Vladimir Ilyich Ulyanov Lenin

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Vladmir Lenin

La scheda: Vladmir Lenin

Lenin (in russo: Ленин?), pseudonimo di Vladimir Il'ič Ul'janov (ascolta) (in russo: Владимир Ильич Ульянов?, Simbirsk, 22 aprile 1870, 10 aprile del calendario giuliano – Gorki, 21 gennaio 1924), è stato un rivoluzionario, politico e politologo russo, poi sovietico, talvolta menzionato come Vladimir Lenin o come Nikolaj Lenin.
Servì come primo ministro della Repubblica russa dal 1917 al 1918, della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa dal 1918 al 1922 e dell'Unione Sovietica dal 1922 al 1924. Sotto la sua guida la Russia – e in seguito l'Unione Sovietica – diventò uno Stato socialista monopartitico governato dal partito comunista sovietico. Ideologicamente marxista, le sue teorie politiche sono state poi riconosciute come "leninismo".
Nato da una famiglia benestante della classe media a Simbirsk, di religione giudaica, Lenin si interessò alla politica socialista rivoluzionaria dopo l'esecuzione di suo fratello avvenuta nel 1887. Espulso dall'Università di Kazan' per aver partecipato alle proteste contro il regime zarista dell'Impero russo, dedicò gli anni successivi al conseguimento di una laurea in giurisprudenza. Nel 1893 si trasferì a San Pietroburgo, dove divenne una figura di alto livello nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR), un movimento di stampo marxista. Arrestato per sedizione nel 1895 ed esiliato a Shushenskoye per tre anni, sposò Nadežda Krupskaja. Al termine dell'esilio si trasferì in Europa occidentale, dove grazie alle sue numerose pubblicazioni divenne un teorico politico di primo piano. Nel 1903 assunse un ruolo chiave in una scissione del POSDR per via di alcune differenze ideologiche, leader della fazione bolscevica contro il menscevismo di Julij Martov. Incoraggiò l'insurrezione della fallita rivoluzione russa del 1905, in seguito promosse una campagna affinché la prima guerra mondiale fosse trasformata in una rivoluzione proletaria a livello europeo che, come il marxismo riteneva, avrebbe comportato il rovesciamento del capitalismo e la sua sostituzione con il socialismo. Dopo la rivoluzione russa di febbraio del 1917 che portò alla caduta della monarchia zarista e all'istituzione di un governo provvisorio, Lenin fece ritorno in Russia per una campagna per la rimozione del nuovo regime a favore di un governo bolscevico guidato dei soviet.
Lenin assunse un ruolo di primo piano nella rivoluzione d'ottobre del 1917, nella caduta del governo provvisorio e nella creazione di uno Stato monopartitico guidato dal nuovo partito comunista. Il suo governo abolì l'Assemblea costituente della Russia, ritirò il Paese dalla prima guerra mondiale con la firma del trattato di Brest-Litovsk insieme gli Imperi centrali e concesse un'indipendenza temporanea alle nazioni non russe sotto il controllo russo. Una legge per decreto ridistribuì terreni tra i contadini e nazionalizzò la grande industria. Gli avversari vennero soppressi durante il terrore rosso, una violenta campagna orchestrata dal Čeka, decine di migliaia di dissidenti vennero uccisi. Il governo di Lenin si dimostrò vittorioso sugli eserciti antibolscevichi nella guerra civile russa combattuta tra il 1917 e il 1922. Per rispondere alle carestie e alle rivolte popolari nel 1921 Lenin introdusse un sistema economico misto con la nuova politica economica. Il governo guidato da Lenin creò inoltre l'Internazionale Comunista e condusse la guerra sovietico-polacca per promuovere la rivoluzione mondiale, oltre a cercare di tenere uniti gli Stati vicini andando nel 1922 a costituire l'Unione Sovietica.
Ampiamente considerato una delle figure più significative e influenti del XX secolo, Lenin è stato oggetto postumo di un culto della personalità pervasivo all'interno dell'Unione Sovietica, fino alla sua dissoluzione avvenuta nel 1991. Divenne una figura ideologica dietro al marxismo-leninismo: ebbe, dunque, un'influenza di primo piano nel corso del movimento comunista internazionale.


A Mosca i nostalgici di Lenin commemorano la morte dopo 95 anni

A Mosca i nostalgici di Lenin commemorano la morte dopo 95 anni

Mosca (askanews) - Il 21 gennaio del 1924 morì il padre della Rivoluzione d'ottobre Vladimir Lenin. A Mosca nella Piazza Rossa i comunisti e tutti i nostalgici dello statista russo gli hanno reso omaggio nel 95 esimo anniversario della scomparsa con un corteo e deponendo dei fiori davanti al mausoleo a lui dedicato.

Se si voleva cambiare occorreva sbarazzarci di queste forze parassitarie., se fossimo stati in Francia o in Russia, sarebbe apparso un Robespierre o un Lenin. Siccome siamo in Italia abbiamo avuto un comico come uomo del destino.

Se si voleva cambiare occorreva sbarazzarci di queste forze parassitarie., se fossimo stati in Francia o in Russia, sarebbe apparso un Robespierre o un Lenin. Siccome siamo in Italia abbiamo avuto un comico come uomo del destino.

La rivoluzione comica dell’Italia.Quando si viaggia all’estero, non importa se in un paese tecnologicamente evoluto o del terzo mondo, la sensazione finale è inevitabile. Appena si rimette piede sul suolo patrio saltano all’occhio tutte le contraddizioni e le debolezze del sistema Italia: persone incompetenti in posti chiave, spreco di denaro pubblico, mentalità burocratica ed assistenzialista, incapacità di innovarsi e rinnovarsi, spocchia, arroganza e [...]

EVENTI: Vladmir Lenin

Nel maggio del 1890 Vladimir ottenne finalmente l'autorizzazione a sostenere gli esami come studente esterno nella facoltà di giurisprudenza dell'Università di San Pietroburgo.

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Nel maggio del 1908 Lenin visse per breve tempo a Londra, dove frequentò la libreria del British Museum per scrivere Materialismo ed empiriocriticismo, un attacco alla prospettiva relativista di Bogdanov, che biasimava come "menzogna borghese reazionaria".

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Nel 1909 Lenin pubblicò Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov, uno dei fondatori del bolscevismo e dirigente della corrente di sinistra (con un ruolo preminente nel 1905), il quale sosteneva che l'unica realtà è costituita dall'esperienza e che il marxismo vada aggiornato sulla base delle conclusioni degli scienziati positivisti (Bogdanov stesso era uno scienziato).

Nel 1909 Lenin pubblicò Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov, uno dei fondatori del bolscevismo e dirigente della corrente di sinistra (con un ruolo preminente nel 1905), il quale sosteneva che l'unica realtà è costituita dall'esperienza e che il marxismo vada aggiornato sulla base delle conclusioni degli scienziati positivisti (Bogdanov stesso era uno scienziato).

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Nel 1909 Lenin pubblicò Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov, uno dei fondatori del bolscevismo e dirigente della corrente di sinistra (con un ruolo preminente nel 1905), il quale sosteneva che l'unica realtà è costituita dall'esperienza e che il marxismo vada aggiornato sulla base delle conclusioni degli scienziati positivisti (Bogdanov stesso era uno scienziato).

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Nel 1909 Lenin pubblicò Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov, uno dei fondatori del bolscevismo e dirigente della corrente di sinistra (con un ruolo preminente nel 1905), il quale sosteneva che l'unica realtà è costituita dall'esperienza e che il marxismo vada aggiornato sulla base delle conclusioni degli scienziati positivisti (Bogdanov stesso era uno scienziato).

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Nel 1909 Lenin pubblicò Materialismo ed empiriocriticismo, in polemica con il compagno di partito Aleksandr Bogdanov, uno dei fondatori del bolscevismo e dirigente della corrente di sinistra (con un ruolo preminente nel 1905), il quale sosteneva che l'unica realtà è costituita dall'esperienza e che il marxismo vada aggiornato sulla base delle conclusioni degli scienziati positivisti (Bogdanov stesso era uno scienziato).

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Dal 1912 al 1916 studiò il fenomeno dell'imperialismo.

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Nel 1893 si trasferì a San Pietroburgo, dove divenne una figura di alto livello nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR), un movimento di stampo marxista.

Nel 1893 si trasferì a San Pietroburgo, dove divenne una figura di alto livello nel Partito Operaio Socialdemocratico Russo (POSDR), un movimento di stampo marxista.

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Nel 1874 venne nominato direttore scolastico col grado di consigliere di Stato e insignito dell'ordine di San Vladimiro, ottenendo l'inserimento nel quarto grado della gerarchia nobiliare e il diritto alla trasmissibilità del titolo.

Nel 1874 venne nominato direttore scolastico col grado di consigliere di Stato e insignito dell'ordine di San Vladimiro, ottenendo l'inserimento nel quarto grado della gerarchia nobiliare e il diritto alla trasmissibilità del titolo.

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Nel 1874 venne nominato direttore scolastico col grado di consigliere di Stato e insignito dell'ordine di San Vladimiro, ottenendo l'inserimento nel quarto grado della gerarchia nobiliare e il diritto alla trasmissibilità del titolo.

Nel 1874 venne nominato direttore scolastico col grado di consigliere di Stato e insignito dell'ordine di San Vladimiro, ottenendo l'inserimento nel quarto grado della gerarchia nobiliare e il diritto alla trasmissibilità del titolo.

Nel 1874 venne nominato direttore scolastico col grado di consigliere di Stato e insignito dell'ordine di San Vladimiro, ottenendo l'inserimento nel quarto grado della gerarchia nobiliare e il diritto alla trasmissibilità del titolo.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

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Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Nel maggio del 1895 l'Unione di lotta lo inviò in Svizzera per prendere contatto con il maggior teorico marxista russo del tempo, Georgij Plechanov, fondatore del gruppo Emancipazione del lavoro.

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

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Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 20 gennaio 1918 il governo emise il decreto con il quale venne riconosciuta a tutti i cittadini la libertà di coscienza – in particolare la libertà di professare qualunque religione – e, avendo stabilito il principio della separazione fra Stato e Chiesa, si abrogano, oltre i privilegi di cui al decreto del 10 novembre, anche i sussidi statali di cui la Chiesa godeva.

Il 14 giugno 1918 il VCIK espulse i menscevichi e i SR di destra e chiese ai soviet locali di fare altrettanto.

Il 10 luglio 1918 entrò in vigore la nuova Costituzione: i primi due articoli stabiliscono che la Russia è «una repubblica di soviet dei deputati degli operai, dei soldati e dei contadini», i quali appartengono i poteri centrali e locali, «istituita sulla base di una libera unione di nazioni libere, come federazione di repubbliche nazionali sovietiche».

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

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Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

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Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

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Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

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Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 3 maggio 1889 gli Ul'janov, sempre sorvegliati dalla polizia, andarono a passare l'estate ad Alakaevka, un villaggio della provincia di Samara, dove la madre, vendute le proprietà di Simbirsk, aveva acquistato una piccola proprietà agricola.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

Il 6 febbraio 1922 la Čeka fu sciolta e sostituita dalla GPU, una nuova polizia politica che nacque ufficialmente per ripristinare la "legalità rivoluzionaria" e per porre fine alle procedure extragiudiziarie.

Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

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Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

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Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

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Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

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Il 21 dicembre 1922 Lenin dettò alla moglie una breve lettera per Trotsky, ma quando Stalin ne fu informato reagì con brutalità, rimproverando e aggredendo verbalmente la Krupskaja.

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Nel 1921 si ebbe la reintroduzione nelle scuole dei sistemi educativi tradizionali, integrati con la propaganda di partito.

Nel 1921 si ebbe la reintroduzione nelle scuole dei sistemi educativi tradizionali, integrati con la propaganda di partito.

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Nel 1921 si ebbe la reintroduzione nelle scuole dei sistemi educativi tradizionali, integrati con la propaganda di partito.

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Nel 1903 assunse un ruolo chiave in una scissione del POSDR per via di alcune differenze ideologiche, leader della fazione bolscevica contro il menscevismo di Julij Martov.

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Il 4 gennaio 1905 uscì il primo numero del nuovo settimanale bolscevico Vperëd (Вперёд, Avanti), fondato da Lenin, al quale collaborarono principalmente, oltre Lenin, Bogdanov, Bonč-Bruevič, Lunačarskij, Ol'minskij e Vorovskij.

Il 22 gennaio 1905 a Pietroburgo una dimostrazione popolare guidata dal pope Gapon, che voleva consegnare allo zar una petizione contenente rivendicazioni economiche e politiche, venne repressa nel sangue dall'esercito, scatenando in seguito un'ondata di disordini civili nota come la Rivoluzione del 1905.

Il 4 gennaio 1905 uscì il primo numero del nuovo settimanale bolscevico Vperëd (Вперёд, Avanti), fondato da Lenin, al quale collaborarono principalmente, oltre Lenin, Bogdanov, Bonč-Bruevič, Lunačarskij, Ol'minskij e Vorovskij.

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Il 4 gennaio 1905 uscì il primo numero del nuovo settimanale bolscevico Vperëd (Вперёд, Avanti), fondato da Lenin, al quale collaborarono principalmente, oltre Lenin, Bogdanov, Bonč-Bruevič, Lunačarskij, Ol'minskij e Vorovskij.

Il 22 gennaio 1905 a Pietroburgo una dimostrazione popolare guidata dal pope Gapon, che voleva consegnare allo zar una petizione contenente rivendicazioni economiche e politiche, venne repressa nel sangue dall'esercito, scatenando in seguito un'ondata di disordini civili nota come la Rivoluzione del 1905.

Il 4 gennaio 1905 uscì il primo numero del nuovo settimanale bolscevico Vperëd (Вперёд, Avanti), fondato da Lenin, al quale collaborarono principalmente, oltre Lenin, Bogdanov, Bonč-Bruevič, Lunačarskij, Ol'minskij e Vorovskij.

Il 22 gennaio 1905 a Pietroburgo una dimostrazione popolare guidata dal pope Gapon, che voleva consegnare allo zar una petizione contenente rivendicazioni economiche e politiche, venne repressa nel sangue dall'esercito, scatenando in seguito un'ondata di disordini civili nota come la Rivoluzione del 1905.

Il 4 gennaio 1905 uscì il primo numero del nuovo settimanale bolscevico Vperëd (Вперёд, Avanti), fondato da Lenin, al quale collaborarono principalmente, oltre Lenin, Bogdanov, Bonč-Bruevič, Lunačarskij, Ol'minskij e Vorovskij.

Il 22 gennaio 1905 a Pietroburgo una dimostrazione popolare guidata dal pope Gapon, che voleva consegnare allo zar una petizione contenente rivendicazioni economiche e politiche, venne repressa nel sangue dall'esercito, scatenando in seguito un'ondata di disordini civili nota come la Rivoluzione del 1905.

Nel 1883 il fratello maggiore Aleksandr andò a studiare scienze naturali all'Università di Pietroburgo, dove già era iscritta la sorella Anna.

Nel 1883 il fratello maggiore Aleksandr andò a studiare scienze naturali all'Università di Pietroburgo, dove già era iscritta la sorella Anna.

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Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan' tennero un'assemblea non autorizzata nell'università, le autorità considerarono sovversiva l'iniziativa e quella notte la polizia arrestò Lenin e una quarantina di studenti.

Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan' tennero un'assemblea non autorizzata nell'università, le autorità considerarono sovversiva l'iniziativa e quella notte la polizia arrestò Lenin e una quarantina di studenti.

Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan' tennero un'assemblea non autorizzata nell'università, le autorità considerarono sovversiva l'iniziativa e quella notte la polizia arrestò Lenin e una quarantina di studenti.

Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan' tennero un'assemblea non autorizzata nell'università, le autorità considerarono sovversiva l'iniziativa e quella notte la polizia arrestò Lenin e una quarantina di studenti.

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Il 4 dicembre 1887 gli studenti di Kazan' tennero un'assemblea non autorizzata nell'università, le autorità considerarono sovversiva l'iniziativa e quella notte la polizia arrestò Lenin e una quarantina di studenti.

Il 12 gennaio 1886 morì il padre e la pensione lasciata alla vedova, le rendite delle terre, le pigioni degli affittuari e qualche economia permisero alla famiglia di continuare a vivere con sufficiente agiatezza.

Il 12 gennaio 1886 morì il padre e la pensione lasciata alla vedova, le rendite delle terre, le pigioni degli affittuari e qualche economia permisero alla famiglia di continuare a vivere con sufficiente agiatezza.

Il 12 gennaio 1886 morì il padre e la pensione lasciata alla vedova, le rendite delle terre, le pigioni degli affittuari e qualche economia permisero alla famiglia di continuare a vivere con sufficiente agiatezza.

Il 12 gennaio 1886 morì il padre e la pensione lasciata alla vedova, le rendite delle terre, le pigioni degli affittuari e qualche economia permisero alla famiglia di continuare a vivere con sufficiente agiatezza.

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'Marx odiava la Russia,lo mitizzò Lenin'

'Marx odiava la Russia,lo mitizzò Lenin'

(ANSA) – MOSCA, 4 MAG – Karl Marx in realtà “odiava la Russia” e fu Lenin a “mitizzarlo”, essenzialmente per esigenze politiche. E’ quanto sostiene la Rossiskaia Gazeta, il quotidiano che fa capo al governo russo, in una lunga analisi pubblicata oggi in prima pagina in occasione del bicentenario della nascita dell’autore de ‘Il Capitale’. “Persino fra i moderni politici occidentali – si legge – pochi parlano della Russia con un odio [...]

India: guerra alle statue di Lenin

India: guerra alle statue di Lenin

(ANSA) – NEW DELHI, 7 MAR – La secca sconfitta del Partito comunista (Cpi-M) al potere da 25 anni nel piccolo Stato nord-orientale di Tripura ha elettrizzato in India i militanti del partito di centro-destra Bjp, promotore della debacle ‘rossa’, che hanno materializzato la loro gioia distruggendo di slancio in poche ore due statue del leader rivoluzionario russo Vladimir Lenin. Il duplice atto di vandalismo ha generato forti tensioni ed una ‘Guerra delle [...]

A Cavriago si commemora Lenin

A Cavriago si commemora Lenin

(ANSA) – CAVRIAGO (REGGIO EMILIA), 21 GEN – Il Partito marxista leninista dell’Emilia-Romagna (Pmli) ha commemorato il 94/o anniversario della morte di Lenin con una manifestazione davanti al busto collocato nell’omonima piazza di Cavriago, nel Reggiano. All’iniziativa è giunto un saluto del segretario nazionale del Pmli, Giovanni Scuderi. E hanno partecipato sostenitori di Lenin giunti anche da Lombardia, Piemonte e Toscana, accanto a due grandi [...]

Fiori al busto di Lenin per rivoluzione

Fiori al busto di Lenin per rivoluzione

(ANSA) – BOLOGNA, 8 NOV – Il busto di Lenin a Cavriago ha ricevuto numerosi mazzi di fiori, soprattutto rose e garofani rossi, arrivati da tante parti d’Italia e d’Europa per celebrare i cento anni della rivoluzione russa. Il monumento ancora oggi si trova, appunto, in piazza Lenin nel paese della provincia di Reggio Emilia. Raccogliendo l’invito di alcune persone di Cavriago, lanciato in occasione del centenario della rivoluzione, i fiori sono arrivati [...]

Nel momento cruciale Lenin è tornato, non è scappato!

Nel momento cruciale Lenin è tornato, non è scappato!

"Pronto a candidarmi dall'estero". Puigdemont parla alla tv belga. Madrid emette un mandato di cattura europeo "Non sono fuggito, preparo una strategia di difesa" Si scrive tanto su Puigdemont ,ma in realtà é solo un arruffapopolo contro i poteri costituiti e che non rispetta affatto la democrazia da lui tanto decantata.Un irresponsabile , sedizioso,xenofobo e amico della peggiore dx belga .E questo basta. Consegnare un ex presidente che possiamo definire [...]

Quando Lenin diventa un pezzo da museo

Quando Lenin diventa un pezzo da museo

Pisa "processa" Lenin con giuria popolo

Pisa "processa" Lenin con giuria popolo

(ANSA) – PISA, 27 OTT – Lenin sotto processo a Pisa. Con tanto di giudice, pubblico ministero e avvocato difensore. Accadrà il prossimo 11 novembre al Pisa Book Festival con Franco Andreucci, ex docente di Storia contemporanea all’università di Pisa nei panni del giudice, e degli storico Ettore Cinnella e Guido Carpi, in quelli di pm e difensore dell’imputato. A cento anni dalla Rivoluzione d’ottobre, il suo protagonista sarà al centro di uno [...]

Fidel, Lenin e Mao sono riuniti qui

Fidel, Lenin e Mao sono riuniti qui

Roma, (askanews) - Fidel Castro, Lenin, Mao, Ho Chi Minh, gli ex leader comunisti morti riuniti tutti insieme come per una cerimonia funebre collettiva. Ad Hong Kong e' stata inaugurata una bizzarra mostra nel centro congressi della citta' con riproduzioni fedeli agli originali, che ha attirato l'attenzione di tanti curiosi. Modelli realizzati in acrilico e gel di silicio e vestiti con le uniformi, chiusi in teche di vetro ad eccezione di Fidel che addirittura, [...]

FOTO: Vladmir Lenin

Vladimir_Lenin

Vladimir_Lenin

Vladimir_Illich_Lénine

Vladimir_Illich_Lénine

Vladminir_Ilitch_Oulianov

Vladminir_Ilitch_Oulianov

Vladimir_Il'ič_Ul'janov

Vladimir_Il'ič_Ul'janov

Wladimir_Iljitsch_Uljanow

Wladimir_Iljitsch_Uljanow

Vladimir_Ilich_Ulyanov

Vladimir_Ilich_Ulyanov

Vladimir_Ilyich_Ulyanov

Vladimir_Ilyich_Ulyanov

Fidel, Lenin e Mao, leader comunisti morti in mostra a Hong Kong

Fidel, Lenin e Mao, leader comunisti morti in mostra a Hong Kong

Roma, (askanews) - Fidel Castro, Lenin, Mao, Ho Chi Minh, gli ex leader comunisti morti riuniti tutti insieme come per una cerimonia funebre collettiva. Ad Hong Kong e' stata inaugurata una bizzarra mostra nel centro congressi della citta' con riproduzioni fedeli agli originali, che ha attirato l'attenzione di tanti curiosi. Modelli realizzati in acrilico e gel di silicio e vestiti con le uniformi, chiusi in teche di vetro ad eccezione di Fidel che addirittura, [...]

L'equazione politico-militare in Siria

Pubblicato su Critica Proletaria il 14 febbraio 2016. Traduzione a cura di Critica Proletaria (Ampi estratti dall’articolo pubblicato su “Kommounistiki Epitheorisi”, la rivista politico-teorica del CC del KKE, numero 1 del 2016) Elisseos Vagenas, Membro del CC del KKE, Responsabile per la sezione Relazioni Internazionali Oltre dieci anni sono passati da quando lo scrittore Alexandr Zinoviev[1] per primo paragonò la Russia capitalista a un “coniglio con le [...]

Lenin commemorato davanti al suo busto

Lenin commemorato davanti al suo busto

(ANSA) - CAVRIAGO (REGGIO EMILIA), 18 GEN - Alcune decine di persone hanno commemorato Lenin, nel 91/o anniversario della morte, davanti al busto - già obiettivo in passato di atti vandalici - che lo raffigura nella piazza intitolata al padre della Rivoluzione d'Ottobre a Cavriago. L'evento è stato organizzato dal Partito marxista leninista d'Italia. "Spazziamo via il governo del Berlusconi democristiano Renzi" e "Con Lenin per sempre, contro il capitalismo per [...]

Lenin

Lenin

Lenin Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.      Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Lenin (disambigua). Lenin Presidente del Consiglio dei commissari del popolo dell'URSS Durata mandato 30 dicembre 1922 – 21 gennaio 1924 Predecessore Aleksandr Kerenskij(Presidente del Governo Provvisorio Russo) Successore Aleksej Rykov (Stalin come leader supremo) Presidente del Consiglio dei Commissari del popolo della RSFS Russa [...]

Russia, Lenin, Stalin

Ciao ragazzi sto studiando per la terza prova di storia e mi servirebbe una mappa concettuale sulla Russia e su Lenin e Stalin, sapreste aiutarmi?

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COSA ANDO' STORTO

Il crollo del comnismo pose storici e politologi di fronte alla domanda: Che cosa andò storto? La risposta immediata è che andò storto perché la Russia era troppo arretrata per intraprendere la via del socialismo. Lenin lo aveva sempre saputo, ma aveva sempre saputo anche che le occasioni non si ripresentano con elevata frequenza e in Russia nel 1917 il boccone era troppo ghiotto per lasciarlo a Kerensky. Il problema della arretratezza della Russia era stato [...]

Perché in Russia?

  Perché in Russia?   Perché la rivoluzione tanto agognata dai comunisti di tutto il mondo doveva esplodere in una realtà così arretrata e periferica come la Russia del 1917? Perché la sovversione del sistema capitalistico doveva avvenire in un Paese che ne era quasi del tutto sprovvisto ed in cui la stragrande maggioranza della popolazione era dedita ad attività agricole, così lontana dal coinvolgimento in attività industriali di qualsiasi genere? In [...]

Un analisi marxista-leninista sul '68 di Praga

Un analisi marxista-leninista sul '68 di Praga

Pongo all’attenzione dei compagni un mio scritto utilizzato per un dibattito sul 1968 in Cecoslovacchia. Credo che i contenuti siano sempre attuali, per chi oggi lavora per ricostruire il partito comunista sulle basi del marxismo-leninismo nel nostro paese e deve contestualmente contrastare a sinistra una parte purtroppo ancora rilevante di forze opportuniste e revisioniste. --- ° --- Gli avvenimenti relativi a quelli che la borghesia ha battezzato la [...]

salma di Lenin

Che fine farà la salma di Lenin? La toglieranno o no? "Dopo la decisione di Putin e dopo il voto, tramite referendum, di portare altrove la salma nessuno lo ha ancora fatto; in teoria dovrebbe essere portata nella tomba di famiglia a San Pietroburgo."

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Gianfranco La Grassa, Un panorama teorico

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Da CONFLITTI E STRATEGIE Un panorama teorico Gianfranco La Grassa PARTE PRIMA Una succinta storia (ragionata) dello stato della teoria 1. L’intervista a Hobsbawm sul suo ultimo libro è a dir poco penosa. Già la risposta alla prima domanda, in cui dice di essersi accorto del ritorno di Marx da un’affermazione di Soros, fa accapponare la pelle. Sarebbe far torto allo storico inglese cercare la scusa dell’età. D’altra parte, sarebbe sbagliato poiché ormai [...]

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