Ratko Mladitch

Cerca tra migliaia
di articoli, foto e blog

Vedi anche

Max Biaggi
In rilievo

Max Biaggi

Ratko Mladic

La scheda: Ratko Mladic

Ratko Mladić (in serbo: Ратко Младић?, Kalinovik, 12 marzo 1943) è un generale jugoslavo e poi serbo, comandante militare dei serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia.
Per molto tempo membro della Lega dei Comunisti Jugoslava, Mladić iniziò la sua carriera nell'Armata Popolare Jugoslava nel 1965. Durante le guerre jugoslave ricoprì inizialmente l'incarico di ufficiale di alto livello dell'Armata Popolare Jugoslava, poi di capo di stato maggiore delle forze armate dell'esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina durante la guerra in Bosnia, tra il 1992 ed il 1995. Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Come capo militare con responsabilità di comando, Mladić fu accusato dall'ICTY di essere responsabile dell'assedio di Sarajevo (5 aprile 1992 - 29 febbraio 1996) e del massacro di Srebrenica, il più grande genocidio in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. È stato spesso chiamato dalla stampa internazionale "Il macellaio di Bosnia", un titolo riferito anche a Radovan Karadžić, ex presidente della Repubblica Srpska.
Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale. Il governo serbo e americano offrirono una taglia di 5 milioni di dollari a chiunque avesse offerto delle informazioni per la cattura e l'arresto di Mladic. In ottobre 2010 la Serbia intensificò la caccia alzando la ricompensa per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni. Mladic riuscì comunque a restare in libertà per 16 anni, protetto dalle forze di sicurezza serbe e serbo-bosniache e successivamente dalla sua famiglia.
Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE. Accusato di aver commesso crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio, il 31 maggio 2011, dopo 16 anni di latitanza, Mladic fu estradato all'Aja, dove venne processato nel centro di detenzione che ospita gli accusati del Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY). Il suo processo, iniziato formalmente il 12 maggio 2012, si è concluso il 22 novembre 2017 con la condanna in primo grado all'ergastolo.


deleted

deleted

deleted

deleted

EVENTI: Ratko Mladic

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Il 25 agosto 2009 il procuratore serbo Vukčević affermò che la ricerca nei confronti di Goran Hadžić e di Mladić proseguiva, e che questi doveva essere arrestato entro la fine del 2009 altrimenti il ministro del Lavoro serbo di religione musulmana e cooperatore principale con il tribunale dell'Aja Rasim Ljajić si sarebbe dimesso, difatti pochi mesi dopo Ljajić, in linea con quanto affermato, si dimise il 30 dicembre 2009.

Il 3 novembre 2009 il presidente serbo Boris Tadić dichiarò che l'arresto di Mladić era un dovere per la Serbia: anche lo stato serbo riconosceva che il generale serbo-bosniaco aveva commesso numerosi crimini in tempo di guerra.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Nel 1991 si trovava in Kosovo a comando del "Corpo Pristina", che aveva il compito di controllare la frontiera con l'Albania.

Il 4 novembre 1991 fu promosso a maggior generale.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Il 24 aprile 1992 Mladić fu promosso a tenente colonnello generale.

Il 9 maggio 1992 Mladić divenne vice-comandante del Distretto Militare dell'JNA con sede a Sarajevo e, appena il giorno dopo, assunse il titolo di comandante del Distretto.

Il 12 maggio 1992 il Parlamento serbo-bosniaco, per rispondere alla secessione proclamata della Bosnia, istituì l'Esercito della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, Mladić fu promosso Capo di Stato Maggiore dell'esercito, posizione che mantenne fino al 1996.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 1995 venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Il 24 luglio 1995 Ratko Mladić fu accusato dal Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia (ICTY), insieme a Radovan Karadžić, di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Nel 2006 vi fu uno scontro diplomatico molto intenso fra l'Unione europea e la Serbia, a causa della mancata cattura del generale serbo bosniaco: l'UE infatti aveva posto come termine la data del 10 maggio, ma la sua cattura non si realizzò.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Il 24 giugno 1994 fu promosso al rango di Colonnello generale con 80.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 2005 la cattura di Mladić sembrava imminente, un sottufficiale disertore dell'esercito serbo-montenegrino affermò che una caserma militare nella periferia di Belgrado aveva ospitato l'ex generale, e che alcuni di quelli che si riteneva fossero suicidi erano in realtà una copertura per eliminare testimoni scomodi.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Nel 1997 venne segnalato sulle spiagge del Montenegro, mentre nel 2000 assistette ad una partita di calcio tra Cina e Jugoslavia a Belgrado.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Il 10 novembre 2008 le forze di sicurezza serbe accerchiarono un centro di imbottigliamento di acqua minerale a Valjevo, nella speranza di catturare l'ex-comandante delle forze serbo-bosniache: l'operazione però risultò infruttuosa.

Il 2 dicembre 2008 le forze antiterrorismo serbe perlustrarono la casa della moglie di Radovan Karadžić e la casa del figlio di Ratko Mladić, nella speranza di trovare materiale che conducesse alla cattura del boia di Srebrenica, ma senza alcun risultato.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Nel luglio del 1996 il tribunale dell'ICTY confermò tutte le accuse iscritte in precedenza dichiarando che c'erano ragionevoli motivi per credere che avesse compiuto i crimini per cui era accusato ed emanò un mandato di cattura internazionale.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 26 maggio 2011 fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata come una pre-condizione affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'UE.

Il 26 maggio 2011 Ratko Mladić fu arrestato grazie a una segnalazione anonima.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Il 14 aprile 2010 il giornale serbo Kurir riprese la notizia di un giornale bosniaco secondo cui Mladić viveva in un'azienda agricola in compagnia di Zoran Obrenovic Maljic, capo della sua sicurezza in Voivodina, a circa ottanta chilometri a nord di Belgrado, per cercare di curare una forma depressiva tramite il lavoro.

Il 23 febbraio 2010 i servizi segreti serbi perquisirono la casa di Mladić, sequestrando diverso materiale.

Il 20 agosto 2010 il procuratore serbo per i crimini di guerra, Vladimir Vukčević, dichiarò che "avrebbe tirato fuori Ratko Mladić dalla tana in cui si nascondeva" e che, grazie al lavoro continuo delle autorità competenti, era stato possibile trovare alcune registrazioni delle chiamate telefoniche di Mladić, sequestrate nella sua casa a febbraio.

Il 7 ottobre 2010 Vukcević sottolineò che le reti di protezione di Mladić e Hadzić erano molto forti e che era estremamente difficile arrestarlo.

Il 22 ottobre 2010 il presidente del Consiglio nazionale per la collaborazione con il tribunale dell'Aja, Rasim Ljajić, dichiarò al quotidiano belgradese Večernje novosti che, rispetto ad alcuni mesi prima, le autorità serbe adesso sapevano molto di più della latitanza di Ratko Mladić.

Il 28 ottobre 2010 la Serbia decise di elevare l'ammontare della taglia per la cattura di Mladic da 5 a 10 milioni di euro.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1965 ottenne a Skopje il primo incarico, trovandosi a comandare un'unità composta da militari tutti più grandi di lui.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1945 il padre di Mladić venne ucciso dagli Ustascia: la tragica scomparsa porterà Mladić a odiare croati e musulmani.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Nel 1989 venne promosso alla guida del Dipartimento Educazione del Terzo Distretto Militare di Skopje.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Il 22 novembre 2017 il Tribunale, dopo aver udito oltre 500 testimoni ed esaminato oltre 10.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

Nel 1961, aiutato dal fatto di essere orfano, entrò alla Scuola militare di Zemun e successivamente all'Accademia Militare KOV e alla Scuola ufficiali, diplomandosi con il massimo dei voti.

deleted

deleted

deleted

deleted

Mladic, imminente l'estradizione; Ultranazionalisti in piazza, scontri

Mladic, imminente l'estradizione; Ultranazionalisti in piazza, scontri

  InfoPunto page blogger    Mladic, imminente l'estradizione; Ultranazionalisti in piazza, scontri!... http://fb.me/YQaLhr5b           grazie            

“Fino a prova contraria, considero Mladic un patriota serbo”

Questo lo dice un europarlamentare italiano a radio24, un europarlamentare con il cui nome io non infangherò il mio blog. La registrazione a radio24 va avanti, e di assurdità criminali ne dice molte questo emerito europarlmentare: “I serbi avrebbero potuto fermare l’avanzata musulmana in Europa. Ma non li hanno lasciati fare.”...

mladic, lasciapassare per l'europa

Ciao,il nuovo numero del quotidiano delle 13 è online: "Mladic, lasciapassare per l'Europa". Puoi scaricarlo al seguente indirizzo:http://www.vita.it/quotidiano/scarica/20110527     grazie

ARRESTATO MLADIC, IL BOIA DI SREBRENICA

Giorno. Arrestato uomo, forse è Ratko Mladic "Il boia" di Srebrenica ricercato dal '95 - Repubblica.it www.repubblica.it Accusato di crimini contro l'umanità per il genocidio avvenuto durante la guerra in Bosnia del '92-'95, l'ex capo militare è stato preso grazie a una segnalazione anomina. Attualmente sono in corso le analisi sul Dna del sospetto. Nel primo pomeriggio conferenza stampa del presidente serbo Boris Ta

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

FOTO: Ratko Mladic

Mladic

Mladic

Ana_Mladić

Ana_Mladić

Ana_Mladic

Ana_Mladic

Radko_Mladic

Radko_Mladic

Mladić

Mladić

Ratko_Mladitch

Ratko_Mladitch

Ratko_Mladić

Ratko_Mladić

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

deleted

Zlata, la sexy contorsionista che fa impazzire il mondo

Zlata, la sexy contorsionista che fa impazzire il mondo

Viene dal Kazaskistan, ma è in Germania che ha trovato le vere fortune. A otto anni aveva capito di avere un dono, a dieci era già una professionista. Zlata è una delle contorsioniste più note al mondo e con la sua flessibilità muscolare ha già conquistato diversi record del Guinness dei Primati. La sexy atleta riesce a contorcere quasi ogni punto del corpo ed è capace di assumere pose che impressionano e lasciano tutti a bocca aperta...

&id=HPN_Ratko+Mladitch_http{{{}}}it*dbpedia*org{}resource{}Radko{{}}Mladich" alt="" style="display:none;"/> ?>