Verona Arena

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Arena di Verona

La scheda: Arena di Verona

Coordinate: 45°26′20″N 10°59′40″E / 45.438889°N 10.994444°E45.438889, 10.994444
L'Arena di Verona è un anfiteatro romano situato nel centro storico di Verona, icona della città veneta insieme alle figure di Romeo e Giulietta. Si tratta di uno dei grandi fabbricati che hanno caratterizzato l'architettura romana ed uno degli anfiteatri antichi giunto a noi con il miglior grado di conservazione, grazie ai sistematici restauri eseguiti fin dal Cinquecento, proprio per questo motivo, nonostante le numerose trasformazioni subite, esso consente al visitatore di poter facilmente comprendere la struttura di questo genere di edifici, rigorosamente soggetti alla funzione cui erano destinati ma dotati comunque di una essenziale bellezza.
Nella stagione estiva ospita il celebre festival lirico areniano, le cui stagioni si svolgono ininterrottamente dal 1913, mentre in quelle primaverile e autunnale è tappa di molti cantanti e musicisti internazionali.


Arena di Verona:
L'Arena vista da piazza Bra.
Civiltà: Romana
Utilizzo: Anfiteatro
Epoca: I secolo
Localizzazione:
Stato: Italia
Comune: Verona
Amministrazione:
Patrimonio: Città di Verona
Ente: Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
Visitabile: Sì
Mappa di localizzazione:
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EVENTI: Arena di Verona

Il 26 febbraio 1590 si tenne la prima giostra documentata all'interno dell'Arena, anche se l'ordinanza di tener chiusa la cavea non era ancora stata abolita, ma era in quel periodo lentamente caduta in disuso, anche se la sua utilizzazione era eccezionale e il cambiamento di tale stato si ebbe solo nel XVII secolo, quando si cominciò a dare in appalto anche l'interno dell'anfiteatro, oltre all'esterno.

Nel 1450, durante il governo veneto, vennero compilati nuovi statuti aventi alcune disposizioni riguardanti l'Arena, e di particolare importanza è il seguente:.

Nel 265 decise quindi di ristrutturare le mura tardo repubblicane della città e di costruire un nuovo tratto di cortina lungo 550 metri per includere finalmente l'Arena, risolvendo il problema della sua posizione dominante rispetto alle mura di epoca repubblicana.

Nel 1955 furono sostituiti i circa cinquanta cancelli in legno con quelli in ferro tuttora presenti.

Dal 1913 l'anfiteatro veronese divenne il più grande teatro lirico all'aperto del mondo e, con tale utilizzazione, venne così salvata l'esigenza di conservare il carattere di ambiente per spettacoli popolari, tutelando allo stesso tempo la dignità del monumento.

Dal 1957 al 1959 furono restaurate le rampe inferiori di quattro scale interne, venne realizzata con ciottoli la pavimentazione degli arcovoli, mentre negli ambulacri vennero collocate le corsie centrali di camminamento in pietra, si pulirono i condotti sotterranei e il grande pozzo centrale, venne restaurato l'intero anello esterno e furono sigillate le fessure fra i gradini della cavea.

Nel 1817 furono condotti degli scavi all'esterno dell'anfiteatro per accertare la continuazione del canale allineato all'asse maggiore, che venne seguito fino a palazzo Ridolfi, come attesta un'iscrizione lì collocata, e si trovarono le fondazioni delle mura di Gallieno, che andavano a tagliare il canale.

Nel 1278 furono arsi sul rogo all'interno dell'Arena per volontà di Alberto I della Scala quasi 200 eretici patarini catturati a Sirmione dal fratello Mastino I della Scala, e fu sempre Alberto I della Scala a introdurre alcune regole sull'utilizzo dell'anfiteatro: nello statuto del 1276 si stabilisce che le prostitute potevano abitare esclusivamente nell'Arena mentre nell'aggiornamento del 1310 vi è l'ordine di tenere chiusa l'Arena e di multare chi avesse rotto le porte o soddisfatto i propri bisogni corporali all'interno.

Il 22 febbraio 2026 l'Arena ospiterà la cerimonia di chiusura dei XXV Giochi olimpici invernali.

Nel 1874 Antonio Pompei compì degli scavi attorno all'Arena nel corso dei quali si riportarono alla luce le fondazioni delle mura di Gallieno, che correvano a 5 metri dall'anfiteatro.

Nel 1337 la città si trovava in debito per via di una guerra contro una lega antiveronese, così il Comune, con il consenso di Mastino II della Scala, cedeva all'Università dei Cittadini (così venne chiamato il consorzio di creditori del Comune) i redditi derivanti dall'affitto dell'Arena (il monumento sarebbe stato riscattato completamente solo nel 1586).

Nel 312 Verona tornò ad essere protagonista nella guerra tra Costantino e Massenzio, quando quest'ultimo si asserragliò dentro Verona e l'esercito costantiniano venne ad assediarlo: l'assalto avvenne proprio all'altezza dell'anfiteatro che funse per gli assediati da bastione, dato che era molto più alto delle mura di Gallieno.

Nel 1866 il Veneto passò al regno d'Italia, ma era ancora attiva la Commissione all'Ornato, che appariva però con il nome di Commissione al Civico Ornato, solo nel 1876 venne sostituito dalla Commissione consultiva conservatrice dei Monumenti, istituita in ogni provincia del regno.

Nel 1728 il marchese Scipione Maffei, una personalità che contribuì in maniera decisiva agli studi e ai restauri del monumentale edificio, pubblicò il testo Degli Anfiteatri e singolarmente del Veronese, che rappresenta una svolta significativa verso un rinnovato approccio scientifico e archeologico al monumento, preoccupandosi prima di tutto della sua tutela.

Nel 1805 Verona si trovava sotto il dominio francese e il 15 giugno dello stesso anno Napoleone Bonaparte visitò l'anfiteatro, assistendo al suo interno alla caccia dei tori, e proprio in quell'occasione il governo stanziò dei fondi per il restauro del monumento: Luigi Trezza fu incaricato di studiare il piano dei lavori con l'obiettivo di collocare i gradini mancanti, di restaurare il podio, le volte più compromesse, di restaurare le scale che portavano al primo e al secondo ordine di vomitori e le scale maggiori che conducevano al terzo ordine di vomitori, e infine di stuccare le gradinate.

Nel 1586, tuttavia, il Comune poté finalmente riscattare interamente l'Arena dall'Università dei Cittadini.

Nel 1960 venne demolita la vecchia copertura della fossa centrale e venne realizzata un nuovo solaio e nello stesso periodo venne realizzata la ringhiera in ferro che gira lungo l'ultimo gradino per proteggere gli spettatori da cadute accidentali, la cui realizzazione andò incontro a diversi contrasti.

Il 29 maggio 1622 si tenne all'interno una grande Giostra della Quintana, il cui spettacolo fu descritto da alcuni cronisti in quanto vide la partecipazione di cavalieri non solo veronesi, ma anche foresti, alcuni addirittura dalla Svezia.

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FOTO: Arena di Verona

Vista di dettaglio dell'Arena.

Vista di dettaglio dell'Arena.

Busto dell'imperatore Gallieno, che fece includere l'anfiteatro di Verona nella nuova cinta muraria.

Busto dell'imperatore Gallieno, che fece includere l'anfiteatro di Verona nella nuova cinta muraria.

Raffigurazione dell'assedio di Verona da parte delle truppe di Costantino I, dal fregio costantiniano del lato sud dell'Arco di Costantino a Roma. Nel rilievo di destra appaiono le mura che inglobavano l'Arena, che però non è visibile.

Raffigurazione dell'assedio di Verona da parte delle truppe di Costantino I, dal fregio costantiniano del lato sud dell'Arco di Costantino a Roma. Nel rilievo di destra appaiono le mura che inglobavano l'Arena, che però non è visibile.

Iconografia rateriana, la più antica rappresentazione di Verona, dove spicca l'anfiteatro ancora in ottime condizioni di conservazione.

Iconografia rateriana, la più antica rappresentazione di Verona, dove spicca l'anfiteatro ancora in ottime condizioni di conservazione.

Incisione di inizio Ottocento.

Incisione di inizio Ottocento.

Rilievo dell'Ala superstite dell'anfiteatro, tratto da Verona illustrata di Scipione Maffei.

Rilievo dell'Ala superstite dell'anfiteatro, tratto da Verona illustrata di Scipione Maffei.

Rappresentazione di uno spettacolo all'interno dell'Arena.

Rappresentazione di uno spettacolo all'interno dell'Arena.

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Elisa, su Canale 5 il 3 ottobre il meglio dei concerti proposti all'Arena di Verona

Daniel Toshi per RED||CarpetDurante l'evento la cantautrice è stata affiancata da colleghi come Giorgia, Gianna Nannini, Francesco De Gregori, Alessandra Amoroso, Emma, Renato Zero e Ornella VanoniTogheter Here We Are è l'evento di cui Elisa si è resa protagonista il 12, 13, 15 e 16 settembre, quattro concerti (tutti sold out)proposti presso l'Arena di Verona per celebrare i due decenni di carriera dell'artista giuliana. In un sunto, martedì 3 ottobre in prima [...]

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http://www.105.net/sezioni/733/radio-105-diretta Articolo estratto e rimpicciolito in formato .jpg da "Gioia!" n.33, alle pagg.1, 30-34: https://www.youtube.com/watch?v=Tnj4LgpP2Hs

EVENTO : ARENA DI VERONA

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