Tortora

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Tortora (Italia)

La scheda: Tortora (Italia)

Tortora (Tùrturi in calabrese) è un comune italiano di 6.199 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Il suo territorio, prevalentemente collinare, è incluso in gran parte nel Parco nazionale del Pollino, confina sul versante nord con i comuni di Maratea e Trecchina, a nord-est con Lauria, tutti della Basilicata, ad est con Laino Borgo, a sud con Aieta e Praia a Mare e ad ovest con il Mar Tirreno.
Il comune presenta tre realtà antropiche: il centro storico che conta circa 600 abitanti, le frazioni montane con circa 600 abitanti e la marina con circa 5000 abitanti.



Tortora comune:
Localizzazione:
Stato:  Italia
Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Amministrazione:
Sindaco: Pasquale Lamboglia (lista civica Impegno comune) dal 30-03-2010
Territorio:
Coordinate: 39°58′N 15°48′E / 39.966667°N 15.8°E39.966667, 15.8 (Tortora)Coordinate: 39°58′N 15°48′E / 39.966667°N 15.8°E39.966667, 15.8 (Tortora)
Altitudine: 300[1] m s.l.m.
Superficie: 58,22[2] km²
Abitanti: 6 199[3] (31-12-2016)
Densità: 106,48 ab./km²
Frazioni: Vedi: elenco montane, elenco marittime
Comuni confinanti: Aieta, Laino Borgo, Lauria (PZ), Maratea (PZ), Praia a Mare, Trecchina (PZ)
Altre informazioni:
Cod. postale: 87020
Prefisso: 0985, in alcune frazioni montane 0973
Fuso orario: UTC+1
Codice ISTAT: 078149
Cod. catastale: L305
Targa: CS
Cl. sismica: zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica: zona C, 1 325 GG[4]
Nome abitanti: tortoresi (in dialetto locale turturisi)
Patrono: san Biagio santo Patrono[1] - sant'Antonio da Padova santo Protettore
Giorno festivo: 3 febbraio[1]
Cartografia:
Tortora
Posizione del comune di Tortora all'interno della provincia di Cosenza
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Tortora comune:
Localizzazione:
Stato:  Italia
Regione: Calabria
Provincia: Cosenza
Amministrazione:
Sindaco: Pasquale Lamboglia (lista civica Impegno comune) dal 30-03-2010
Territorio:
Coordinate: 39°58′N 15°48′E / 39.966667°N 15.8°E39.966667, 15.8 (Tortora)Coordinate: 39°58′N 15°48′E / 39.966667°N 15.8°E39.966667, 15.8 (Tortora)
Altitudine: 300[1] m s.l.m.
Superficie: 58,22[2] km²
Abitanti: 6 199[3] (31-12-2016)
Densità: 106,48 ab./km²
Frazioni: Vedi: elenco montane, elenco marittime
Comuni confinanti: Aieta, Laino Borgo, Lauria (PZ), Maratea (PZ), Praia a Mare, Trecchina (PZ)
Altre informazioni:
Cod. postale: 87020
Prefisso: 0985, in alcune frazioni montane 0973
Fuso orario: UTC+1
Codice ISTAT: 078149
Cod. catastale: L305
Targa: CS
Cl. sismica: zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica: zona C, 1 325 GG[4]
Nome abitanti: tortoresi (in dialetto locale turturisi)
Patrono: san Biagio santo Patrono[1] - sant'Antonio da Padova santo Protettore
Giorno festivo: 3 febbraio[1]
Cartografia:
Tortora
Posizione del comune di Tortora all'interno della provincia di Cosenza
Modifica dati su Wikidata · Manuale
1 Geografia fisica
1.1 Orografia
1.2 Idrografia
1.3 Grotte di Tortora
1.4 Fauna
1.5 Flora
1.6 Clima
1.6.1 Tabella delle temperature
2 Origini del nome
3 Storia
3.1 Preistoria
3.2 Blanda
3.3 Medioevo
3.4 Età moderna
3.5 Simboli
3.5.1 Stemma comunale
3.5.2 Gonfalone comunale
4 Monumenti e luoghi d'interesse
4.1 Architetture religiose
4.1.1 Chiese
4.2 Portali litici
5 Società
5.1 Evoluzione demografica
5.2 Evoluzione demografica pre-Unità d'Italia
5.3 Evoluzione demografica post-Unità d'Italia
5.4 Dialetto
6 Cultura
6.1 Biblioteche
6.2 Musei
6.3 Cucina
7 Persone legate a Tortora
8 Geografia antropica
8.1 Tortora Centro storico
8.1.1 Rioni storici del centro storico
8.2 Tortora Marina e zone limitrofe
8.2.1 Frazioni marine
8.3 Frazioni montane
8.4 Territori montani disabitati
9 Infrastrutture e trasporti
9.1 Aeroporti
9.2 Strade
9.3 Ferrovie
9.4 Autolinee
10 Amministrazione
10.1 Forze di Polizia
11 Sport
12 Note
13 Bibliografia
14 Voci correlate
15 Altri progetti
16 Collegamenti esterni

Tortora (Tùrturi in calabrese) è un comune italiano di 6.199 abitanti della provincia di Cosenza in Calabria. Il suo territorio, prevalentemente collinare, è incluso in gran parte nel Parco nazionale del Pollino, confina sul versante nord con i comuni di Maratea e Trecchina, a nord-est con Lauria, tutti della Basilicata, ad est con Laino Borgo, a sud con Aieta e Praia a Mare e ad ovest con il Mar Tirreno.
Il comune presenta tre realtà antropiche: il centro storico che conta circa 600 abitanti, le frazioni montane con circa 600 abitanti e la marina con circa 5000 abitanti.


Il nome del paese deriva dal latino turtur, -uris, ossia tortora. La tortora selvatica è raffigurato anche sullo stemma comunale.

Abitanti censiti

Fabrizio Maramaldo

Il comune di Tortora ha un territorio prevalentemente collinare/montuoso di natura calcarea ed è ricco di corsi d'acqua. È costituito da tre realtà antropiche:

Monte Cifolo 842 m s.l.m.
Timpone Cornutello 954 m s.l.m.
Monte Cucuzzata di Tortora 1.088 m s.l.m.
Monte La Destra di Pizinno 1.084 m s.l.m.
Monte Rossino 1.238 m s.l.m.
Monte Rotondella 839 m s.l.m.
Monte Sellata 745 m s.l.m.
Monte Serramale 1.274 m s.l.m.
Monte Vallina 751 m s.l.m.

Bacino Idrografico del Fiume Noce:
Il Fiume Noce: Km 50 (separa Tortora dalla Basilicata)
La Fiumarella di Tortora: Km 11
Il Ruscello di San Nicola (Sorgenti di Malazza)
La Sorgente dell'Acqua Sincera
La Sorgente di Cardio
La Sorgente delle Fontanelle
La Sorgente del Pisciolo
La Sorgente di San Sago
La Sorgente di Serramale
La Sorgente della Valle del Monaco
Il Torrente di Pizinno: Km 5
Bacino Idrografico del Fiume Lao:
Il Ruscello di Serrapoto (corso iniziale del torrente Iannello)

Elenco di tutte le cavità naturali tortoresi note e regolarmente censite (aggiornamento al 1º settembre 2007). La sigla "Cb" significa "Calabria" e il numero che l'accompagna indica la posizione della cavità relativa nel Catasto delle Grotte della Calabria.
Cb 11 - Grottiello di Torre Nave
Cb 80 - II Grotta di Torre Nave
Cb 81 - Grotta di Camerelle

Tantissime sono le specie animali che compongono la fauna tortorese, con bestie appartenenti a tutte le classi del regno animale.
Gli anfibi sono presenti con solo due specie: il verrucoso rospo e la rana.
I crostacei sono presenti con il granchio di acqua dolce, stazionario lungo i margini dei torrenti.
Gli insetti fanno la parte del leone con numerosissime specie: bellissimi lepidotteri diurni e notturni tra questi la cavolaia, il macaone, il podalirio, la saturnia e la vanessa atalanta. Molti anche i laboriosi e temuti imenotteri, tantissimi i coleotteri tra i quali: il cervo volante e lo scarabeo rinoceronte.
I mammiferi sono per lo più animali schivi e difficilmente vengono avvistati, specie durante il giorno, la maggior parte di loro sono predatori notturni che a causa della massiccia antropizzazione del territorio si vedono di rado, tra questi il lupo appenninico, anche se i suoi avvistamenti non sono molto frequenti. I mustelidi sono rappresentati da quattro specie: la donnola, la faina, la puzzola ed il tasso, tra i predatori notturni è facile incontrare la volpe. Altre specie sono il cinghiale, la lepre, il pipistrello, il riccio e la talpa. Nei boschi anche se ormai è una perla rara vivono anche gli ultimi esemplari di gatto selvatico europeo. Tra i roditori annoveriamo il ghiro, il moscardino e lo scoiattolo nero.
Tra i pesci elenchiamo: l'anguilla, il cefalo, la trota.
I rettili pur non essendo presenti con tantissime specie, sono quelli maggiormente avvistabili, essendo quasi esclusivamente animali diurni come la lucertola campestre ed il ramarro, i temutissimi serpenti come il biacco, il cervone, il colubro di Esculapio e la biscia dal collare, vittime spesso dell'ignoranza. La vipera aspide unico serpente a possedere veleno. L'orbettino, una lucertola che spesso paga la sua somiglianza con i serpenti. Tra i tanti rettili diurni fa eccezione il geco che predilige la notte o gli anfratti oscuri. Un tempo molto presente era la tartaruga greca, oggi presente con pochissimi esemplari, a causa della cementificazione selvaggia che ha distrutto il loro habitat.
Numerosi sono anche gli uccelli che allietano con i loro colori ed il loro canto le campagne ed i boschi, alcuni stazionari altri migratori. Tra i fringillidi, il cardellino, il verdone ed il verzellino sono presenti durante tutto l'anno, mentre migrano a svernare in questi boschi il fringuello, il frosone ed il lucherino. Frequentatore della stagione invernale è anche il pettirosso. Tra gli emberizidi il visitatore più frequente è lo zigolo nero. Molto diffusi sono i corvidi, specie negli ultimi anni, con una forte crescita della popolazione della: gazza, ghiandaia e taccola, mentre meno frequenti sono: il corvo comune e la cornacchia grigia. Non mancano i rapaci: il gheppio e la poiana sono i sovrani dei cieli diurni, mentre di notte è il barbagianni che la fa da padrone, presente anche la civetta. Lungo il fiume Noce possono essere ammirati anche alcuni esemplari dello splendido airone cenerino. In primavera stormi di uccelli migratori come le marzaiole e le gru, passano sul territorio tortorese, in rotta verso le terre del nord. Da non dimenticare la bellissima cinciarella e cinciallegra, il picchio muratore oltre agli onnipresenti passero domenistico e passero mattugia. Tra i piciformi si possono ammirare il picchio verde ed il picchio rosso minore.

La flora è la tipica macchia mediterranea composta da arbusti quali, il lentisco, i profumati mirto ed alloro, la ricercata erica, i pungenti ginepro e biancospino oltre al corbezzolo. Dal litorale fino ai 600 metri di quota le principali piante ad alto fusto sono la roverella ed il leccio, oltre alla sughera che per lo più cresce nella località Rosaneto. In montagna troviamo boschi di castagno, maggiormente concentrati nella zona di San Quaranta e Carro, il resto del territorio boschivo è composto dall'acero campestre, l'acero di Lobelio, l'acero di monte, l'acero napoletano, l'acero d'Ungheria, il carpino nero, il carpino bianco, il cerro, il faggio, l'ontano napoletano e l'orniello. Lungo i torrenti la lussureggiante vegetazione è composta dal pioppo tremolo, dal pioppo nero, ai quali si arrampicano centinaia di funi di vitalbe. Fiori e bacche multicolori adornano il palcoscenico tortorese quali il giglio selvatico, facilmente reperibile sul monte Cucuzzata, il romantico vischio che con le sue bacche citrine cresce sulle piante di roverella, il natalizio pungitopo, mentre molto di rado si possono ammirare splendidi esemplari di agrifoglio. Il sambuco cresce prosperoso nel bosco che dal suo antico appellativo prende il nome di “Savacu”. Tra le rosacee facilmente ci possiamo imbattere in folti cespugli di rovi, mentre solo in alta montagna cresce il lampone, molto diffuse anche la gustosa fragolina di bosco e la rosa. Infine sono numerosissime le piante officinali che crescono allo stato spontaneo nel territorio, tra queste annoveriamo: la borragine, la camomilla, la cicoria, la lavanda, la malva, l'ortica, la salvia e la valeriana rossa.

Il nome del paese deriva dal latino turtur, -uris, ossia tortora. La tortora selvatica è raffigurato anche sullo stemma comunale.

I primi segni di civiltà risalgono al popolo degli Enotri, che dimorò sul territorio fino dal VI secolo a.C. al IV secolo a.C. provenienti probabilmente dal Vallo di Diano, la loro presenza sul territorio è stata accertata dal ritrovamento di 38 tombe con corredi funerari enotri, da una stele litica e da un piccolo centro abitato. In seguito, agli Enotri si sostituì apparentemente senza scontri bellici, il forte popolo italico dei Lucani, che nel comune di Tortora sul colle Palecastro ampliarono e fortificarono il centro abitativo di origine enotria di Blanda. Intorno al IV secolo a.C. i Lucani erano i signori incontrastati del territorio che si estendeva fino alle rive del fiume Lao a sud dell'odierna Scalea. Come riportato dallo storico romano Tito Livio, Blanda fu espugnata nel 214 a.C. dal console romano Quinto Fabio Massimo, per essersi schierata con Annibale nella seconda guerra punica. Da quanto riportato da Tito Livio, si può dedurre che Blanda era un centro lucano di primaria importanza. Dopo la conquista romana Blanda visse per oltre centocinquant'anni una vita stentata fino alla metà del I secolo a.C., quando divenne un centro amministrativo romano ed assunse il nome di Blanda Julia in onore di Gaio Giulio Cesare.
La vita di Blanda continuò ad essere tranquilla fino alla metà del II secolo, quando iniziò una lenta ma continua decadenza. Durante i primi secoli del Cristianesimo, Blanda fu sede vescovile, e in questo periodo fu edificata la chiesa paleocristiana in località «Pianogrande». Si tratta di una chiesa a pianta centrale con ingresso ad ovest e tre absidi, circondata da sepolture, databile tra il VI e il VII secolo. Nel 592 Blanda subì un'incursione longobarda, e la sede episcopale dovette essere ripristinata dal vescovo Felice di Agropoli, su preciso mandato di papa Gregorio I. Nel 601 fu vescovo di Blanda un certo Romano, come ne attesta la sua presenza al Sinodo Romano. Nel 649, anno in cui si svolse il Sinodo Romano, continuò ad essere sede vescovile, come dimostra la presenza del suo vescovo Pasquale. Nell'VIII secolo Blanda passò in mano ai Longobardi. Un altro Sinodo indetto da papa Zaccaria nel 743 fu sottoscritto da Gaudiosus Blandarum Episcopus. A partire dal IX secolo Blanda, sottoposta a continue incursioni e saccheggi da parte dei predoni Saraceni, fu definitivamente abbandonata.
Alcuni dei suoi abitanti si rifugiarono nell'entroterra e fondarono su uno sperone roccioso il primo nucleo di Tortora, chiamato, in onore dell'antica città, Julitta. Oggi i ritrovamenti dell'antica città di Blanda possono essere ammirati nella mostra perenne «Archeologia per Tortora: frammenti dal passato», sita nel nuovo Museo di Blanda a Tortora Centro Storico.

Tra l'VIII ed il X secolo d.C. a Tortora, come nel resto della Calabria, in seguito all'editto di Leone III l'Isaurico, che propugnava l'iconoclastia ed alla conquista araba della Siria e dell'Egitto, giunsero decine di monaci basiliani provenienti dalla Cappadocia, dal Peloponneso, dalla Palestina e dalla Siria, che qui venivano per estraniarsi dal mondo e vivere in pienezza il contatto con Dio. E proprio in queste terre scarsamente popolate, trovarono luoghi idonei al loro culto, dove edificarono decine di piccole cappelle e laure eremitiche basiliane, che ancora oggi a mille anni di distanza danno il nome alle località in cui furono edificate: Caritàti (Carità), Chijericalài, Sant'Elia, Sànta Gàda (Santa Ada), Sàntu Lèu (San Leo), Sàntu Linàrdu (San Leonardo), Sàntu Micìelu (San Michele), Sàntu Nicòla (San Nicola), Sàntu Pàulu (San Paolo), Sàntu Pìetru (San Pietro), Sàntu Prancàtu (San Brancato), Sàntu Quarànta (Santi Quaranta Martiri), Sàntu Sàgu (San Saba) e Sàntu Stèfanu (Santo Stefano).
A partire dai primi anni del secondo millennio il piccolo borgo di Julitta iniziò una lenta espansione ed assunse il nome di Tortora, dal volatile omonimo che in quel periodo abbondava nei boschi adiacenti. Nella Bolla del 1079, con cui Benedetto Alfano arcivescovo di Salerno consacrò Pietro Pappacarbone vescovo di Policastro, compare per la prima volta nella storia religiosa il nome di "Turtura" accanto a quelli di Agrimonte (Agromonte di Latronico), Arriusu, Abbatemarcu (antico paese sito nel comune di Santa Maria del Cedro), Avena (Avena di Papasidero), Camerota, Caselle (Caselle in Pittari), Castrocuccu (Castrocucco di Maratea), Didascalea (Scalea), Lacumnigrum (Lagonegro), Laeta (Aieta), Languenum (Laino), Latronucum (Latronico), Mandelmo, Marathia (Maratea), Mercuri (Mercurion), Portum (Sapri), Regione, Revella (Rivello), Rotunda (Rotonda), S. Athanasium, Seleuci (Seluci di Lauria), Trosolinum, Turraca (Torraca), Turturella (Tortorella), Triclina (Trecchina), Uria (Lauria), Ursimarcu (Orsomarso) e Vimanellum (Viggianello), che facevano parte della Diocesi di Policastro, oggi Policastro Bussentino (frazione di Santa Marina).
Tra i primi signori di Tortora ci furono i Cifone, che la tennero fino al 1284. Dal 1284 al 1496 Tortora appartenne ai Lauria, di cui il personaggio più rappresentativo fu l'ammiraglio Ruggero di Lauria, nel 1496 Ferdinando II d'Aragona la donò a Giovanni De Montibus. In seguito passò ai Martirano, poi agli Ossonia nel 1565, agli Exarques nel 1602, ai Ravaschieri nel 1692. Dal 1707 al 1821 i signori di Tortora furono i Vitale.

Nel XVI e XVII secolo tra le attività principalmente diffuse nella Marina di Tortora troviamo la coltura del baco da seta e della canna da zucchero.
In questi secoli Tortora conobbe grandi epidemie, fra cui la terribile peste di Colera del 1656 che dimezzò la popolazione, nel 1770 per epidemia perirono 136 persone, nel 1778 morirono per il vaiolo 60 persone, nel 1794 da aprile a giugno morirono 77 bambini tra uno e dieci anni. Epidemie e colera falciarono vittime anche nel 1802, 1804, 1837 e 1849. Il problema delle morti di massa fu definitivamente risolto nel 1866, quando furono abolite le risaie nei territori di Tortora ed Aieta. Il 13 dicembre 1806 giunsero a Tortora le truppe francesi del re Giuseppe Bonaparte, le stesse che avevano devastato Lagonegro e Lauria, ma diversamente da altre popolazioni i tortoresi, per evitare devastazioni e saccheggi, non opposero resistenza all'invasore francese, che risparmiò per questo la vita dei cittadini e non operò razzie, lasciata Tortora le milizie si diressero verso la vicina Aieta, che era stata abbandonata dai suoi abitanti. Gli stessi soldati in seguito bruciarono il palazzo Spinelli di Scalea e distrussero la cittadina di Cirella. Il 3 settembre del 1860 a Tortora sostò Giuseppe Garibaldi insieme ai suoi generali Agostino Bertani, Nino Bixio, Enrico Cosenz e Giacomo Medici, ospiti della famiglia Lo Monaco Melazzi, durante la conquista del meridione d'Italia. In questa occasione Garibaldi investì il tortorese Don Biagio Maceri capitano della Guardia Nazionale.
Nel 1928, con R.D. 29 marzo e con Decreto Prefettizio del 16 aprile il Comune di Tortora, dopo una plurisecolare esistenza autonoma, venne soppresso ed accorpato, insieme al comune di Aieta, al nuovo comune di Praia a Mare, che fino a quel momento era stata frazione di Aieta. Nel 1937 riacquistò in data 18 luglio la propria autonomia.

Per le stradine del centro storico di Tortora si incontrano pregevoli portali litici, che ornano gli antichi palazzi.

La biblioteca comunale è stata inaugurata il 10 maggio 2008 ed è ubicata in Tortora centro storico.

Mostra Permanente "Archeologia per Tortora: frammenti dal passato" - Corso Garibaldi, Tortora Centro Storico
La mostra permanente "Archeologia per Tortora: frammenti dal passato" è stata inaugurata il 18 aprile 1998 ed ampliata il 7 luglio 2001, è conserva al suo interno i reperti provenienti dagli scavi della necropoli di San Brancato della antica città italica di Blanda

I piatti tipici della cucina locale sono:
Cannarìculi (Piccoli dolci natalizi)
Capucùoddu (Capicollo)
Frittéata di gramuddìni (Frittata di cime di vidara)
Frittéata di spàgari (Frittata di asparagi)
Fusìddi cu lu sùcu di créapa (Fusilli al sugo di capra)
Gliommarìeddi e trìppa (Budello di agnello o capretto arrotolato sulle interiora)
Làgani e fasùli (Tagliatelle e fagioli)
Pìtta cu la pummadòra (Focaccia con pomodoro ed origano)
Pucciddéatu (Dolce tipico di Pasqua)
Purpetti di Cornalivéaru (Polpette di carnevale)
Ricòtta di làtti créapa (Ricotta di latte di capra)
Rispèddi e mèli (Crespelle e miele)
Zafaréana rìdda(Peperoni croccanti fritti)
Zafaranèdda piséata (Polvere di peperone)
Zazìcchju (Salsiccia)
Zazìcchju di trìppa e fasùli (Salsiccia di trippa e fagioli)
Zuprisséata (Soppressata)

Tortora Marina si estende su una pianura che si affaccia sul Golfo di Policastro, conta ad oggi circa 4900 abitanti e dalla metà degli anni ottanta è divenuta centro amministrativo del comune di Tortora, con lo spostamento del municipio da Tortora Centro Storico a Tortora Marina. Si è sviluppata in modo esponenziale verso la fine degli anni settanta, inizialmente era suddivisa in dieci frazioni che poi si sono unificate. Le frazioni originarie erano: Benefici, Crisosa, Cutura, Girone, Impresa, Falconara, Pantani, Pergolo, Poiarelli e Riviera.

Acqualisparti: 852 m s.l.m.
Carro: 872 m s.l.m.
Maricosa 572 m s.l.m.
Massacornuta: 346 m s.l.m.
Massadita: 400 m s.l.m.
Melara: 768 m s.l.m.
Nocara: 650 m s.l.m.
Petraro: 326 m s.l.m.
Pizinno Primo: 620 m s.l.m.
Pizinno Secondo: 510 m s.l.m.
San Nicola: 555 m s.l.m.
San Pietro: 394 m s.l.m.
San Quaranta: 561 m s.l.m.
San Sago: 214 m s.l.m.
Sant'Elia: 746 m s.l.m.
Sarre: 376 m s.l.m.
Sellata: 602 m s.l.m.
Valle dei Grilli 721 m s.l.m.
Valle dei Pali: 502 m s.l.m.

Cammarèdde
Carità (Caritàti)
Castèllo (Castìeddu)
Cersòsa
Cirìenu
Comìercio (Cumìerciu)
Còsta Nocìlla
Elcìosa (Ilicìosa)
Fràssi
Giardìno (Iardìnu)
Grassàta
Làcco
Lossatùnna
Montagnòla
Moscatùra (Muscatùra)
Pènsola (Appìenzulu)
Pinzùni
Pizarròni
Pizzutànu
Pònte di Mèzzo (Pòndi di Mìenzu)
Pràsti
Pràto
Quèrce (Cèrsi)
Rischìera
Sànda Gàda
Sàn Lèo (Sàndu Lèo)
Sàn Pàolo (Sàndu Pàolu)
Saracìna
Scarpalèggia
Scrudùosu
Sèrra Vìola
Spànu
Speroncèlla: Sprungèdda
Vàlle del Mònaco (Vàdda di lu Mònacu)
Vàlle di Cardìo (Vàdda di Càrdio)
Vàlle Marzìero (Marzìeru)
Vàlle Scùra (Vàdda Scùra)
Vernòsa
Zàzera

Gli aeroporti più vicini sono:
Napoli-Capodichino 219 km (circa 2h 19m in auto)
Lamezia Terme 137 km (circa 2h 29m in auto)

Le principali arterie per il comune di Tortora sono:
La Strada statale 18 Tirrena Inferiore che collega Tortora a nord con la Basilicata ed a sud con la costa tirrenica della Calabria

Lo scalo ferroviario di Tortora è lo scalo delle (Ferrovie dello Stato) Praja-Aieta-Tortora ubicato in Praia a Mare a 2 km da Tortora Marina.

Da Tortora nei pressi della stazione di servizio Tamoil parte un servizio di autolinee regionali da e per Cosenza che attraversa tutta la costa tirrenica cosentina.
Nei pressi della stazione di servizio Agip sulla SS18 parte un servizio di autolinee per le principali città del Nord Italia.

Corpo Forestale dello Stato - Comando Stazione di Tortora

Rotho 1115307422 Contenitore Country Box, Effetto Rattan, Tortora, 1 - Confezione

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Giampaolo Tortora, direttore dell'Oncologia Medica del Policlinico Gemelli di Roma: "Il cancro è furbo ma siamo veramente vicini a sconfiggerlo"

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        . seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping . .   Giampaolo Tortora, direttore dell'Oncologia Medica del Policlinico Gemelli di Roma: "Il cancro è furbo ma siamo veramente vicini a sconfiggerlo" Da: Adnkronos Tortora: "Il cancro è furbo ma siamo vicini a sconfiggerlo" I tumori? "Sono furbi ma siamo veramente vicini a sconfiggerli" e a "rendere il nostro organismo più resistente al loro attacco". A spiegarlo all'Adnkronos Salute è [...]

Ascolti Tv di sabato 3 novembre, la Clerici non è Tortora e neanche la Carlucci. E Maria gongola

Ascolti Tv di sabato 3 novembre, la Clerici non è Tortora e neanche la Carlucci. E Maria gongola

Frana Portobello che scivola clamorosamente negli ascolti. Dopo il 20,2% con una media di oltre 4 milioni e 150 mila spettatori dell'esordio, la seconda puntata ha visto Antonella Clerici perdere una buona fetta di dote: oltre 700 mila spettatori in meno di media e più di 3 punti e mezzo di share sotto. Alla fine il programma glorioso di Enzo Tortora, rivisto dagli autori e dalla Clerici, ha portato a casa una deludente media di 3,4 milioni e 16,8% di share. Un [...]

Antonella Clerici pubblica la foto con il pappagallo Portobello e il pubblico si divide: «Enzo Tortora è inimitabile»

Antonella Clerici pubblica la foto con il pappagallo Portobello e il pubblico si divide: «Enzo Tortora è inimitabile»

Conto alla rovescia per il ritorno di Antonella Clerici in Tv. Dal prossimo 27 ottobre, ogni sabato sera, la conduttrice sarà al timone di Portobello, lo storico programma Rai portato al successo dal grande Enzo Tortora. Antonellina sembra essere super carica per non deludere i suoi numerosi fan che aspettano di vederla nuovamente in onda. Proprio in queste ore, la Clerici ha postato una foto su Instagram che la ritrae accanto a un pappagallo, simbolo del [...]

Antonella Clerici pubblica la foto con il pappagallo Portobello e il pubblico si divide: «Enzo Tortora è inimitabile»

Antonella Clerici pubblica la foto con il pappagallo Portobello e il pubblico si divide: «Enzo Tortora è inimitabile»

Conto alla rovescia per il ritorno di Antonella Clerici in Tv. Dal prossimo 27 ottobre, ogni sabato sera, la conduttrice sarà al timone di Portobello, lo storico programma Rai portato al successo dal grande Enzo Tortora. Antonellina sembra essere super carica per non deludere i suoi numerosi fan che aspettano di vederla nuovamente in onda. Proprio in queste ore, la Clerici ha postato una foto su Instagram che la ritrae accanto a un pappagallo, simbolo del [...]

Errori Giudiziari - Non solo il caso Tortora: quando Roberto Vecchioni fu arrestato per errore - La storia da cui ne uscì fuori una bellissima canzone piena di ironia, "Signor Giudice"

Errori Giudiziari - Non solo il caso Tortora: quando Roberto Vecchioni fu arrestato per errore - La storia da cui ne uscì fuori una bellissima canzone piena di ironia, "Signor Giudice"

    . seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping . .   Errori Giudiziari - Non solo il caso Tortora: quando Roberto Vecchioni fu arrestato per errore - La storia da cui ne uscì fuori una bellissima canzone piena di ironia, "Signor Giudice"   Chi non ha apprezzato la fantastica "Signor Giudice" di Vecchioni dall’album del 1979 “Robinson, come salvarsi la vita” Si riferisce alla vicenda dell’arresto del cantautore Il 17 agosto 1979 venne eseguito a [...]

A LiveSport Estate Giovedi'Alle 10.00 Su RadioTRC Ospite In Esclusiva Betty Tortora Di;Mimmo Siena

A LiveSport Estate Giovedi'Alle 10.00 Su RadioTRC Ospite In Esclusiva Betty Tortora Di;Mimmo Siena

Betty Tortora Libera Virtus Volley 2018-19 Ospite Esclusiva LiveSport RadioTRC-Speciale News Web 24 Imperdibile puntata giovedi'2 agosto,a partire dalle 10.00 su RadioTRC Con Livesport Estate in collaborazione con Speciale News Web 24.In apertura una intervista esclusiva con la bandiera Della Pallavolo Ofantina Cerignolana Doc,Betty Tortora da pochi giorni entrata a far parte del team della [...]

FOTO: Tortora (Italia)

Monte Serramale, 1274 m s.l.m.

Monte Serramale, 1274 m s.l.m.

Torrente di Pizinno in Località Tufarelli

Torrente di Pizinno in Località Tufarelli

Disegno di una tortora.

Disegno di una tortora.

Lo stemma del comune di Tortora.

Lo stemma del comune di Tortora.

Il gonfalone del comune di Tortora.

Il gonfalone del comune di Tortora.

Chiesa di San Pietro Apostolo, Tortora Centro Storico

Chiesa di San Pietro Apostolo, Tortora Centro Storico

Chiesa della SS Annunziata

Chiesa della SS Annunziata

Arrestato il 17 giugno 1983, 35 anni fa - Enzo Tortora, quando in Italia morì la giustizia...

Arrestato il 17 giugno 1983, 35 anni fa - Enzo Tortora, quando in Italia morì la giustizia...

    . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti .   Arrestato il 17 giugno 1983, 35 anni fa - Enzo Tortora, quando in Italia morì la giustizia...   Enzo Tortora si spense il 18 maggio 1988, pochi mesi dopo essere stato assolto dalla Cassazione con formula piena dalle infamanti accuse mosse dalla Procura nel 1983. Muore, stroncato dal male incurabile – che era solito chiamare "la bomba atomica" – che l'aveva improvvisamente colpito durante [...]

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Giusto Trant'anni fa, il 18 di maggio del 1988, la morte di Tortora. La figlia: "da allora nulla è cambiato"...!

Giusto Trant'anni fa, il 18 di maggio del 1988, la morte di Tortora. La figlia: "da allora nulla è cambiato"...!

      . SEGUICI SULLA PAGINA FACEBOOK Banda Bassotti . .   Giusto Trant'anni fa, il 18 di maggio del 1988, la morte di Tortora. La figlia: "da allora nulla è cambiato"...!   Trant'anni fa la morte di Tortora. La figlia: 'nulla è cambiato'  A 30 anni dalla sua morte, Tortora è diventato la personificazione dell'errore giudiziario italiano. Il suo ricordo vive in strade, piazze, scuole, biblioteche sparse per l'Italia a lui intitolate. l 18 maggio [...]

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Ambasciatore del Soave

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Ambasciatore del Soave

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Ambasciatore del Soave Doppietta toscana sul podio del la terza edizione del Trofeo promosso da AIS Veneto e dal Consorzio di Tutela Vini Soave. Piazza d’onore a Davide D’Alterio, miglior sommelier della Toscana in carica La sommellerie toscana ancora sul gradino più alto del podio nelle competizioni di livello: Massimo Tortora della delegazione di Livorno – dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo - al [...]

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Amabasciatore del Soave

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Amabasciatore del Soave

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Amabasciatore del Soave Doppietta toscana sul podio del la terza edizione del Trofeo promosso da AIS Veneto e dal Consorzio di Tutela Vini Soave. Piazza d’onore a Davide D’Alterio, miglior sommelier della Toscana in carica La sommellerie toscana ancora sul gradino più alto del podio nelle competizioni di livello: Massimo Tortora della delegazione di Livorno – dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo - al [...]

Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Amabasciatore del Soave

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Massimo Tortora di Livorno è il nuovo Amabasciatore del Soave Doppietta toscana sul podio del la terza edizione del Trofeo promosso da AIS Veneto e dal Consorzio di Tutela Vini Soave. Piazza d’onore a Davide D’Alterio, miglior sommelier della Toscana in carica La sommellerie toscana ancora sul gradino più alto del podio nelle competizioni di livello: Massimo Tortora della delegazione di Livorno – dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo - al [...]

Rivista Buduar riscopre Tortora umorista

Rivista Buduar riscopre Tortora umorista

(ANSA) – TORINO, 28 LUG – Buduar, rivista di satira online, riscopre Enzo Tortora scrittore e umorista: pubblicherà a puntate il libro ‘Le forche caudine’, premiato con la Palma D’Oro per la Letteratura Umoristica al XX Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera del 1967. Quello di Tortora, noto presentatore di Portobello, è un libro reperibile soltanto su qualche bancarella, ripresentato cinquant’anni dopo la sua uscita dai curatori della [...]

3-3-15- in suffragio di Fabio Giacomo-Perna Sabrina- Tortora Enzo

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Massimo Tortora è il miglior sommelier Ais Toscana 2016

Massimo Tortora è il miglior sommelier Ais Toscana 2016 L'elezione ieri ad Arezzo nel corso della manifestazione Wine Expogusto Si chiama Massimo Tortora, è di Livorno - dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo - e si è aggiudicato il titolo di Miglior Sommelier AIS della Toscana 2016. L'incoronazione è avvenuta ieri ad Arezzo, nell'ambito della manifestazione Wine Expogusto ad Arezzo Fiere, e ha visto protagonista il sommelier della delegazione [...]

Massimo Tortora è il miglior sommelier Ais Toscana 2016

Massimo Tortora è il miglior sommelier Ais Toscana 2016 L'elezione ieri ad Arezzo nel corso della manifestazione Wine Expogusto Si chiama Massimo Tortora, è di Livorno - dove gestisce il ristorante La Cantina di Massimo - e si è aggiudicato il titolo di Miglior Sommelier AIS della Toscana 2016. L'incoronazione è avvenuta ieri ad Arezzo, nell'ambito della manifestazione Wine Expogusto ad Arezzo Fiere, e ha visto protagonista il sommelier della delegazione [...]

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