano a Napoli: l’occasione è la mostra “Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, visitabile dal 6 dicembre al 7 aprile a Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, a Napoli. Dipinti ricollocati negli ambienti del piano nobile dove originariamente trovavano posto. Perché i 36 capolavori in esposizione [...]

Rubens genio della matematica scopre formula rivoluzionaria

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Rubens il tredicenne che ha scoperto una formula che potrebbe rivoluzionare la sicurezza informatica

Fb censura nudi Rubens, Belgio protesta

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(ANSA) – BRUXELLES, 28 LUG – Facebook non distingue tra arte e pornografia. E’ questo il concetto espresso in una lettera aperta indirizzata a Mark Zuckerberg, ceo di Facebook, da parte di una serie di musei ed istituzioni culturali del Belgio, che hanno protestato per la censura ai nudi di Rubens. Le nudità vengono automaticamente escluse dalla piattaforma e filtrate dal social in base ad alcune regole che regolano la pubblicazione sul web dei contenuti [...]

Recuperati due dipinti di Rubens e Renoir rubati

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   Due dipinti, un Renoir e un Rubens, rubati a Monza il 20 aprile 2017, sono stati recuperati al termine di un’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, coordinati dalla Procura di Monza.     I quadri, “La sacra famiglia” e “Le fanciulle sul prato”, erano stati portati via a due galleristi, uno di Cagliari e l’altro di Arona, da un finto uomo di affari israeliano e da un finto rabbino con la complicità di un falso [...]

Recuperati Rubens e Renoir rubati

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(ANSA)- MONZA, 20 LUG – Due dipinti, un Renoir e un Rubens, rubati a Monza il 20 aprile 2017, sono stati recuperati al termine di un’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, coordinati dalla Procura di Monza. I quadri, “La sacra famiglia” e “Le fanciulle sul prato”, erano stati portati via a due galleristi, uno di Cagliari e l’altro di Arona, da un finto uomo di affari israeliano e da un finto rabbino con la [...]

Rubarono un Renoir e un Rubens, cinque arresti

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(ANSA)- MONZA, 12 GIU – Sono accusate di aver rubato due quadri, un Rubens e un Renoir, per un valore di circa 26 milioni di euro, cinque persone – quattro italiani e un croato – arrestate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. I ‘militari dell’arte’ hanno infatti eseguito cinque arresti, tre in carcere e due ai domiciliari, in base a un’ordinanza del gip di Monza per furto aggravato. I quadri erano stati rubati nell’aprile [...]

A Napoli Madonna con bambino di Rubens

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(ANSA) – NAPOLI, 10 FEB – “Abbiamo avuto il Crocifisso di Michelangelo, Leonardo da Vinci con il Salvador Mundi, e ora continuiamo la tradizione del nostro museo di mettere a disposizione del pubblico grandi capolavori”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe, inaugurando la mostra al Complesso monumentale di Donnaregina a Napoli che espone da oggi (e fino al 30 aprile) “La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori” (olio [...]

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Anversa è una città ricca di sorprese e meraviglie. Antico porto tra i più importanti d’Europa, via di transito e di commercio tra le città del continente europeo e il mar Baltico, il mar del Nord, il canale della Manica dal XIII al XVI secolo, è riconosciuta ancora oggi come il centro per eccellenza dell’industria dei diamanti. Oltre alle tracce del suo passato (palazzi, chiese, fortezze, piazze), il visitatore può scoprire ad Anversa i molti [...]

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26 ottobre 2016 - 26 febbraio 2017 http://www.mostrarubens.it La grande mostra dell’autunno di Palazzo Reale a Milano vede protagonista Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), artista famoso e di centrale importanza per la storia dell’arte europea, considerato semplicemente il “fiammingo”. Il suo soggiorno nella penisola dal 1600 al 1608 lascia un segno indelebile nella sua pittura che rimarrà vitale in tutta la sua vasta produzione artistica. [...]

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Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco a Palazzo Reale a Milano La scoperta di Erittonio fanciullo Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), notevole pittore barocco di grande successo, il cui laboratorio produsse un eccezionale numero di opere, è stato anche un abile diplomatico nella politica europea del Seicento, chiamato a negoziare in Francia e in Inghilterra per conto di [...]

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Non tutti sanno che esistono persone che, contemplando un'opera d’arte particolarmente conturbante, provano irrefrenabili impulsi sessuali. E' la Sindrome di Rubens. Secondo un'indagine condotta dall'Istituto di Psicologia psicoanalitica di Roma, che ha intervistato 2000 giovani all'uscita di alcuni musei, è risultato che il 20% ha desiderato (o ha avuto) un incontro amoroso davanti a un'opera d'arte. E pare siano sempre più numerosi i casi di coppie colte da [...]

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(ANSA) – FIRENZE, 4 MAR – La S.Caterina d’Alessandria di Artemisia Gentileschi come risultato dell’unione tra l’autoritratto della pittrice e il ritratto di Caterina, figlia del granduca Ferdinando de’ Medici, realizzato durante la permanenza alla corte dei signori toscani. È l’ipotesi emersa dalle analisi svolte dall’Opificio delle pietre dure di Firenze sulla tela della pittrice custodita agli Uffizi di Firenze: lo studio ha mostrato che sotto [...]

Mantegna e Bellini a confronto a Berlino

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(ANSA) – BERLINO, 28 FEB – Si apre il primo marzo la mostra dei maestri del Rinascimento, Mantegna e Bellini, alla Gemaeldegalerie di Berlino, che rimarrà allestita fino al 30 giugno. Per la prima volta le opere dei due grandi artisti sono presentate in parallelo, dagli esordi alla morte, per coglierne influenze reciproche e ambiti specifici. La mostra, curata insieme dai musei di Berlino e dalla National Gallery di Londra, raccoglie un centinaio di opere, [...]

FOTO: Pieter Paul Rubens

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Autoritratto (1623)

Giulio Romano e la 'stravagante maniera'

Giulio Romano e la 'stravagante maniera'

(ANSA) – ROMA, 06 FEB – La novità assoluta del tratto, fondamentale all’elaborazione del linguaggio manierista; la stretta relazione tra i suoi disegni e gli ambienti reali; e poi il talento come architetto, e una feconda eredità lasciata a tanti artisti che a lui guardarono come un maestro. L’autunno del 2019 a Mantova sarà nel segno di Giulio Romano, grazie alla grande mostra-omaggio “Con nuova e stravagante maniera”, allestita dal 6 ottobre al [...]

Un Rubens e un Raffaello all'asta da Sotheby's a New York

Un Rubens e un Raffaello all'asta da Sotheby's a New York

New York, 30 gen. (askanews) - Un'opera di Raffaello scoperta da poco e un disegno raro di Rubens sono i pezzi più importanti di una vendita all'incanto che si svolge da Sotheby's a New York. Il Raffaello fa parte di un insieme di disegni acquisiti da re Guglielmo II dei Paesi Bassi, che aveva creato una delle più grandi collezioni di dipinti e disegni d'Europa del XIX secolo. Cristiana Romalli, direttrice di Sotheby's: "È ovviamente del suo periodo [...]

Mostre: "Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe" a Napoli

Mostre: "Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe" a Napoli

Dipinti ricollocati negli ambienti dove originariamente trovavano posto

A Napoli "Rubens, Van Dick, Ribera. La collezione di un Principe"

A Napoli "Rubens, Van Dick, Ribera. La collezione di un Principe"

Napoli (askanews) - Dal 6 dicembre 2018 al 7 aprile 2019, la mostra "Rubens, Van Dyck, Ribera. La collezione di un principe", riporta a Palazzo Zevallos Stigliano, a Napoli, la collezione d'opere d'arte appartenuta, prima di essere dispersa, alla famiglia Vandeneynden e, dopo, ai principi Colonna di Stigliano che abitarono nella dimora di via Toledo dagli ultimi decenni del Seicento. Così Michele Coppola, direttore centrale Arte, Cultura e dei beni storici di [...]

A Napoli 'Rubens, Van Dyck, Ribera'

A Napoli 'Rubens, Van Dyck, Ribera'

(ANSA) – NAPOLI, 5 DIC – Capolavori provenienti da musei nazionali e internazionali ritornano a Napoli: l’occasione è la mostra “Rubens, van Dyck, Ribera. La collezione di un principe”, visitabile dal 6 dicembre al 7 aprile a Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, a Napoli. Dipinti ricollocati negli ambienti del piano nobile dove originariamente trovavano posto. Perché i 36 capolavori in esposizione [...]

Restaurata 'La resurrezione' di Mantegna

Restaurata 'La resurrezione' di Mantegna

(ANSA) – MILANO, 29 NOV – L’Accademia Carrara di Bergamo presenta il 30 novembre al pubblico, al termine del restauro, ‘La Resurrezione di Cristo’ di Andrea Mantegna, protagonista dell’attribuzione dello scorso maggio. L’apertura straordinaria del museo – dalle 17.30 alle 22 a ingresso ridotto – avvia il tour europeo che vedrà l’opera, nei prossimi mesi, all’interno della mostra Mantegna and Bellini ora alla National Gallery e, dopo Londra, [...]

Mantegna a Roma, tra fede e storia

Mantegna a Roma, tra fede e storia

(ANSA) – ROMA, 26 SET – Il volto sofferente del Cristo nel celebre Ecce Homo di Andrea Mantegna è il grande protagonista a Palazzo Barberini, dove le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma presentano “La stanza di Mantegna. Capolavori dal Museo Jacquemart-André di Parigi”, allestita dal 27 settembre al 27 gennaio. La mostra, attraverso 6 opere del Rinascimento italiano, raccolte dal collezionista Edouard André, costruisce un percorso sulla pittura [...]

Fb censura nudi Rubens, Belgio protesta

Fb censura nudi Rubens, Belgio protesta

(ANSA) – BRUXELLES, 28 LUG – Facebook non distingue tra arte e pornografia. E’ questo il concetto espresso in una lettera aperta indirizzata a Mark Zuckerberg, ceo di Facebook, da parte di una serie di musei ed istituzioni culturali del Belgio, che hanno protestato per la censura ai nudi di Rubens. Le nudità vengono automaticamente escluse dalla piattaforma e filtrate dal social in base ad alcune regole che regolano la pubblicazione sul web dei contenuti [...]

Rubarono un Renoir e un Rubens, cinque arresti

Rubarono un Renoir e un Rubens, cinque arresti

(ANSA)- MONZA, 12 GIU – Sono accusate di aver rubato due quadri, un Rubens e un Renoir, per un valore di circa 26 milioni di euro, cinque persone – quattro italiani e un croato – arrestate dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. I ‘militari dell’arte’ hanno infatti eseguito cinque arresti, tre in carcere e due ai domiciliari, in base a un’ordinanza del gip di Monza per furto aggravato. I quadri erano stati rubati nell’aprile [...]

La pittrice Artemisia Gentileschi

La pittrice Artemisia Gentileschi

A Firenze è stato presentato un volume sulla pittrice Artemisia Gentileschi.

LA CASA DEL MANTEGNA OSPITA 160 OPERE

LA CASA DEL MANTEGNA OSPITA 160 OPERE

La Casa del Mantegna ospita 160 opere tra artisti famosi del passato e importanti contemporanei. Leggi articolo 

A Napoli Madonna con bambino di Rubens

A Napoli Madonna con bambino di Rubens

(ANSA) – NAPOLI, 10 FEB – “Abbiamo avuto il Crocifisso di Michelangelo, Leonardo da Vinci con il Salvador Mundi, e ora continuiamo la tradizione del nostro museo di mettere a disposizione del pubblico grandi capolavori”. Lo ha detto l’arcivescovo di Napoli, Cardinale Crescenzio Sepe, inaugurando la mostra al Complesso monumentale di Donnaregina a Napoli che espone da oggi (e fino al 30 aprile) “La Madonna col Bambino in una ghirlanda di fiori” (olio [...]

Non solo Rubens a Milano

Non solo Rubens a Milano Dal 27 ottobre e fino al 29 febbraio 2017. Una raccolta dei maggiori capolavori di Pieter Paul Rubens A Palazzo Reale a Milano a partire

Non solo Rubens a Milano

Non solo Rubens a Milano Dal 27 ottobre e fino al 29 febbraio 2017.Una raccolta dei maggiori capolavori di Pieter Paul Rubens A Palazzo Reale a Milano a partire

Milano & Rubens

Milano, la città da vivere, pulsante, attiva, dinamica. Lei ed il suo Grigio, perfettamente elegante, distinto, naturale, le scivola addosso come seta pregiata. Piazza Duomo si apre a noi, grande, immensa, ad ampio respiro, luminosa ed ariosa. Signora imponente, educata, amorevole ed attenta. Palazzi raffinati affiancano La Galleria per eccellenza, ricca, pregiata impreziosita da negozi avvicinabili solo a pochi. Le palme... molto rumore per nulla... un piccolo [...]

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco,  Milano , Palazzo Reale

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco, Milano , Palazzo Reale

26 ottobre 2016 - 26 febbraio 2017 http://www.mostrarubens.it La grande mostra dell’autunno di Palazzo Reale a Milano vede protagonista Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), artista famoso e di centrale importanza per la storia dell’arte europea, considerato semplicemente il “fiammingo”. Il suo soggiorno nella penisola dal 1600 al 1608 lascia un segno indelebile nella sua pittura che rimarrà vitale in tutta la sua vasta produzione artistica. [...]

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco  a Palazzo Reale a Milano

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco a Palazzo Reale a Milano

Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco a Palazzo Reale a Milano La scoperta di Erittonio fanciullo Pietro Paolo Rubens (Siegen 1577 – Anversa 1640), notevole pittore barocco di grande successo, il cui laboratorio produsse un eccezionale numero di opere, è stato anche un abile diplomatico nella politica europea del Seicento, chiamato a negoziare in Francia e in Inghilterra per conto di [...]

Rubati dipinti di Rubens e Tintoretto a Verona: presa la banda

Rubati dipinti di Rubens e Tintoretto a Verona: presa la banda

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