Vito Alfio Ciancimino

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Sacco di Palermo

La scheda: Sacco di Palermo

La locuzione sacco di Palermo fu una espressione utilizzata per descrivere il boom edilizio avvenuto tra gli anni cinquanta e sessanta del XX secolo, che stravolse la fisionomia architettonica della città.
Durante tale periodo, alcune borgate vennero inglobate da un'espansione edilizia dissennata e abnorme, con la distruzione di numerose strutture architettoniche in stile Liberty.


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Il caso Ciancimino.Da enciclopedie Rizzoli 1984-85

Il caso Ciancimino.Da enciclopedie Rizzoli 1984-85

Una delle storie negative che piu interessano l'Italia, ito Ciancimino Vito ex sindaco mafioso di Palermo ,un punto di raccordo tra il potere politico e il potere mafioso.Ha fatto molto discutere il libro scritto dal figlio Massimo dove spiega il famoso "papello".Qui vengono fuori tutti i limiti del giornalismo italiano.Mi ricordo la presentazione del libro tre anni fa alla Feltrinelli di Bologna dove Sandro Ruotolo trattava da amico Massimo Ciancimino (mentre [...]

EVENTI: Sacco di Palermo

Il 12 novembre 2010 sua moglie Epifania Silvia Scardino rivela al pm di Palermo Antonio Ingroia che suo marito si sarebbe incontrato tre volte a Milano con Silvio Berlusconi tra il 1972 e il 1975.

Il 12 novembre 2010 sua moglie Epifania Silvia Scardino rivela al pm di Palermo Antonio Ingroia che suo marito si sarebbe incontrato tre volte a Milano con Silvio Berlusconi tra il 1972 e il 1975.

Nel 1966 fu nominato capogruppo della Democrazia Cristiana nel consiglio comunale di Palermo e tenne questo incarico fino al 1970, venendo anche nominato responsabile degli enti locali della sezione provinciale della DC nel 1969.

Nel 1966 fu nominato capogruppo della Democrazia Cristiana nel consiglio comunale di Palermo e tenne questo incarico fino al 1970, venendo anche nominato responsabile degli enti locali della sezione provinciale della DC nel 1969.

Nel 1976 Ciancimino abbandonò la corrente fanfaniana e formò un gruppo autonomo all'interno del consiglio comunale, avvicinandosi a Salvo Lima, che rappresentava la corrente andreottiana: Ciancimino, accompagnato dai deputati Salvo Lima, Mario D'Acquisto e Giovanni Matta, incontrò il senatore Giulio Andreotti a Palazzo Chigi, dove venne stipulato il patto di collaborazione con la corrente, che sfociò nell'appoggio dato dai delegati vicini a Ciancimino alla corrente andreottiana in occasione dei congressi nazionali della Democrazia Cristiana svoltisi nel 1980 e nel 1983.

Nel 1976 Ciancimino abbandonò la corrente fanfaniana e formò un gruppo autonomo all'interno del consiglio comunale, avvicinandosi a Salvo Lima, che rappresentava la corrente andreottiana: Ciancimino, accompagnato dai deputati Salvo Lima, Mario D'Acquisto e Giovanni Matta, incontrò il senatore Giulio Andreotti a Palazzo Chigi, dove venne stipulato il patto di collaborazione con la corrente, che sfociò nell'appoggio dato dai delegati vicini a Ciancimino alla corrente andreottiana in occasione dei congressi nazionali della Democrazia Cristiana svoltisi nel 1980 e nel 1983.

Nel 1943 Palermo fu duramente colpita dai bombardamenti inglesi e americani (essendo l'Italia alleata con la Germania) e tra il 1947 e il 1955 ben 35.

Nel 1956 Ciancimino venne eletto consigliere comunale a Palermo e divenne un sostenitore di Giovanni Gioia, aderendo alla corrente politica di Amintore Fanfani.

Nel 1956 Ciancimino venne eletto consigliere comunale a Palermo e divenne un sostenitore di Giovanni Gioia, aderendo alla corrente politica di Amintore Fanfani.

Nel 1956 Salvo Lima e Vito Ciancimino, che aderirono alla corrente politica di Amintore Fanfani nella Democrazia Cristiana e divennero sostenitori di Giovanni Gioia, vennero eletti consiglieri comunali a Palermo: Lima divenne assessore ai lavori pubblici e mantenne la carica fino al luglio 1959, quando venne eletto sindaco di Palermo e gli subentrò Ciancimino nella carica di assessore.

Nel 1969 l'ex sindaco Salvo Lima (nel frattempo eletto alla Camera dei deputati) verrà incriminato per aver consentito al costruttore Vassallo di poter costruire illegalmente.

Nel 1993 il collaboratore di giustizia Pino Marchese dichiarò addirittura che Ciancimino era regolarmente affiliato nella Famiglia di Corleone.

Nel 1993 il collaboratore di giustizia Pino Marchese dichiarò addirittura che Ciancimino era regolarmente affiliato nella Famiglia di Corleone.

Nel 1960 le varianti del piano derivate dalle istanze permisero pure alla ditta del mafioso Nicolò Di Trapani (pregiudicato per associazione a delinquere) di vendere aree edificabili ad imprese edili.

Nel 1992 venne condannato definitivamente in Cassazione a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa e corruzione.

Nel 1992, nel periodo tra le stragi di Capaci e via d'Amelio, Ciancimino venne contattato dall'allora colonnello Mario Mori e dal capitano Giuseppe De Donno del ROS, il quale dichiarò negli anni successivi: «Decidemmo di contattare in qualche modo la mafia attraverso Vito Ciancimino per fermare le stragi del 1992-93».

Nel 1992 venne condannato definitivamente in Cassazione a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa e corruzione.

Nel 1992, nel periodo tra le stragi di Capaci e via d'Amelio, Ciancimino venne contattato dall'allora colonnello Mario Mori e dal capitano Giuseppe De Donno del ROS, il quale dichiarò negli anni successivi: «Decidemmo di contattare in qualche modo la mafia attraverso Vito Ciancimino per fermare le stragi del 1992-93».

Nel 1984 il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta dichiarò al giudice Giovanni Falcone che «Ciancimino è nelle mani dei Corleonesi» e per questo venne arrestato per associazione mafiosa nello stesso anno.

Nel 1984 il collaboratore di giustizia Tommaso Buscetta dichiarò al giudice Giovanni Falcone che «Ciancimino è nelle mani dei Corleonesi» e per questo venne arrestato per associazione mafiosa nello stesso anno.

Nel 1962 venne approvato il piano regolatore definitivo ma l'assessorato ai lavori pubblici di Ciancimino aveva già concesso un gran numero di licenze edilizie sulla base della versione del 1959: in un solo caso venne ordinata la demolizione di un complesso costruito illegalmente ma nessuna azienda oserà chiedere la concessione del relativo appalto.

Nel 1950 si trasferì a Palermo per frequentare la facoltà di Ingegneria ma non conseguì mai la laurea.

Nel 1950 si trasferì a Palermo per frequentare la facoltà di Ingegneria ma non conseguì mai la laurea.

Nel 1961, sempre durante l'assessorato di Ciancimino nella giunta del sindaco Lima, il costruttore Girolamo Moncada (legato al boss mafioso Michele Cavataio) aveva ottenuto in soli otto giorni licenze edilizie per numerosi edifici in viale Lazio e Via Cilea mentre il fratello Salvatore (pure costruttore e legato al boss Angelo La Barbera) riuscì ad ottenere licenze edilizie per costruire in terreni destinati a verde pubblico, anche il costruttore Francesco Vassallo (genero di Giuseppe Messina, capomafia della borgata Tommaso Natale) riuscì a costruire numerosi edifici nonostante violassero le clausole dei progetti e delle licenze edilizie, avvalendosi di prestiti di comodo rilasciati senza garanzia dalla Cassa di Risparmio, presieduta da Gaspare Cusenza, suocero dell'onorevole Giovanni Gioia: per queste ragioni, numerosi appartamenti edificati da Vassallo vennero subito ceduti alle famiglie di Gioia e Cusenza.

Nel 1953 Ciancimino venne eletto nel comitato provinciale della Democrazia Cristiana e l'anno successivo divenne commissario comunale.

Nel 1953 Ciancimino venne eletto nel comitato provinciale della Democrazia Cristiana e l'anno successivo divenne commissario comunale.

Nel 1964 Ciancimino concluse il mandato di assessore ai lavori pubblici e rimase consigliere comunale.

Nel 1964 Ciancimino concluse il mandato di assessore ai lavori pubblici e rimase consigliere comunale.

Nel 1963 Ciancimino venne denunciato dall'avvocato Lorenzo Pecoraro, amministratore di un'impresa edile a cui fu negata una licenza edilizia mentre alla società "SICILCASA SpA" era stato concesso il permesso di costruire in un terreno contiguo malgrado il progetto violasse in più punti le clausole del piano regolatore, fu fatto sapere a Pecoraro che poteva avere la licenza soltanto se versava una tangente nelle casse della "SICILCASA SpA", di cui Ciancimino era socio occulto e da cui acquistò anche due appartamenti.

Nel 1963 Ciancimino venne denunciato dall'avvocato Lorenzo Pecoraro, amministratore di un'impresa edile a cui fu negata una licenza edilizia mentre alla società "SICILCASA SpA" era stato concesso il permesso di costruire in un terreno contiguo malgrado il progetto violasse in più punti le clausole del piano regolatore, fu fatto sapere a Pecoraro che poteva avere la licenza soltanto se versava una tangente nelle casse della "SICILCASA SpA", di cui Ciancimino era socio occulto e da cui acquistò anche due appartamenti.

Le stranezze dei nostri PM! Ciancimino...

...arrestato su ordine dei magistrati bolognesi, per evasione fiscale (30 milioni!) ed associazione a delinquere! A Palermo, nel processo Stato-Mafia, è fra gli imputati, assieme a boss e personaggi politici importantissimi. Ma prima che imputato, più che imputato, il ruolo chiamato a svolgere è quello di testimone, e di testimone di quelli ritenuti affidabili, dai PM palermitani e, perciò, molto significativi... Pare che l'iniziativa della procura bolognese [...]

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Ciancimino e la metanizzazione siciliana di Giovanna Livreri

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Parla il legale della GAS Gasdotti Siciliana Intervista dell’8 novembre 2012 – redazione LinkSicilia Quella della Gas gasdotti spa è una telenovela che va avanti dai primi anni del 2000. Chi scrive, in realtà, la segue da qualche anno prima, ed esattamente dalla seconda meta degli anni ‘80 del secolo passato, quando i protagonisti di questa avventura imprenditoriale – con in testa l’ex sindaco di Palermo, Vito Ciancimino – facevano il bello e il [...]

Ciancimino-“icona antimafia”, indagato per riciclaggio nei rifiuti

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Riciclavano "tesoro Ciancimino", indagato figlio e altri 8 100mln provento di illeciti, perquisita discarica in Romania ANSA 04 ottobre 2012 Cercavano di eludere i vincoli e le azioni giudiziarie della magistratura per ''polverizzare'' il cosiddetto 'tesoro di Ciancimino', pari a circa 100 milioni di euro, attraverso il riciclaggio di denaro nell'ambito dei rifiuti. Sono nove gli indagati nell'ambito di un'articolata operazione dei carabinieri per la Tutela [...]

Il tesoro di don Vito Ciancimino: la finanza scopre 12 milioni in Svizzera

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La procura presenta una rogatoria per il sequestro. Denaro nelle disponibilità del figlio Massimo. Sarebbero i soldi accumulati dell'ex sindaco mafioso di PalermoPALERMO - Quei 12 milioni potrebbero essere il tesoro di don Vito Ciancimino, l'ex sindaco mafioso di Palermo morto dieci anni fa. La guardia di finanza ha individuato in Svizzera l'ingente somma di denaro nelle disponibilità di Massimo Ciancimino, figlio di don Vito. La Procura ha già presentato [...]

Trattativa Stato mafia Andreotti sul delitto Lima c'entra Ciancimino il Fatto Quotidiano 21 06 2012

Trattativa Stato mafia Andreotti sul delitto Lima c'entra Ciancimino il Fatto Quotidiano 21 06 2012

  0153 Trattativa Stato mafia Andreotti sul delitto Lima c'entra Ciancimino il Fatto Quotidiano 21 06 2012.pdf

Dell'Utri: io senatore per non finire in galera! Intervista della Borromeo pubblicata ne Il Fatto, punti salienti?

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dice Dell'Utri, senatore del Pdl, nell'intervista pubblicata sul quotidiano di Marco travaglio Il Fatto Quotidiano.Già condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.E da Annozero e la puntata tra Stato e Mafia, Dell'Utri viene accusato da Massimo Ciancimino come referente di Cosa Nostra. Ma cosa dice Dell'Utri in merito? Chi è davvero Massimo Ciancimino, figlio del sindaco mafioso Vito Ciancimino? Non ho comprato il giornale, [...]

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«Incontrai Ciancimino, l'ultima delusione»

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Falcone Diciannove anni dopo la strage. Rosaria Schifani, vedova di uno degli agenti del giudice: «Ho perso la speranza di sapere la verità»GENOVA - È un anniversario vissuto con rabbia da Rosaria Schifani, diciannove anni dopo quel suo struggente «vi perdono, ma inginocchiatevi». Dopo il monito lanciato «a mafiosi e uomini collusi dello Stato» davanti alle bare di Vito, il marito, di due agenti, di Giovanni e Francesca Falcone. No, non torna nemmeno [...]

FOTO: Sacco di Palermo

Vito_Ciancimino

Vito_Ciancimino

Ciancimino durante una seduta del consiglio comunale di Palermo

Ciancimino durante una seduta del consiglio comunale di Palermo

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Vito Ciancimino

Vito Ciancimino

Ciancimino Jr: Professione  Medium

Ciancimino Jr: Professione Medium

Quo usque tandem magistratus abutere patientia nostra? Per quanto ancora magistrato abuserai della pazienza nostra?.Come da copione anche l'ennesima pierce teatrale messa in scena dai soliti due tre figuranti/togati caldamente sponsorizzata in modo vergognoso dalla compagnia stabile Santoro &Travaglio Bros non è arrivata alla 2° replica. Lo spettacolo...

Il neo Ministro Saverio romano avrebbe preso 300mila euro da Ciancimino.. ecco i valori che esalta il Berluska... Tutto il mondo ci stà ridendo alle spalle possibile che non cè ne rendiamo conto?

Il neo Ministro Saverio romano avrebbe preso 300mila euro da Ciancimino.. ecco i valori che esalta il Berluska... Tutto il mondo ci stà ridendo alle spalle possibile che non cè ne rendiamo conto?

Q Il neo ministro afferma di non aver preso neppure un caffè con Ciancimino, ma a quanto pare avrebbe ricevuto una mazzetta da trecentomilaeuro!! certo circondarsi di persone fidate che possano interloquire con le alte cariche di cosa nostra è per silvio uno scudo un muro eretto per difendersi il culo dando il potere alla mafia! tutto il mondo ci...

Ciancimino: “Ho dato 300mila euro al ministro di Silvio

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@InfoPunto page blogger Ciancimino: “Ho dato 300mila euro al ministro di Silvio” http://fb.me/WcndENPq ciao

Dna, dichiarazioni Ciancimino finora senza esiti

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  Ansa 9 marzo 2011 Figlio don Vito e' condannato per riciclaggio e indagato PALERMO, Sulla ''rilevanza in termini processuali'' delle dichiarazioni di Massimo Ciancimino, ''non è ancora possibile pronunciarsi atteso che le dichiarazioni rese fino a questo momento tardano a produrre esiti che possano essere compiutamente valutati dal giudice e non solo dal Pm che svolge le indagini''. Lo dice la relazione della Direzione nazionale antimafia in riferimento al [...]

Mercadante assolto perchè il fatto non sussiste...Di Matteo non ci sta e chiede la riesumazione della salma di Ciancimino

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Nino Di Matteo è uno dei tanti troppi solerti togati che da 20 anni abbracciano e perorano la nobile causa del giustizialismo ad personan, a senso unico.. per cui non ci sorprende la sorpresa di cotanto asimmetrico sostituto procuratore che, di fronte nevvero, all’assoluzione di Giovanni Mercadante, rimasto 12 mesi in carcere"per davvero"...

Il mistero del «papello» di Riina: fu fotocopiato e poi sparì

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La presunta trattativa Stato-mafia. Due carabinieri riaccendono il «giallo» della perquisizione del 2005 a casa di Massimo Ciancimino Totò Riina, per anni capo di Cosa nostra : fu arrestato nel gennaio del '93 (Ap) PALERMO—Messe insieme, sono due testimonianze che infittiscono il mistero delle carte sparite dalla casa di Massimo Ciancimino; oppure lo svelano, a seconda dei punti di vista. Di certo ci sono due carabinieri che raccontano una strana circostanza a [...]

Rapporti con la mafia

Dunque dai 'pizzini', dalla 'corrispondenza' che il giovane rampollo di don Vito Ciancimino riceveva dagli uomini di Cosa nostra e dallo stesso Bernardo Provenzano per smistarla, poi, al padre anche quando questi era in carcere o al soggiorno obbligato. Sembra che l'avviso di garanzia a Massimo Ciancimino sia già abbastanza datato (il procedimento in questione risale al 2008, anno in cui è cominciata la sua collaborazione), ma sia stato notificato soltanto [...]

Giovanni Scilabra, L'onore dei soldi

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L’onore dei soldi Parla il banchiere Scilabra: "L'ex sindaco di Palermo Ciancimino venne da me insieme a Dell'Utri a chiedere 20 miliardi per Berlusconi" “Vito Ciancimino e Marcello Dell’Utri nel 1986 chiesero insieme 20 miliardi di vecchie lire in prestito per le aziende di Silvio Berlusconi alla Banca Popolare di Palermo”. A raccontare l’incontro che proverebbe i rapporti tra il gruppo Berlusconi e don Vito, sempre negati dal Cavaliere, non è Massimo [...]

"Siamo figli della stessa lupa", Vito Ciancimino sulle fortune di B.

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  "Siamo figli della stessa lupa", Vito Ciancimino sulle fortune di B. Ecco l'appunto di Vito Ciancimino sulle origini delle fortune di B. Il sindaco condannato per mafia lamenta una disparita' di trattamento rispetto al futuro premier. E ricostruisce i rapporti con Dell'Utri (Marco Lillo, Il Fatto Quotidiano). "Siamo figli della stessa Lupa". Fa impressione leggere il documento che accomuna il sindaco di Corleone, il senatore palermitano e – indirettamente – [...]

Antonelle Doria, Riflessioni  sulla morte dei tre segretari del Pci

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Data: 16 settembre 2010 12:17: Oggetto: I: Riflessioni sulla morte dei tre segretari del PCI e la situazione attuale è un po' lungo, ma serve a rinforzare la memoria! A. ---------- Messaggio inoltrato ---------- Da: giovanepravda Date: 16 settembre 2010 09:47 Oggetto: Riflessioni sulla morte dei tre segretari del PCI e la situazione attuale A: Lista seminari 2009 http://iskra.myblog.it/ 15/09/2010 Riflessioni sulla morte dei tre segretari del PCI e la situazione [...]

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