Uccisione di ecclesiastici in Italia nel secondo dopoguerra

Cerca tra migliaia
di articoli, foto e blog

Vedi anche

Review
In rilievo

Review

La scheda: Uccisione di ecclesiastici in Italia nel secondo dopoguerra

Durante il biennio immediatamente successivo alla cessazione delle ostilità del secondo conflitto mondiale in Italia, tra le numerose uccisioni che videro coinvolte (come attori o vittime) nel centro-nord del Paese persone di differenti (e avversi) schieramenti ideologici, vi furono alcuni episodi delittuosi le cui vittime appartenevano al clero cattolico. Il sacerdote e storico imolese Mino Martelli ha calcolato in 110 il numero complessivo di delitti.



1 Quadro politico
2 Le uccisioni
2.1 Emilia
2.2 Romagna
2.3 Ex territori italiani
3 Pubblicità dei fatti
4 Note
5 Bibliografia
6 Filmografia
7 Voci correlate

Durante il biennio immediatamente successivo alla cessazione delle ostilità del secondo conflitto mondiale in Italia, tra le numerose uccisioni che videro coinvolte (come attori o vittime) nel centro-nord del Paese persone di differenti (e avversi) schieramenti ideologici, vi furono alcuni episodi delittuosi le cui vittime appartenevano al clero cattolico. Il sacerdote e storico imolese Mino Martelli ha calcolato in 110 il numero complessivo di delitti.


Dando seguito agli accordi della conferenza di Jalta tra le maggiori potenze alleate, alla fine della seconda guerra mondiale l'Italia si avviava ad entrare nella zona di influenza anglo-statunitense. Un serrato confronto politico era tuttavia in atto tra le principali forze che durante la Resistenza avevano fatto parte del Comitato di Liberazione Nazionale: il partito di ispirazione cattolica Democrazia Cristiana, vicino alle posizioni angloamericane, e quelli di matrice socialista e comunista, vicini a quelle dell'Unione Sovietica.
Per tale motivo numerosi sacerdoti, essendo l'espressione più immediatamente riconoscibile sul territorio della gerarchia ecclesiastica, la quale sosteneva la Democrazia Cristiana, furono spesso visti come avversari o nemici, indipendentemente dal loro attivismo politico recente (campagna attiva per la DC) o passato (fiancheggiamento del disciolto regime fascista), o meno.

Le uccisioni avvennero nel centro-nord Italia, con particolare preminenza in Emilia-Romagna. Per il perimetro compreso tra le zone di Bologna, Modena e Reggio Emilia fu coniato il termine di «Triangolo della morte», vista la concentrazione di omicidi (non tutti e non solo di sacerdoti, comunque) in quell'ambito territoriale.
Riguardo alle morti dei sacerdoti, nell'immediato dopoguerra una prima e incompleta ricognizione del fenomeno venne realizzata da Luciano Bergonzoni e Cleto Patelli, che trattarono l'argomento in una sezione della loro opera Preti nella tormenta, per i due autori, i sacerdoti uccisi furono «martirizzati». Più organico e sistematico fu l'approccio di Lorenzo Bedeschi negli anni cinquanta: dai risultati della sua analisi, pubblicati nel volume L'Emilia ammazza i preti, emerse che 52 ecclesiastici (definiti «martiri» anche in questo testo) furono uccisi nella fascia di territorio che va «da Rimini a Piacenza, da Modigliana a Guastalla». Più di recente il giornalista e scrittore Roberto Beretta, collaboratore del quotidiano cattolico Avvenire, nella sua Storia dei preti uccisi dai partigiani ritenne di aver individuato un denominatore comune a tali episodi e chiamò quella serie di uccisioni «strage dei preti».
Tra i casi che più ebbero e in qualche misura tuttora hanno rilevanza si possono ricordare:

Già nei primi anni cinquanta, sulla scia dei fatti delittuosi, il vescovo di Reggio Emilia, Beniamino Socche, a capo di un comitato appositamente istituito, tentò di ottenere l'autorizzazione a erigere un monumento al cosiddetto «prete ignoto», ma la sua iniziativa non ebbe successo.
Nella primavera del 1990 i familiari superstiti di alcune delle vittime delle quali non fu mai ritrovato il corpo pubblicarono una lettera aperta, chiedendo quantomeno indicazioni per rintracciare le spoglie e dar loro sepoltura. Alcuni mesi dopo, il 29 agosto, fu pubblicata sul quotidiano bolognese Il Resto del Carlino una lettera del parlamentare comunista ed ex-partigiano Otello Montanari, inviata anche all'Unità, ma da questo quotidiano non pubblicata. Nella lettera Montanari premise che bisognava distinguere tra "omicidi politici", ovvero commessi in ragione del ruolo esercitato dalla persona uccisa, ed "esecuzioni sommarie", ovvero uccisioni indiscriminate di avversari politici e oppositori, e invitò chiunque sapesse come ritrovare le spoglie delle persone uccise (aggiungendo: «Io non lo so») a dare le necessarie informazioni. Dopo la pubblicazione di tale lettera, Montanari ebbe gravi difficoltà nel partito, all'interno del quale fu aspramente contestato, e fu inoltre escluso dal Comitato Provinciale dell'ANPI, dalla Presidenza dell'Istituto Cervi e dalla Commissione regionale di controllo.
I coniugi Elena Aga-Rossi (docente universitaria di Storia contemporanea) e Victor Zaslavsky (esperto di storia dei rapporti italo-sovietici), dopo l'apertura degli archivi di Stato dell'ex-URSS, ebbero lo spunto per una nuova analisi di tali avvenimenti alla luce dei rapporti del PCUS con i suoi partiti fratelli (ivi incluso, quindi, il PCI). La tesi dei due studiosi, esposta anche in un'intervista allo stesso Roberto Beretta dalle colonne di Avvenire, è che il PCI all'epoca, se non proprio favorì, quantomeno tollerò e coprì la soppressione di esponenti di categorie (borghesi, sacerdoti, possidenti) che in un'ottica di breve-medio periodo potessero costituire un impedimento materiale e culturale-ideologico all'espansione comunista, aggiungendo tuttavia che, a loro avviso, in molte zone d'Italia ciò sarebbe stato controproducente, perché, anche se a livello locale vi fu un successo elettorale, lo stesso non accadde a livello nazionale. Infine, per quanto riguarda le cause della debolezza, quando non del silenzio, da parte cattolica nel denunciare tali fatti, Aga-Rossi e Zaslavsky ipotizzano che il clero temette di vedersi rinfacciata una qualsivoglia forma di adesione al passato regime fascista, sebbene tale aspetto della questione sia ancora lungi dall'essere storicamente indagato a fondo.

Davide Ferrario e Daniele Vicari. Comunisti. Documentario, betacam-pellicola, 58'. Produzione Dinosaura, partecipazione TELE+, 1998. Storia dei partigiani coinvolti nell'uccisione di Umberto Pessina.

Davide Ferrario e Daniele Vicari. Comunisti. Documentario, betacam-pellicola, 58'. Produzione Dinosaura, partecipazione TELE+, 1998. Storia dei partigiani coinvolti nell'uccisione di Umberto Pessina.

Rolando Rivi, seminarista di 14 anni ucciso a Monchio (frazione di Palagano, MO): morì alcuni giorni prima della fine della guerra. Venne rapito il 10 aprile 1945 dai partigiani, che lo accusarono di fare la spia per i fascisti: fu percosso, gli fu ordinato di sputare sul crocefisso e di togliersi la tonaca, al suo rifiuto gliela strapparono di dosso, ne fecero un pallone e ci giocarono a calcio. La Chiesa cattolica nel 2013 lo ha proclamato beato.
Domenico Gianni, Bologna città, assassinato il 24 aprile 1945.
Carlo Terenziani, 45 anni, già cappellano della Milizia e della Gioventù del Littorio. Accusato dai partigiani di essere stato coinvolto nel rastrellamento nazista di Ventoso (frazione di Scandiano, RE) del 28 luglio 1944, avvenuto in pieno regime repubblichino, subì due tentativi di sequestro prima di essere trasferito dal suo vescovo a Reggio Emilia. Lì, il 29 aprile 1945, quattro giorni dopo la Liberazione, fu rapito da tre persone e caricato su un camion. Al sequestro assistette anche un giovane Romano Prodi (nativo di Scandiano), che ricordò la circostanza durante un'intervista concessa a Bruno Vespa nel 2005. Terenziani fu condotto dapprima nella sua parrocchia e accusato di essere un collaborazionista dei nazisti, poi condotto in strada legato ed esposto al pubblico dileggio e infine, quella sera stessa, fucilato vicino al muro della chiesa parrocchiale. Ancora nel 2005 i consiglieri comunali di Scandiano respinsero la proposta, presentata da un loro collega del Polo per Scandiano, di posare una lapide in ricordo del sacerdote. Tra le motivazioni contrarie addotte, vi fu quella che l'atto non deve essere considerato omicidio, ma esecuzione decretata da quelli che all'epoca erano legittimi e riconosciuti organismi giudicanti.
Enrico Donati, Lorenzatico, frazione di San Giovanni in Persiceto (Bologna), ucciso il 13 maggio 1945.
Giuseppe Preci, Montalto di Zocca (Modena), assassinato il 24 maggio 1945.
Giuseppe Tarozzi era parroco di Riolo, frazione di Castelfranco Emilia (Modena). Il 25 maggio 1945 due uomini, presentatisi come membri della Polizia partigiana, lo portarono via nella notte. La salma non fu mai ritrovata.
Giovanni Guicciardi, Mocogno (Modena), assassinato il 10 giugno 1945.
Raffaele Bortolini, Dosso, frazione di Sant'Agostino, ucciso il 20 giugno 1945.
Giuseppe Rasori, San Martino di Casola, frazione di Monte San Pietro (Bologna), assassinato il 2 luglio 1945.
Luigi Lenzini, Crocette, frazione di Pavullo nel Frignano (Modena), ucciso il 21 luglio 1945.
Achille Filippi, Maiola, frazione di Castello di Serravalle (Bologna), assassinato il 25 luglio 1945.
Alfonso Reggiani, parroco di Amola del Piano, frazione di San Giovanni in Persiceto, assassinato il 5 dicembre 1945.
Francesco Venturelli, Fossoli, frazione di Carpi, assassinato il 16 gennaio 1946.
Umberto Pessina, parroco di San Martino Piccolo di Correggio (RE), ucciso il 18 giugno 1946. Nel 1998 fu realizzato un film-documentario sul fatto.

Giovanni Ferruzzi, arciprete di Campanile in Selva (frazione di Lugo, RA), ucciso da partigiani comunisti il 3 aprile 1945,
Luigi Pelliconi, parroco di Poggiolo (frazione di Imola, BO). La mattina del 14 aprile 1945 fu assassinato per vendetta dai tedeschi,
Tiso Galletti, 46 anni, parroco di Spazzate Sassatelli (frazione di Imola). Don Galletti nelle sue prediche aveva manifestato contrarietà al comunismo ateo e alle vendette che avevano accompagnato la Liberazione. Venne ucciso il 18 maggio 1945 a colpi di pistola da un commando di partigiani, mentre si trovava seduto davanti alla porta della canonica. Arrivarono due giovani in motocicletta, uno rimase sulla moto, l'altro scese e gli chiese se era lui il parroco. Alla risposta affermativa, il giovane estrasse una pistola e lo uccise. Successivamente il giovane risalì sulla moto, i due ripartirono. Allo stesso modo furono uccise altre tre persone della parrocchia nella stessa sera. Dopo l'assassinio il cadavere del presbitero rimase sulla piazza fino al giorno seguente, un partigiano piantonò l'area per controllare che nessuno venisse a rendere omaggio alla salma. Ai funerali non si presentò nessuno. La banda venne presa e si ebbe il processo a carico del capo del commando. Fu condannato a 16 anni di carcere (aumentati a 18 in appello), ma per effetto dell'amnistia non scontò un solo giorno di prigione.
Giuseppe Galassi di 55 anni, parroco di San Lorenzo (frazione di Lugo). Il 31 maggio 1945, alla fine di una funzione religiosa, fu avvicinato da due persone che lo portarono con sé. Fu ritrovato dopo alcuni giorni, in un fosso, ucciso con colpi d'arma da fuoco.
Teobaldo Daporto era parroco di Casalfiumanese. Il 10 settembre 1945, all'età di 40 anni, fu assassinato da un suo conoscente, un contadino, probabilmente sobillato dai comizi anticlericali che si diffondevano in quel periodo. Il processo non si tenne poiché l'assassino, una volta tradotto in carcere, si suicidò.

Per quanto riguarda invece i territori sotto sovranità italiana successivamente passati alla Jugoslavia con l'accordo di Parigi del 10 febbraio 1947, vi è almeno un caso documentato di sacerdote ucciso nel periodo 1945-1947: Francesco Bonifacio, di 34 anni, sequestrato nei pressi di Villa Gardossi (Buie d'Istria) da alcune “guardie popolari”, picchiato, lapidato e finito con due coltellate, e successivamente infoibato. Bonifacio fu beatificato dalla Chiesa cattolica il 4 ottobre 2008 a Trieste, in quanto ritenuto ucciso in odium fidei.

Dal secondo dopoguerra ad oggi

Dal secondo dopoguerra ad oggi

Dal secondo dopoguerra ad oggi Napoli oggi, città della Repubblica Italiana. Grattacieli del Centro Direzionale di Napoli. Alla fine della guerra, quando si trattò di votare il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, Napoli si schierò seppur di misura in favore della prima. Fenomeno, questo, che si verificò in tutto il Sud Italia. Tuttavia, nel capoluogo campano, l'11 giugno 1946 - pochi giorni dopo la proclamazione della vittoria repubblicana - una [...]

“L’esodo di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”.

“L’esodo di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”.

 da www.vorrei.org   Il valore del ricordo Venerdì 11 Febbraio 2011 Arianna Carimati                         Martedì 8 febbraio Umberto de Pace ha presentato a Monza il suo libro: “L’esodo di Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra”. N el secondo dopoguerra venne istituito a Monza, presso le scuderie della Villa Reale, un campo profughi destinato ad ospitare la popolazione istriano-dalmata costretta a fuggire dalla propria terra.   [...]

La censura musicale nell'Italia democristiana dal secondo dopoguerra mondiale agli anni Ottanta

PROIBITO - LA CENSURA MUSICALE NELL'ITALIA DEMOCRISTIANA DAL SECONDO DOPOGUERRA MONDIALE AGLI ANNI OTTANTA di Dagoberto Husayn Bellucci "Signor Censore - che fai lezioni di morale tu che hai l'appalto per separare il bene e il male, sei tu che dici quello che si deve e non si deve dire... Signor Censore - nessuno ormai ti fermerà e tu cancelli in nome della libertà la tua crociata per il bene dell'umanità... Signor Censore - da chi ricevi le istruzioni per [...]

Carola Rackete gioca a fare la fascista con Matteo Salvini

Carola Rackete gioca a fare la fascista con Matteo Salvini

Carola Rackete, la comandante della Sea Watch, ha deciso di chiudere la bocca a Matteo Salvini. O meglio: vuole che i profili social del ministro siano bannati. Ma come? Dove è finito quello spirito di libertà che la capitana ha invocato a Lampedusa? La paladina dei migranti, dopo aver infranto i confini nazionali, adesso vuole infrangere anche la libertà di parola. Carola Rackete vuole i porti aperti ma i profili chiusi. Ha denunciato Salvini per averla [...]

SIAMO ARRIVATI A QUOTA 114 .49 milioni fregati agli italiani, 65 tentato colpo di Mosca. Gli affari della Lega. Ma nessuna folla sotto la casa di Salvini.

SIAMO ARRIVATI A QUOTA 114 .49 milioni fregati agli italiani, 65 tentato colpo di Mosca. Gli affari della Lega. Ma nessuna folla sotto la casa di Salvini.

“Uomo di panza, uomo di sostanza”, dice di se stesso Matteo Salvini. Una sostanza che probabilmente lo aiuterà a superare anche questa ultima bufera, i soldi di Mosca. Non si preoccupa tanto delle reazioni italiane. Qui si sente abbastanza sicuro. Sta al governo, e ci sta con i 5 stelle. I grillini, i più terrificanti moralisti del pianeta, finora hanno reagito con una certa educazione, e tutti sappiamo perché. Almeno metà di loro nel caso di nuove [...]

La debolezza di Matteo Salvini è donna.NON SARA FORSE GEY ! E VISTO IL BUZZURRO CHE E' NON HA IL CORAGGIO D'AMMETTERLO

La debolezza di Matteo Salvini è donna.NON SARA FORSE GEY ! E VISTO IL BUZZURRO CHE E' NON HA IL CORAGGIO D'AMMETTERLO

La debolezza di Matteo Salvini è donna.Dopo mesi di “bacioni” agli oppositori maschi, appena si palesa un avversario in gonnella sbrocca. E l’unica volta che chiede le dimissioni di un 5 Stelle non è per Tav, Flat Tax o Autonomie, ma per le accuse di sessismo di Spadafora Insomma per un bel po' di gente è normale che un ministro dell' interno accusi una donna di essere una criminale che ha rotto le palle?? Il linguaggio da trivio e calunnioso vi piace? Vi [...]

HAY CARMELA, l'antifascismo, la guerra di Spagna, quella sera a casa di Tina Anselmi, i migranti.

HAY CARMELA, l'antifascismo, la guerra di Spagna, quella sera a casa di Tina Anselmi, i migranti.

Molti amici di cui ho stima si stanno sbracciando a scrivere che il Pd ha perso le elezioni perché non ha avuto una linea dura, tipo Salvini, sulle immigrazioni: il popolo non ama i migranti, e quindi è inutile insistere. Se il Pd non cambia linea, vincerà sempre Salvini. E i voti presi dalla Lega contrastando ferocemente l’immigrazione serviranno per fare anche altre cazzate. Quindi, spostarsi verso il contrasto ai migranti, prima lo si fa meglio è. Trovo [...]

Matteo Salvini, un morto che cammina

Matteo Salvini, un morto che cammina

Non si fermerà perché non è in grado di capire e lo chiamo kamikaze, e scrivo che lui e i pazzi che lo seguono verso l'abisso stanno inutilmente cercando di portare indietro il grande orologio della storia. Più di chiunque altro al mondo, in questo mondo che sta cambiando vertiginosamente, Matteo Salvini è un morto che cammina.  Non dico "zombi" perché parlo sul serio, senza ombra d'ironia, e sto attento a ogni parola che uso perché in un caos come quello [...]

Salvini contro Di Maio: mi attacca su Autostrade e poi diserta il cdm

Salvini contro Di Maio: mi attacca su Autostrade e poi diserta il cdm

E' di nuovo scontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il premier della Lega ha lasciato la riunione del Consiglio dei ministri chiamata a varare la nota di assestamento di bilancio per evitare la procedura d'infrazione, appena dopo 50 minuti dall'inizio del vertice. Tra le ragioni dell'addio anticipato c'è l'assenza di Luigi Di Maio: , è sbottato Salvini lasciando palazzo Chigi. Un'ora prima il leader dei 5Stelle aveva dettato su Fb: «Il silenzio della Lega [...]

Salvini contro Di Maio: mi attacca su Autostrade e poi diserta il cdm

Salvini contro Di Maio: mi attacca su Autostrade e poi diserta il cdm

E' di nuovo scontro tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il premier della Lega ha lasciato la riunione del Consiglio dei ministri chiamata a varare la nota di assestamento di bilancio per evitare la procedura d'infrazione, appena dopo 50 minuti dall'inizio del vertice. Tra le ragioni dell'addio anticipato c'è l'assenza di Luigi Di Maio: , è sbottato Salvini lasciando palazzo Chigi. Un'ora prima il leader dei 5Stelle aveva dettato su Fb: «Il silenzio della Lega [...]

strage di Ustica: parla la Dottoressa Nadia Furnari vice Presidente dell'Associazione antimafie Rita Atria

strage di Ustica: parla la Dottoressa Nadia Furnari vice Presidente dell'Associazione antimafie Rita Atria

strage di Ustica: parla la Dottoressa Nadia Furnari vice Presidente dell'Associazione antimafie Rita Atriapalermo.meridionews.itStrage di Ustica, dopo la retorica resta l'assenza di verità. «Il M5s non ha fatto niente e l'opposizione è inesistente»1

Matteo Renzi attacca Salvini: “Disperato piagnucola chiedendo 10 miliardi, ennesima pagliacciata”

Matteo Renzi attacca Salvini: “Disperato piagnucola chiedendo 10 miliardi, ennesima pagliacciata”

 Matteo Renzi, va all’attacco del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Ha vinto le elezioni promettendo la luna. Adesso, disperato, si limita a piagnucolare chiedendo 10 miliardi. Ben che vada tutto il caos di questi giorni (o mi date 10 miliardi o salta il Governo) nasconde una pagliacciata, l’ennesima”. L’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, torna a parlare del governo e lo fa, in particolare, prendendo di mira il ministro dell’Interno [...]

Se i nemici le opposizioni lavorano per Salvini.

Se i nemici le opposizioni lavorano per Salvini.

Esistono due diverse categorie di sostenitori occulti el vicepremier: quelli che non sanno di esserlo e quelli che lo sanno benissimo. I primi, per lo più, sono mossi da sentimenti religiosi e da una «etica della convinzione» per definizione disinteressata alle possibili conseguenze negative delle azioni da loro intraprese. I secondi sono arruffa-popolo in tutto e per tutto simili al loro avversario ufficiale. Matteo Salvini, al momento,è in una botte di [...]

Desaparecidos

Desaparecidos

    di Piero Murineddu 1.Roggio Gesumino Antonio 2.Sanna Gian Paolo 3.Ruiu Daniela 4.Roggio Antonio Michele 5.Cossu Michele Qualcuno, forse, ha capito chi sono le persone coi nomi sopra elencati Che sarà successo mai? Scomparsi, completamente....... Intendo dalla scena politica di Sossu. Sono vivi? Spero bene in salute.... Per chi non avesse capito, I componenti dell'opposizione Ma anche della maggioranza: puff......spariti o disintegrati? Attualmente [...]

Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti

Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti

    . . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti . .   Sanno tutto dei lager libici e se ne fregano lo stesso: i sovranisti sono peggio dei nazisti La Sea Watch pubblica le foto dei migranti a bordo della Sea Watch e ai sovranisti viene l'ulcera: "sono in forma, non sono scappati dai lager" Da Globalist: Succede oggi, in una mattina di questi roventi giorni di inizio estate. Mentre l’Italia si sveglia, la Sea Watch pendola davanti Lampedusa, con [...]

16 giugno 1976 - La rivolta di Soweto, la strage che portò la fine dell’apartheid

16 giugno 1976 - La rivolta di Soweto, la strage che portò la fine dell’apartheid

      .   seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping   .   16 giugno 1976 - La rivolta di Soweto, la strage che portò la fine dell’apartheid   Il 16 giugno del 1976 a Soweto, un quartiere nell’estrema periferia di Johannesburg, costruito alla fine della Seconda Guerra mondiale e abitato quasi esclusivamente da neri e indiani (arrivati nella metropoli sudafricana per lavorare nelle miniere), morirono centinaia di persone. Erano per la [...]

No grazie, non serve un Berlinguer a capo del Pd

No grazie, non serve un Berlinguer a capo del Pd

Molte delle difficoltà nel costruire un partito nuovo e libero dall’eredità comunista derivano proprio dall’incapacità di fare i conti con l’ombra dello storico segretario Sarà, come scriveva Vladimir Nabokov, che “nel proprio passato ci si sente sempre a casa”, fatto sta che il richiamo ai bei tempi andati, a quella mitica età dell’oro che la postmodernità e la globalizzazione ci avrebbero rubato, è diventato la principale caratteristica della [...]

Enrico Berlinguer, la sconfitta di un uomo perbene

Fonte: Il Fatto Quotidiano Politica | 7 Giugno 2019  Pierfranco Pellizzetti Sassari 25 maggio 1922, Padova 11 giugno 1984: l’arco temporale in cui si è svolta la parabola terrena di Enrico Berlinguer, grande capo dell’Eurocomunismo e icona di una politica a sinistra che ancora non aveva smarrito il proprio alto senso civile. La biografia di un predestinato, come ricordava l’abituale sarcasmo di Giancarlo Pajetta: “giovanissimo si iscrisse al Comitato [...]

35 anni fa - La strana morte di Enrico Berlinguer

35 anni fa - La strana morte di Enrico Berlinguer

  . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti . . 35 anni fa - La strana morte di Enrico Berlinguer Enrico Berlinguer fu colui che lanciò la strategia del cosiddetto “compromesso storico”, ossia un accordo tra comunisti, socialisti e cattolici. Enrico Berlinguer (Sassari 1922, Padova 1984) è il noto uomo politico italiano. Dopo aver aderito nel 1943 al Partito comunista, diventò segretario della sezione giovanile di Sassari. Deputato dal 1968, in [...]

Giacomo Matteotti ammazzato dai Fascisti il 10 giugno del 1924 – La storia di chi pagò a caro prezzo la lotta per la libertà

Giacomo Matteotti ammazzato dai Fascisti il 10 giugno del 1924 – La storia di chi pagò a caro prezzo la lotta per la libertà

    . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti . .     Esiste una famosa canzone popolare che iniziò a dilagare dopo il rapimento e l’uccisione di Giacomo Matteotti. Da sempre contro il fascismo e le sue nefandezze, l’uomo pagherà cara la sua lotta per la verità. Or, se a ascoltar mi state, canto il delitto di quei galeotti che con gran rabbia vollero trucidare il deputato Giacomo Matteotti. Erano tanti: Viola Rossi e Dumin, il capo [...]

Antimafia Duemila lancia la petizione a favore di Nino Di Matteo, estromesso dalla "commissione stragi", molto probabilmente perché qualcuno ne ha paura. La petizione è stata già sottoscritta da 60.000 Italiani onesti. FIRMA ANCHE TU

Antimafia Duemila lancia la petizione a favore di Nino Di Matteo, estromesso dalla "commissione stragi", molto probabilmente perché qualcuno ne ha paura. La petizione è stata già sottoscritta da 60.000 Italiani onesti. FIRMA ANCHE TU

      .   seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping   .   Antimafia Duemila lancia la petizione a favore di Nino Di Matteo, estromesso dalla "commissione stragi", molto probabilmente perché qualcuno ne ha paura. La petizione è stata già sottoscritta da 60.000 Italiani onesti. FIRMA ANCHE TU Da Antimafia Duemila: Oltre cinquantamila firme in una settimana per il pm Di Matteo Prosegue l'appello alle istituzioni competenti per non delegittimare il [...]

Luigi Di Maio e Matteo Salvini, serata di coppia

Luigi Di Maio e Matteo Salvini, serata di coppia

Mano nella mano con le rispettive fidanzate, Luigi Di Maio e Matteo Salvini partecipano alla cena di gala offerta da Sergio Mattarella al Quirinale per la Festa della Repubblica. Il ministro pentastellato e Virginia Saba sono complici e disinvolti, tra sguardi e tenerezze. Un po' più impacciati ma non meno affiatati il leader della Lega e Francesca Verdini. Di Maio è impeccabile in completo blu, la Saba dimostra classe con un tubino aperto sulla schiena. Sono [...]

Nino Di Matteo estromesso dalla "commissione stragi" - Il potere alla resa dei conti con il nuovo Giovanni Falcone che fa tanta, tantissima paura...

Nino Di Matteo estromesso dalla "commissione stragi" - Il potere alla resa dei conti con il nuovo Giovanni Falcone che fa tanta, tantissima paura...

      .   seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping   .   Nino Di Matteo estromesso dalla "commissione stragi" - Il potere alla resa dei conti con il nuovo Giovanni Falcone che fa tanta, tantissima paura... Da Antimafia Duemila: Il potere alla resa dei conti con Nino Di Matteo, il nuovo Giovanni Falcone Tremano i Palazzi del Potere. Come non mai. Perché Antonino Di Matteo appare sempre più agli italiani come il nuovo Giovanni Falcone. Inutile [...]

&id=HPN_Uccisione+di+ecclesiastici+in+Italia+nel+secondo+dopoguerra_http{{{}}}it*dbpedia*org{}resource{}Uccisione{{}}di{{}}ecclesiastici{{}}in{{}}Italia{{}}nel{{}}secondo{{}}dopoguerra" alt="" style="display:none;"/> ?>